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Suzuki V-Strom 1050: la tecnologia non le fa più paura. La prova

Suzuki V-Strom 1050: la tecnologia non le fa più paura. La prova

Suzuki V-Strom 1050: provata su strada la nuova enduro stradale. Ecco le opinioni dopo la prova, pregi, difetti e prezzo

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TUTTI LE VOGLIONO, TUTTI LE COMPRANO Vero fenomeno degli ultimi anni, le enduro stradali sono le moto più amate e acquistate. La competizione nel segmento è davvero elevata, tanto da spingere Suzuki a rinnovare una delle sue best seller, la V-Strom 1000, per non perdere terreno nei confronti dei concorrenti. Si parte dal nome, ora si chiama V-Strom 1050 (anche se il motore rimane il bicilindrico a V da 1.037 cc), ma si passa anche dal look e dalla tecnologia, punto debole della versione precedente. Insomma, di carne al fuoco ce n’è in abbondanza… Dai che si va!

‘80s Nel percorso d’avvicinamento al suo arrivo molti, anche il sottoscritto, avevano previsto che la nuova V-Strom avrebbe riportato alla ribalta un altro grande nome del passato a tasselli, il DR 800 Big. Come avrete capito così non è. Il motivo me lo hanno spiegato direttamente gli ingegneri Suzuki, forse spinti a parlare più del solito grazie anche al calice di vino (in vino veritas…):la DR-Z è un mito che non va mischiato con la pur valida storia della V-Strom. La scelta è rispettabile, anche se molti particolari estetici richiamano le linee della “big piston”, il faro quadrato di derivazione Katana ad esempio, ma anche la forma del becco e le livree bianco/arancio e giallo/blu delle ricche versioni XT.

BEN RIFINITA Rispetto al precedente modello, lo dico subito, la nuova Suzuki V-Strom 1050 è molto più curata nei dettagli (anche per l’off road) e comunica chiaramente che non vuol più essere considerata solamente la moto piacevole da guidare e affidabile (che sono comunque caratteristiche invidiabili), ma vuol rubare l’occhio anche quando è parcheggiata sul cavalletto. Ci sono infatti nuove finiture per i carter motore, un manubrio in alluminio e anche i supporti del parabrezza regolabile sono ben rifiniti.

SOTTOPELLE Non solo nuova nel look, la 1050 ha tante sorprese nascoste sottopelle, più o meno significative. Come detto in apertura, il motore è sempre il bicilindrico a V da 1.037 cc (sì, quello del Suzuki TL e tante altre ancora), ma è stato modificato nella taratura per rientrare nella normativa antinquinamento Euro5 senza rinunciare ad un piccolo incremento di prestazioni. La scheda tecnica ora recita 107,4 CV/8.500 giri e 100 Nm/6.000 giri (prima 100,6 CV/8.000 giri e 101 Nm/4.000 giri). Potenza e coppia si sono dunque spostate più in alto rispetto al vecchio modello, come influisce ciò nella guida su strada lo scoprirete nella sezione COME VA della prova. Finalmente arriva il comando del gas elettronico che permette di introdurre, tra le altre cose, anche il cruise control, un accessorio fondamentale per una globetrotter del rango della V-Strom 1050.il nuovo motore è Euro5

NIENTE PAURA La V-Strom non ha più paura del progresso tecnologico, oltre al cruise control, infatti, sono presenti una serie di nuovi aiuti elettronici che rendono l’esperienza di guida ancora più sicura, regolabili dal nuovo display a colori. Grazie al ride by wire si possono scegliere tre modalità di guida attraverso il Suzuki Drive Mode Selector e non manca nemmeno il Traction Control (regolabile su tre livelli sulla XT) che può essere disattivato per spettacolari derapate in fuoristrada. La piattaforma inerziale a 6 assi permette l’attivazione dell’ABS in funzione dell’angolo di piega, mentre fra i sistemi di assistenza alla guida dedicati alla versione XT compaiono anche il modulatore di frenata in discesa, la frenata combinata, il ripartitore di frenata in funzione del carico e, per finire, l’assistente alle partenze in salita.

LA CICLISTICA CAMBIA MENO Per la parte ciclistica, la nuova V-Strom 1050 è rimasta simile a prima, d’altronde era già, a mio personalissimo giudizio, tra le enduro stradali più goduriose da guidare su strada. Confermato dunque il telaio a doppio trave in alluminio, così come le sospensioni con forcella Kayaba USD da 43 mm completamente regolabile e monoammortizzatore posteriore anch’esso regolabile nel precarico e in estensione. A cambiare è la taratura delle sospensioni, ora votata leggermente di più al confort di marcia.

Lo schermo a colori della nuova V-Strom 1050

FULL OPTIONAL Dedicata ai grandi viaggiatori per le sue capacità di offrire prestazioni e comodità, la V-Strom 1050XT equipaggia già 9 dei 58 accessori disponibili: sella regolabile; cavalletto centrale; parabrezza regolabile (50 mm); paramani; paramotre; puntale; supporto per le borse laterali, la presa USB a sinistra del cruscotto e una 12V sotto la sella. Non mancano svariate combinazioni di valige per il turismo a lungo raggio, le manopole riscaldabili per i climi rigidi o i fari supplementari a LED.

PREZZO E COLORI Disponibile presso la rete dei concessionari Suzuki da febbraio 2020, la Suzuki V-Strom 1050 sarà proposta in due allestimenti. I prezzi partono da 12.890 euro franco concessionario per arrivare ai 14.590 euro della più dotata Suzuki V-Strom 1050XT, protagonista della prova. Ampia scelta anche per il colore: NeroBianco/Nero e Nero/grigio sono le opzioni per la versione standard, mentre al Nero la versione XT offre in alternativa le grafiche Gialla e Arancione/Bianca.

PIÙ OFF-ROAD Salire in sella alla nuova V-Strom 1050 è come ritrovare un vecchio amico dopo un po’di tempo: è sempre lei, ma la trovi leggermente cambiata. Fatico quasi ad accorgermi che le pedane ora sono più larghe o che il serbatoio è stato rastremato. Me ne rendo conto, però, quando simulo la posizione di guida “da fuoristrada”: ora si sta più comodi e il serbatoio è più facile da stringere tra le gambe. Il resto rimane tutto sommato invariato, la triangolazione sella/pedane/manubrio è sempre il giusto compromesso dinamismo e confort per le lunghe distanza e il contatto al suolo è facile anche per me che non supero il metro e ottanta nonostante la sella posta a 85 cm dal suolo. Per gli spilungoni (solo sulla XT) è possibile incrementare l’altezza fino a 87 cm senza doversi rivolgere al catalogo accessori, se invece la standard è troppo alta è disponibile, come optional, una versione ribassata.

 ORA PUÒ VIAGGIARE Approfitto dei primi chilometri di autostrada per testare una delle più importanti novità della V-Strom 1050, il cruise control. Di recente ho utilizzato la vecchia 1000 per andare a seguire la MotoGP al Mugello e vi posso assicurare che ne ho sentito davvero la mancanza. Il funzionamento è veramente istintivo: si attiva il sistema con il pulsante situato sul blocchetto di destra e con le frecce di navigazione del blocchetto sinistro si imposta la velocità, niente di più semplice. Buono il riparo dall’aria offerto dal plexiglass che, nonostante l’aletta del mio casco modulare, non genera turbolenze e protegge a dovere anche nella posizione più bassa. Ora la V-Strom ha tutto il necessario per poter essere considerata a pieno titolo una vera globetrotter.

Suzuki V-Strom 1050 in azione

VA CERCATA Quando le prime curve hanno preso il posto dei rettilinei autostradali il carattere sportiveggiante della crossover di Hamamatsu ha preso il sopravvento, tanto che anche il nostro apripista ha iniziato a ruotare a dovere il comando del gas. Il motore, anche in versione Euro5, rimane uno dei più goduriosi da usare su strada. Sarà per il DNA sportivo di derivazione TL, sarà per la nuova mappatura, ma il bicilindrico non disdegna le zone alte del contagiri, offrendo un discreto allungo. E la coppia? I dati dicono che solo 1 Nm è stato sacrificato sull’altare dell’ecologia ma il massimo della spinta è ora 2.000 giri più in alto. Tradotto? Di coppia ce n’è sempre in abbondanza, ma bisogna cercarla più che in passato facendo utilizzo frequente del cambio, preciso e rapido negli innesti, se si è alla ricerca delle massime prestazioni.

BEN SPAZIATE Per ovviare alla situazione opto per la mappatura del gas elettronico A, la più sportiva. Così facendo la V-Strom risponde pronta ad ogni minima rotazione della manopola, forse fin troppo, tanto da farmi preferire la B per la maggior linearità dell’erogazione. La mappa C smussa molto l’erogazione e mi sento di consigliarla se si viaggia spesso in coppia per evitare di shakerare troppo il passeggero negli apri-chiudi. Insomma, per ogni situazione c’è una mappatura ideale, ben fatto Suzuki.

QUASI UNA NAKED Il punto forte della V-Strom 1000 era senza dubbio il suo comportamento su strada, la sua erede non è affatto da meno, d’altronde a livello ciclistico non è cambiato davvero nulla. Ciò che mi colpisce è che percorro la strada che mi porta a Ronda, borgo favoloso nei dintorni di Malaga che consiglio caldamente di visitare, con lo stesso piacere e quasi la stessa velocità di quando l’ho percorsa in sella a naked e similari. Posso affermare in tutta onesta che sia una delle maxi enduro più piacevoli da guidare in assoluto su strada. La discesa in piega è svelta nonostante l’anteriore da 19” e anche la stabilità sul veloce è da punto di riferimento nel segmento. Parte del merito va dato anche alle Bridgestone A41 di primo equipaggiamento che esaltano la bontà della ciclistica offendo ottimo grip anche quando affronto delle chiazze di umido.

Suzuki V-Strom 1050 su strada

FUNZIONANO Con un comportamento dinamico così valido, l’ottimo grip, e un tracciato di curve disegnato da un’entità divina, non sto nemmeno a dirvi che il passo del gruppo si è ben presto fatto allegrotto. Non ci poteva essere miglior banco di prova per testare il nuovo pacchetto di aiuti alla frenata di Suzuki. La potenza dell’impianto frenante, come per il vecchio modello, è ottima ma ora è modulata a dovere anche in piega, oltre ad essere ripartita tra i due assi in base alle necessità. Il funzionamento di tutti i sistemi è pressoché perfetto, loro lavorano senza disturbarti e tu ti diverti, strategia win-win per dirla all’inglese. L’unica pecca è ancora la mancanza di una specifica taratura per la guida in fuoristrada, un vero peccato se lo spot è “The Master of Adventure”, a maggior ragione considerata l’impossibilità di escludere l’ABS. Anche perché la V-Strom è stata migliorata proprio per poter affrontare con meno impaccio che in passato le strade non asfaltate, ben difendendosi anche nel breve tratto affrontato durante la prova. Certo, se l’intenzione è quella di farci dell’off-road serio consiglio di equipaggiarla con il paracoppa maggiorato, disponibile come optional, dato che il filtro rimane esposto a possibili colpi con sassi e asperità. 

 

scheda tecnica Suzuki V-strom 1050 xt                                                        

 

Motore

Bicilindrico a V di 90°

cilindrata

1.037 cc

potenza

107 cv

coppia

100 Nm

peso

247 kg

prezzo

Da 14.590 euro


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