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Suzuki Burgman 400 2021: la prova su strada. Motore Euro 5 e non solo...


Avatar di Danilo Chissalé , il 08/09/21

2 mesi fa - Nuovo Suzuki Burgman 400: la prova, pregi e difetti, prezzo in video

Il nuovo Suzuki Burgman 400 cambia poco nell'estetica e nella tecnica (ed è un bene), ma ora consuma meno e va di più. La prova

Di moto “iconiche” ce ne sono a bizzeffe, ma quando si tratta di veicoli con variatore – o se preferite scooter – il club si fa ben più ristretto. In questa cerchia d’élite un posto d’onore va certamente al Suzuki Burgman 400, il primo a sondare le cilindrate maxi (per l’epoca) nell’ormai lontano 1998, dando vita ad un vero e proprio segmento di mercato. Per non interrompere questa dinastia di successo Suzuki ha dovuto fare i conti con la normativa Euro 5 (che ha fatto fuori il fratellone 650), ma con l’occasione sono arrivati tanti altri affinamenti. Pronti a scoprirli? Dai che si va!

COM’È FATTO

Se a primo impatto vi sembra di non riuscire a riconoscere il nuovo Suzuki Burgman 400 dal vecchio è perché i due scooter sono sostanzialmente identici. La Casa di Hamamatsu, infatti, va molto fiera delle linee del suo “Atleta elegante” – il Burgman, ovviamente – motivo per cui ha deciso di limitarsi a pochissimi aggiornamenti estetici, dettagli che sfuggirebbero anche ad un appassionato d’enigmistica. Vi aiuto dicendovi cosa c’è di nuovo: le linee eleganti vengono esaltate da nuove colorazioni satinate (grigio, nero o argento come l’esemplare in prova), mentre al lato sportivo ci pensano i nuovi cerchi di colore blu abbinati alle cuciture della sella. Cos’ha di sportivo il blu? Beh, è il colore ufficiale di Suzuki nel mondo delle competizioni, più sportivo di così!

IL NUOVO MOTORE La novità principale è il motore omologato Euro 5. Anche in questo caso non si tratta di uno stravolgimento, Suzuki ha lavorato di lima e non di ascia. L’obbiettivo era ridurre le emissioni inquinanti senza andare a discapito delle prestazioni. Suzuki c’è riuscita aggiungendo un secondo convertitore catalitico nell’impianto di scarico e lavorando sull’efficienza della combustione del carburante. Sono stati rivisti gli iniettori, la testa del pistone, l’incrocio delle valvole e i profili dell’albero a camme, con il motore ora in grado di erogare 29,2 CV a 6.300 giri/min e 35,2 Nm a 4.900 giri/min, con la velocità massima che sale a 135 km/h. Grazie a queste modifiche diminuiscono leggermente anche i consumi, 25 km/l che grazie a un serbatoio da 13,5 litri (+1,5 l di riserva) consentono un’autonomia di 337 km.

CONFERMATA LA CICLISTICA A fare da contraltare al nuovo motore c’è la ciclistica confermata nella sua totalità, d’altronde era e rimane un punto di forza del Burgman. Il monoammortizzatore posteriore con leveraggio progressivo, regolabile nel precarico, è una sua prerogativa, un fiore all’occhiello nel mondo degli scooter. Il resto della “squadra” è composto dal telaio tubolare in acciaio, dalla forcella telescopica tradizionale, dall’impianto frenante con doppio disco anteriore e dalle ruote in lega con cerchio anteriore da 15 pollici, il posteriore è da 13. Invariato il peso: 218 kg in ordine di marcia, non un fuscello ma la mole è ben distribuita.

ELETTRONICA Il Burgman è da sempre uno scooter pratico, che bada al sodo, ma non per questo non bisogna guardare in maniera positiva verso il progresso. Suzuki non ha mai sbalordito sotto l’aspetto tecnologico, basti pensare che di connettività non se ne parla nemmeno sulle “ammiraglie”, dunque perché farlo con il Burgman? La vera novità tecnologica è il controllo di trazione, comunque orientato alla praticità e alla sicurezza.

NUOVE INFO, VECCHIO STILE Vi aspettavate un TFT iperconnesso? Rimarrete a bocca asciutta, al centro del ponte di comando trova posto una “classica” strumentazione analogico/digitale, di chiara lettura e ancor più ricca nelle informazioni dato che ora all’interno del display digitale potrete leggere anche l’autonomia residua e il consumo istantaneo. Certo, qualche competitor fa di meglio sia in quanto “impatto visivo” sia nella facilità di consultazione delle informazioni, dato che per scorrere tra di loro bisogna premere i pulsanti vicino ai quadranti a causa dell’assenza di comandi remoti sui blocchetti elettrici, ma il Burgman 400 sa come conquistare i commuter.

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PRATICITÀ AL TOP Lo fa da sempre con la sua praticità. Lo spazio necessario per stivare la ventiquattro ore non manca nel sottosella da 42 litri, ma se non siete business man vi farà piacere sapere che c’è posto per una cassa d’acqua o un casco integrale più un demi-jet. Nel retroscudo, poi, ci sono due ulteriori vani molto capienti, uno dei quali dotato di presa a 12 V. Peccato però che non ci sia una più pratica e moderna presa USB e che nessuno dei due vani sia sotto chiave.

ERGONOMIA INTELLIGENTE Avete presente quelle bellissime modelle curvy? Sono indubbiamente più formose delle loro colleghe taglia 38, ma riescono comunque ad essere meravigliose nascondendo il chiletto di troppo con sapiente abilità. Cosa c’entra con il Burgman? Calma che ci arriviamo. Lo scooterone Suzuki è lungo, basso e pesantuccio, ma gli ingegneri hanno pensato a come nascondere queste caratteristiche esaltandone un’altra: la snellezza. Grazie al girovita “slim fit” con pedane sciancrate nei punti giusti e alla sella rasoterra (755 mm da terra), praticamente chiunque può gestire con facilità il Burgman. E il confort non passa in secondo piano, la sella è ben imbottita (78 mm di schiumato) e per il pilota prevede anche il supporto lombare sagomato, mentre per il passeggero ci sono pedane dedicate e comodi maniglioni ergonomici.

COME VA

La città non spaventa il Burgman, e per fortuna dato che gli scooter nelle vie cittadine ci passano la gran parte della loro vita. Gli ingombri, come avrete capito, non sono da scooter a ruota alta ma l’agilità nel complesso è quasi sorprendente. Il peso è ben distribuito e la posizione in sella più attiva che in passato aiuta ad essere “briosi e scattanti”. A proposito di scatto: del Burgman mi ha convinto molto la gestione del comando del gas – intuitiva e precisa nella risposta – al pari dell’accoppiata frizione/variatore. Al semaforo si può affondare sul gas e partire con discreto spunto, anche su fondo sdrucciolevole grazie al nuovo controllo di trazione che interviene solo quando serve. Certo, lo fa in maniera non troppo “raffinata”, ma sugli scooter si bada più alla sicurezza che alle performance.

CHE SOSPENSIONI! L’arma segreta del Burgman è il confort sullo sconnesso. Faccio fatica a trovare uno scooter che digerisca meglio le asperità, e il merito ovviamente va dato alle sospensioni. Il link del monoammortizzatore fa la differenza, permettendo al “Burghy” di veleggiare sulle buche mantenendo comunque un’ottima tenuta di strada. Ma i vantaggi non si limitano ai tratti ricchi di buche e pavé perché anche sulle strade ricche di curve lo scooter Suzuki si difende alla grande, acquisendo ancor più senso rispetto ai “rivali” a ruota alta.

DIVERTENTE DA GUIDARE Cremonini esaltava la bellezza dei Colli Bolognesi in sella ad una Special, ma sono sicuro che se si fosse messo alla guida del nuovo Burgman 400 non avrebbe disdegnato, anzi. Stabile sul veloce, grazie al passo lungo, ma al contempo svelto e preciso quando c’è da guidare in maniera più spigliata. La luce a terra permette ottimi angoli di piega (nel test non ho mai sentito il cavalletto o la pancia grattare sull’asfalto) e quando il ritmo si fa alto emerge un altro aspetto convincente: la frenata. Il doppio disco anteriore è ben morso dalle pinze, a loro volta comandate da una leva molto lineare e precisa nel funzionamento. Ottima anche la risposta del freno posteriore, utilissimo per far chiudere le traiettorie in assenza di freno motore.


 

BELL’ALLUNGO Sulle strade a scorrimento veloce il monocilindrico del Burgman non va in ansia. La potenza è sufficiente per mantenere buone velocità di crociera e, quando serve, si completano sorpassi senza troppi patemi d’animo. Rispetto a qualche rivale, però, le vibrazioni s’avvertono di più. Nulla di fastidioso, sia chiaro, ma anche in questo segmento il livello della competizione si fa sempre più alto e a fare la differenza sono i dettagli. Dunque autostrade e tangenziali non sono un problema, il parabrezza di serie non ostacola la visuale e protegge discretamente, ma se fosse mio probabilmente non avrei troppi dubbi nello scegliere il parabrezza maggiorato di 7 cm disponibile nel catalogo accessori.

GIUDIZIO FINALE

Tempo di tirare le somme, il nuovo Burgman ha passato l’esame? La risposta è sì, specialmente se il confort e la praticità vengono prima della tecnologia e della “freschezza” nello stile. In città se la cava alla grande, tra le curve diverte e le strade a scorrimento veloce sono tranquillamente alla sua portata. Sotto l’aspetto tecnologico, però, Suzuki dovrà fare di più: andiamo verso un mondo connesso che viaggia veloce e certe soluzioni vanno prese in considerazione, specialmente in virtù del piazzamento sul mercato.

QUANTO COSTA

Il nuovo Suzuki Burgman 400 ha un prezzo di listino di 7.999 euro, ma grazie ad una promozione attualmente in corso il prezzo scende a 6.990 euro. Suzuki inoltre ha pensato ad una forma di finanziamento “agevolato” che prevede 36 rate da 99 euro al mese, ma si può optare anche per un finanziamento di maggior durata.

SCHEDA TECNICA

SUZUKI BURGMAN 400 2021
MOTORE Monocilindrico, Euro 5
CILINDRATA 400 cc
POTENZA 29,2 CV a 6.300 giri/min
COPPIA 35,2 Nm a 4.900 giri/min
PESO 218 kg o.d.m.
PREZZO 7.999 euro

ABBIGLIAMENTO

Casco Scorpion EXO S1
Giacca Hevik Scirocco
Guanti Hevik Abrego
Jeans Hevik Nashville
Scarpe Stylmartin Core WP


Pubblicato da Danilo Chissalè, 08/09/2021
Gallery
Listino Suzuki Burgman 400
Allestimento CV / Kw Prezzo
Burgman 400 29 / 22 6.990 €

Per ulteriori informazioni su listino prezzi, caratteristiche e dotazioni della Suzuki Burgman 400 visita la pagina della scheda di listino.

Scheda, prezzi e dotazioni Suzuki Burgman 400
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