Prova

Aprilia Tuareg 660, la facilità di fare tutto. La video prova


Avatar di Giorgio Sala , il 05/11/21

3 settimane fa - Nasce per l'off-road, ma su strada emoziona come un'Aprilia. Il video

Una moto nata e pensata per il fuoristrada, la Tuareg 660 su strada è indiscutibilmente Aprilia. Ecco la prova video on e off road

Aprilia non si ferma. Dopo la RS e la Tuono, l’ultima declinazione della piattaforma 660 è quella più attesa. Ossia, quella della Tuareg. Aprilia rispolvera un nome evocativo, sì, ma non è una semplice operazione nostalgia. Bensì, è una vera dichiarazione d’intenti: lei punta al fuoristrada, ma allo stesso tempo vuole trasmettere il 100% del DNA Aprilia anche su strada. Motore, ciclistica, telaio ed elettronica sono studiati apposta per offrire al meglio

DESIGN

Il nome ''Tuareg'' sulle carene di un’Aprilia si era visto la prima volta nel 1985. Ma da 35 anni a questa parte il modo di vivere la moto, soprattutto in fuoristrada, è completamente cambiato. Dal mito della Parigi-Dakar, si è passato ad una filosofia di moto tutto fare: comoda, capace in offroad ma al contempo piacevole su strada. Eccezion fatta per l’evocativa livrea Indaco Tagelmust, la Tuareg 660 è una moto dal design moderno, realizzato in California nel centro di design Piaggio a Pasadena. Uno stile d’avanguardia, molto personale, ma che trova nella sua funzionalità e nella sua tecnicità, la propria bellezza. Qualche esempio? Il faro full Led accompagnato dall’ampio cupolino, che lascia in bella mostra la struttura di supporto del faro. Innovative, invece, le doppie carene con funzione di appendice aerodinamica, così come fianchetti del sottosella sostituiti da pannelli che si possono rimuovere per lasciar spazio ai supporti delle valigie laterali.

TUAREG DI NOME... E DI FATTO

La Tuareg 660 una vera e propria moto pensata per l’avventura. Il serbatoio da 18 litri promette 450 km di autonomia, mentre il un telaietto posteriore saldato al telaio principale sopporta carichi fino a 210 kg. Parlando dunque del telaio, c’è una grande differenza rispetto a Tuono e RS: la struttura in tubi d’acciaio sfrutta il motore non come elemento portante, ma come elemento stressato, e poi i punti d’ancoraggio del motore al telaio sono sei anziché tre. Questa però è solo la punta dell’iceberg delle varie differenze tecniche tra la Tuareg 660 e le sorelle stradali… per ovvi motivi fuoristradistici.

MOTORE

Partiamo dal motore, che resta un bicilindrico parallelo frontemarcia da 659 cc, invariate le misure di alesaggio e corsa così come invariata è la sua origine: la bancata anteriore del celebre V4. Per la Tuareg, pero, Aprilia ha effettuato degli interventi dedicati. Cambia l'albero a camme, con una diversa alzata delle valvole in grado di offrire più coppia a un regime più basso. A questo scopo aiuta anche il nuovo disegno dei collettori di scarico, il cui percorso lascia libero accesso alla cassa filtro, e che sfocia in un terminale pensato anch’esso per offrire più coppia ai bassi. Il risultato è una potenza massima che scende a 80 CV a 9.250 giri/min. Ma quello che più impressiona, almeno sulla carta, è la coppia: 70 Nm a 6.500 giri/min. Non è solo un valore migliore di Tuono e RS 660, ma vengono erogati a un numero di giri inferiore. Se questo non fosse abbastanza, rispetto alle sorelle, la Tuareg ha il rapporto della prima marcia più corto, e la rapportatura finale accorciata grazie a due denti di pignone in meno. Ciliegina sulla torta, però, è la coppa dell’olio più alta, così da offrire un’altezza da terra di 240 mm.

CICLISTICA

240 mm è anche l’escursione delle sospensioni Kayaba: il mono con leveraggi progressivi e la forcella sono personalizzabili in estensione, compressione e precarico; quest’ultimo regolabile sul posteriore mediante un apposito pomello. L’impianto frenante è affidato a Brembo, con doppio disco anteriore da 300 mm con pinze a doppio pistoncino, e disco posteriore da 260 mm con pinza flottante. Completano la ciclistica da off-road gli pneumatici tubeless Pirellii Scorpion Rally STR di sezione 90/90-21” davanti e 150/70-18” dietro. I cerchi hanno sezione rispettivamente di 2,5x21” davanti e 4,5x18” dietro.

ELETTRONICA

Anche se la Tuareg 660 non dispone della piattaforma inerziale, dispone di tantissimi controlli elettronici APRC. Ci sono 4 riding mode: la Urban per un uso quotidiano della moto, la Explore se volete sfruttare meglio la Tuareg tra le curve, la Offroad per il fuoristrada e la Individual per personalizzarla come volete. E la personalizzazione è davvero elevata: 4 livelli di traction control (che è escludibile) 3 livelli di freno motore, 3 modalità di risposta del gas e l’ABS che può essere disinserito solo dietro oppure completamente. All’appello anche il comodo cruise control e soprattutto il quickshifter bidirezionale, quest’ultimo però è un accessorio che costa 198 euro.  Il tutto si gestisce attraverso i comandi sul blocchetto di sinistra, con le informazioni visibili sul display TFT a colori da 5”. Non le manca nulla: c’è la connessione bluetooth per collegarsi all’app Aprilia MIA (optional) e gestire chiamate, musica e navigazione turn by turn.

COME VA SU STRADA

Che la Tuareg 660 sia una moto da fuoristrada pensata anche per la strada, te ne rendi conto non appena sali in sella, la cui altezza di 860 mm può spaventare sulla carta. In realtà, oltre ad essere ben sagomata e stretta al cavallo, l’assetto morbido si abbassa ulteriormente a fronte dei miei (quasi) 80 kg di peso. La morbidezza delle sospensioni si sente alla prima frenata, con avvertibili trasferimenti di carico. Ma è un comportamento al quale presto si fa l’abitudine. In questa declinazione, il motore 660 ha una sua spiccata personalità. Il lavoro svolto per aumentare la coppia motrice e offrirla a regimi più bassi si sente eccome, tant’è che il bicilindrico si trova quasi a suo agio nella prima metà del contagiri. La seconda metà, invece, la sfrutterete quando il ritmo si fa più intenso, ossia quando vi farete catturare dal suo DNA stradale Aprilia. Tutto quello che vi serve, è una strada tutte curve.

La Tuareg 660 è una moto facile, che regala subito tantissima fiducia e confidenza, offrendo quindi la possibilità di raggiungere un buon ritmo stradale nonostante una ciclistica da off-road. L’avantreno è molto comunicativo, per nulla nervoso e sincero nel comportamento, con la forcella offre sempre più sostegno all’aumentare dell’affondo. La scheda tecnica parla chiaro: il cerchio da 21” calza uno pneumatico di sezione 90/90. Ma più strada farete, scoprirete che il suo comportamento è tipico del 19”: vuoi per la rotondità nei cambi di direzione, oppure l’ottimo feeling in ingresso curva seguito da un’eccellente stabilità in percorrenza. Sta di fatto che su strada, il DNA Aprilia è avvertibile eccome. Ci sono due menzioni speciali per questo risultato: la prima va ai Pirelli Scorpion Rally STR di primo equipaggiamento, che rispecchiano fedelmente il dualismo di questa Tuareg. La seconda, invece, va all’elettronica che, come una mano invisibile, tiene la ruota posteriore al proprio posto: in alcuni contesti l’intervento del traction control sui livelli intermedi (3 o 2) è talmente naturale che sembra quasi inavvertibile.

Se tra le curve è un’Aprilia, nelle strade dritte – e più noiose – la Tuareg non annoia affatto. Molto buona la protezione aerodinamica, con il cupolino di serie che sposta il flusso d’aria al di sopra di casco e spalle. A offrire un grande aiuto in questi contesti è il cruise control. Allo stesso modo, la sella apparentemente stretta regala in realtà un buon sostegno, almeno per quanto abbia potuto capire in circa 170 km tra strada e fuoristrada. Ecco, l’unico vero difetto che ho avvertito su strada sono le vibrazioni trasmesse sulle pedane, che attorno ai 120-130 km/h si fanno più insistenti. Difficile capire se è causato dalle vibrazioni del motore oppure dalle gomme che, per quanto orientate alla guida su strada, sono pur sempre delle tassellate.

COME VA IN FUORISTRADA

Se su strada convince, la Tuareg 660 in off road sfoggia tutto il suo potenziale. Dalla mappa Explore passo a quella Off road con il semplice tocco del pollice destro. Traction control sul livello 1 (disinseribile grazie al comando del cruise control), ABS disattivato solo dietro (ma è possibile disattivarlo completamente) e la Tuareg si trova subito a casa. L’ergonomia della posizione in piedi è azzeccata per me, alto 180 cm, ma anche per chi supera i 190 cm. Il manubrio è alla giusta posizione, le pedane non sono troppo avanzate e il serbatoio si riesce a stringere bene con le gambe: in questo modo, si carica molto bene l’avantreno.

La stessa fiducia che offre su strada, la si ritrova in off road. Le sospensioni dall’elevata escursione e una buona luce a terra permettono di affrontare con disinvoltura qualsiasi buca o canale che troverete sul percorso. Ottima la frenata all’anteriore che è ben modulabile e potente, mentre quello posteriore me lo sarei aspettato un po’ più incisivo. Sta di fatto che il vero punto forte di questa Tuareg è l’agilità e la facilità d’uso a bassissime velocità, il cui merito va sicuramente all’accentramento delle masse in gioco e un peso di 204 kg in ordine di marcia. La stessa confidenza la ritrovo a velocità più elevate, dove anche i meno esperti – come il sottoscritto – si trovano a proprio agio grazie ad un comportamento sempre composto e prevedibile del retrotreno. Anche quando scoda, lo fa con estrema linearità e “compostezza”.

Se su strada si riesce a sfruttare la parte alta del contagiri, qua preferisco mettere una marcia in più e godermi la coppia ai bassi che, nei tornanti, mi permette di far scodare agevolmente il retrotreno chiudendo efficacemente la traiettoria. Bene anche il cambio elettronico, che è sempre puntuale e preciso nella risposta. Parlando invece del cambio, ho trovato più contrastato l’azionamento del comando in scalata più che in salita di marcia, dove invece è estremamente lineare. Nella mappa da fuoristrada, poi, l’elevato freno motore non è per nulla fastidioso, permettendomi invece di rallentare senza l’uso dei freni.

CONCLUSIONI

La Tuareg 660 è una moto che fa del dell’equilibrio, della facilità di guida e del dualismo i suoi punti di forza; quest’ultimo aspetto viene esaltato dall’elettronica. Pregi che la Tuareg sa offrire su qualsiasi percorso. Su strada è divertente, tutto sommato comoda e indiscutibilmente Aprilia. Ma è in fuoristrada che esprime al meglio tutto il suo potenziale. D’altronde, è nata per quello. Efficace e divertente per chi è esperto in offroad, ma al contempo sa essere facile e trasmette sicurezza al fuoristradista in erba. Dunque, è meglio della Yamaha Tenere 700? La risposta è difficile, sicuramente una comparativa toglierà tutti i dubbi del caso, ma la prima impressione che ho avuto è che ad Iwata non dormiranno sonni molto tranquilli…

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PREZZO E COLORI

La nuova Aprilia Tuareg 660 attacca il mercato ad un prezzo di 11.990 ed è disponibile in tre colorazioni: la Acid Gold, la Martian Red e la più evocativa Indaco Tagelmust che però richiede un sovrapprezzo di 700 euro. Ovviamente, la moto è depotenziabile a 48 CV per la guida con patente A2. Molto ricco il catalogo degli accessori, che spazia dalle manopole riscaldabili e fari fendinebbia, fino al tris di valigie in alluminio e al cupolino più alto. 

APRILIA TUAREG 660: SCHEDA TECNICA

Tipo motore Aprilia bicilindrico parallelo frontemarcia, 4 tempi, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero a camme (DOHC) con azionamento a catena silenziosa sul lato destro, quattro valvole per cilindro.
 

Alesaggio e corsa

 

81 x 63.93 mm

 

Cilindrata

 

659 cc

 

Rapp. di compressione

 

13.5:1

 

Potenza max all'albero

 

80 CV (58.8 kW) a 9.250 giri/min

 

Coppia max all'albero

 

70 Nm (7.13 kgm) a 6.500 giri/min

 

Alimentazione

 

Airbox con presa d’aria frontale. 2 corpi farfallati Æ48 mm, gestione Ride-by-wire

 

Avviamento

 

Elettrico

 

Lubrificazione

 

A carter umido

 

Cambio

 

6 marce. Aprilia Quick Shift (AQS) up and down come accessorio

 

Frizione

 

Multidisco in bagno d’olio con sistema antisaltellamento

 

Trasmissione secondaria

 

Catena, rapporto di trasmissione 15/42

 

Gestione elettronica

 

Suite APRC che comprende ATC (controllo di trazione), AEB (freno motore) AEM (mappe motore), ACC (cruise control)

4 Riding mode (Urban, Explore, Offroad, Individual)

 

Telaio

 

Telaio in tubi di acciaio e reggisella integrato; piastre in alluminio avvitate di collegamento del telaio al motore

Sospensione anteriore Forcella Kayaba steli rovesciati Æ 43 mm con contromolla, completamente regolabile. Escursione ruota 240 mm
Sospensione posteriore Forcellone in alluminio. Leveraggio progressivo. Monoammortizzatore Kayaba completamente regolabile. Escursione ruota 240 mm
Freno anteriore

Freno posteriore

ABS

Doppio disco diametro 300 mm

Pinze Brembo a 4 pistoncini Æ 30/32 mm. Pompa assiale e tubo freno in treccia metallica

Disco diametro 260 mm; pinza Brembo flottante a singolo pistoncino Æ 34 mm. Pompa con serbatoio separato e tubo in treccia metallica

ABS multimappa

 

Cerchi

 

A raggi con canale in alluminio Ant: 2.15”X21” Post: 4,25”X18”

Pneumatici Tubeless, ant: 90/90-21 post: 150/70 R 18
 

Dimensioni

 

Interasse: 1525 mm

Lunghezza: 2220 mm

Larghezza: 965 mm

Altezza sella: 860 mm

Inclinazione cannotto di sterzo: 26,7°

Avancorsa: 113,3 mm

Peso 204 kg in ordine di marcia (187 kg a secco)
Omologazione

Consumi

Euro 5

4,0 litri/100 km

 

Emissioni CO2

 

99 g/km

 

Capacità serbatoio

Gamma colori

 

18 litri (3 di riserva)

Indaco Tagelmust, Martian Red, Acid Gold


Pubblicato da Giorgio Sala, 05/11/2021
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