Pubblicato il 30/04/21

ITALIANI E INDIPENDENTI Sono state molteplici le reazioni alle tre importanti notizie giunte a raffica alla vigilia del weekend del Gran Premio di Spagna in corso a Jerez de la Frontera: il rinnovo dell'impegno della famiglia Gresini a sostegno del Gresini Racing anche dopo la scomparsa di Fausto; l'approdo in MotoGP del team VR46 di Valentino Rossi; il rinnovo di Aprilia Racing con la MotoGP nei panni di team ufficiale fino al 2026. Tutto questo fervore ha portato a porsi un paio di scontate domande sul futuro immediato della classe regina e sui cambiamenti che vedremo sulla griglia di partenza 2022: con quali moto correranno Gresini Racing e VR46? I due team italiani hanno firmato entrambi con Dorna Sports per essere in MotoGP nel quinquennio 2022-2026 ma non è ancora stata annunciata la moto che verrà dipinta con i colori del Gresini Racing e della VR46 e sellata dai rispettivi piloti. Per Gresini le ipotesi sul tavolo erano Aprilia e Ducati, gli stessi nomi associati al team di Rossi con l'aggiunta di Yamaha e, poco probabilmente, Suzuki. Nella giornata di oggi sono arrivati però diversi indizi a indirizzare il futuro delle due scuderie indipendenti del Belpaese.

Massimo Rivola (Aprilia Racing)

LATO APRILIA Il primo a parlare, ai microfoni di Sky, è stato Massimo Rivola, team principal di Aprilia Racing, che dopo aver sottolineato l'impegno preso dal gruppo Piaggio per far diventare ufficiale il marchio italiano, ha sottolineato i vantaggi di mantenere anche un team satellite: ''Avere un team satellite sarebbe importante perché quattro moto e quattro piloti danno uno scenario diverso sul mercato. È ancora un po' presto ma credo che in 3-4 settimane avremmo le nostre risposte''. L'allusione a un possibile ingaggio di Andrea Dovizioso non è neanche così nascosta, ma in tal senso tutto sarà più chiaro dopo i test dell'11-12 maggio al Mugello. Intanto con un team satellite della casa italiana, Rivola ha fatto intendere quale tra i due candidati sia più probabile che ottengano le RS-GP: ''Se ci piacerebbe avere come team satellite quello di Valentino? Perché No. Ma la verità è che il VR46, soprattutto oggi che ha un budget importante per i prossimi cinque anni, possa permettersi di scegliere la moto attualmente più veloce sul mercato, e noi oggi non lo siamo ancora. Credo che lo diventeremo ma tutto questo arriva un po' presto per quello che è la nostra crescita''.

Paolo Ciabatti, responsabile dell'attività in pista Ducati

LATO DUCATI Massimo Rivola spinge dunque il team VR46 verso altri lidi, e in Ducati è il direttore sportivo Paolo Ciabatti a raccogliere la palla e rispondere, sempre dai microfoni di Sky, ringraziando per i complimenti spiegando che le trattative sono intavolate sia con il team Gresini che con quello VR46 in quanto il desiderio della casa di Borgo Panigale è sicuramente quello di mantenere anche un secondo team satellite oltre a Pramac Racing. E quel team non sarà Esponsorama Racing, visto che lo spagnolo Raùl Romero non ha ottenuto il rinnovo della licenza, ed è dunque probabile che possa essere rimpiazzato proprio dal VR46. D'altra parte già una delle due moto del team satellite spagnolo nel 2020 porta i colori dell'Academy (quella di Luca Marini) ed evolversi nel team di Rossi sembra essere un passo naturale, così come quello che il Gresini Racing continui il rapporto con Aprilia, in essere dal 2015, ma con un team indipendente.

Accordo tra VR46 e Aramco per un team in MotoGP dal 2022 al 2026

ALTRE IPOTESI Sono in realtà poche e poco plausibili al momento le altre ipotesi sul tavolo. Per il team VR46 si è parlato anche di Yamaha e Suzuki, ma sono diversi i fattori che non depongono a favore di queste soluzioni. Intanto lo sponsor arabo Aramco, che finanzierà l'avventura di Rossi, ha un grande budget ed è in concorrenza diretta con Petronas, ma difficilmente vorrà spodestare la compagnia malese, le cui trattative con Yamaha per il rinnovo sembrerebbero tra l'altro in fase avanzata, né ci sono indicazioni che portano a pensare che la stessa casa giapponese voglia portare in pista un ulteriore team satellite. Poi c'è Suzuki, i cui piani di avere un proprio team indipendente in pista sono già noti da anni, ma non si sono più avute notizie ufficiali in tal senso negli ultimi mesi, e a meno che il fuoco non stia covando sotto la cenere all'insaputa di molti, lo scenario VR46-Hamamatsu è il meno probabile.

Nadia Gresini, nuova AD del team Gresini Racing

TUTTO È POSSIBILE Tutto però è teoricamente ancora possibile: i giochi sono appena iniziati e nel giro del prossimo mese entreranno nel vivo, portandosi appresso una serie di intriganti domande e definendo appetitosi scenari futuri. Qualche esempio? Rossi fara il manager o continuerà a fare anche il pilota, magari tentato dal salire di nuovo in sella a una Ducati? Oppure si concentrerà sui ragazzi dell'Academy, e dunque Enea Bastianini perderà la moto a favore di un Bezzecchi, o di un Morbidelli? E se dovesse nascere la Ducati Aramco VR46, il team di Rossi con i tanti milioni dell'azienda saudita, avrà moto aggiornate come quelle del team ufficiale e di Pramac oppure no? E ancora, Aprilia e Gresini Racing proseguiranno la loro strada insieme? Andrea Dovizioso con quattro selle in Aprilia, sarà di nuovo in pista nel 2022? E Suzuki riuscirà a fare anch'essa il suo team satellite o non è più interessata? Le domande sono tante e succose, non vediamo l'ora di conoscere le risposte.


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