Prova su strada

Ducati Scrambler Urban Motard: le opinioni dopo la prova (VIDEO)


Avatar di Danilo Chissalé , il 23/02/22

2 mesi fa - Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022: prova, prezzo, scheda tecnica

Facile come una Scrambler, divertente come un motard, ecco come se l'è cavata nella nostra prova su strada la nuova Ducati Scrambler Urban Motard

Quante sono le declinazioni latine? Cinque, e se alla base avete degli studi classici la risposta (dovrebbe) essere semplice, la risposta si fa ben più complessa se si parla di Ducati Scrambler. In quel di Borgo Panigale amano giocare con le mille sfaccettature concesse dalla piattaforma, che dal 2015 a oggi s’è mostrata in ben 16 diverse versioni o serie speciali e ha creato una community di 92.000 scrambleristi in tutto il mondo; l’ultima è la Urban Motard, la più ribelle e sportiva della gamma: ecco come se l’è cavata nella nostra prova su strada, i suoi pregi, difetti e il prezzo.

Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022: il parafango alto è in stile motard Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022: il parafango alto è in stile motard

COM’È FATTA

Il design è sicuramente il punto forte di ogni Scrambler Ducati, il motivo per cui tanti, che prima erano quasi “spaventati” dalle linee sportive e aggressive delle Ducati, si sono uniti alla “Land of Joy”. E questa nuova Urban Scrambler non fa differenza. Le linee come sempre provengono direttamente dal Centro Stile Ducati che, al contrario di quanto fatto con la Scrambler 1100 Tribute, ha puntato tutto su modernità e dinamismo: le metropoli e la street art hanno fatto da fonte d’ispirazione, senza rinunciare però al tocco post heritage tipico della gamma e un pizzico di DNA racing dato che il rosso utilizzato è lo stesso della Desmosedici GP. La grafica sul serbatoio a goccia ne è l’esempio perfetto: caratteri moderni su forme classiche… anzi, iconiche. Gli altri elementi caratterizzanti sono il parafango alto, la sella piatta, le tabelle porta numero e i cerchi a raggi da 17 pollici, tutte soluzioni derivate, o meglio, ispirate al mondo del motard. Mettere insieme i pezzi e capirete quanto è stato facile trovare il nome a questo Scrambler. Molto curate finiture e assemblaggi, belli i carter motore lavorati così come i nuovi terminali di scarico a doppio cannoncino sovrapposto.

CUORE DESMO La chiave del successo della Scrambler (anche a livello di introiti per Ducati) sta anche nella sua semplicità costruttiva. Il cuore pulsante è sempre il Desmodue da 803cc comandato dal gas a filo, quindi niente riding mode o controllo di trazione. La scheda tecnica racconta numeri adatti a tutti, dal motociclista navigato al neofita (la moto è disponibile anche in versione 35 kW): 73 cavalli a 8.250 giri e 66 Nm a 5.750 giri. Il cambio è a sei marce con frizione APTC multidisco in bagno di olio, comando a cavo e sistema antisaltellamento.

LA CICLISTICA Il traliccio messo da parte su un altro modello iconico di casa (non facciamo nomi... chi ha detto Monster)) qui c’è, ed è accoppiato con una forcella Kayaba a steli rovesciati da 41 mm non regolabile, il mono anch’esso Kayaba posizionato in posizione laterale e senza leveraggi, come da tradizione è invece regolabile nel precarico della molla. L’escursione delle sospensioni non cambia rispetto ad altri modelli della famiglia, 150 mm all’anteriore e al posteriore, mentre la ruota anteriore da 17 pollici – un ritorno dopo la scomparsa dal listino della Café Racer – comporta un interasse leggermente inferiore 1.436 mm d’interasse con 24° di angolo del cannotto. La Urban Motard vuole essere la sportiva di casa Scrambler, dunque non sorprende la scelta degli pneumatici Diablo Rosso III di Pirelli. Confermato l’impianto frenante Brembo, con il singolo disco anteriore di 330 mm morso da una pinza radiale a 4 pistoncini mentre il posteriore è di 245 mm di diametro.

La strumentazione della Scrambler Urban Motard meriterebbe una svecchiata La strumentazione della Scrambler Urban Motard meriterebbe una svecchiata

QUI ELETTRONICA Da qualche anno sulle Scrambler l’ABS Cornering è di serie, unica concessione ad una moto molto analogica… forse troppo. Un bel faro a LED oltre all’ormai iper distintivo DRL a 4 spicchi non sarebbe poi così male, così come il controllo di trazione, utile specialmente se i neofiti a cui la Scrambler Urban Motard strizza l’occhio dovessero imbattersi in una giornata con meteo infausto. Anche la strumentazione inizia a sentire il peso degli anni, vero che in sella ad una Scrambler sentire parlare di consumi è noioso e poco “cool” ma un qualcosa di più tecnologico e ricco non guasterebbe, anche per rendere più facile l’utilizzo della connettività Ducati.

COME VA: PREGI E DIFETTI

In questa Scrambler convivono due anime: quella urbana - che deve essere “smart” e alla portata di tutti – e quella scanzonata e divertente da motard. Per il primo aspetto gioca a favore la formula tipica della Scrambler: sella bassa (solo 800 mm da terra) e stretta al cavallo, manubrio largo che da tanto controllo, comandi regolabili e facili da azionare.

TEMPERATURE ALTE Per svicolare in città dunque non le manca nulla e sfuggire alle code è un elemento fondamentale, dato che quando le giornate si fanno calde il “Desmo” raffreddato ad aria fatica a nascondere il suo temperamento “caliente”. Rispetto ad altre moto, va detto, in Ducati hanno fatto un ottimo lavoro a schermare il calore dei collettori con una protezione davvero efficacie. Rispetto ad altri modelli spinti dal Desmodue che abbiamo conosciuto in passato l’erogazione è più fluida, ma rimane sempre quella leggera tendenza a “zoppicare” al di sotto dei 2.000 giri. A passo d’uomo due dita sulla frizione pronte all’uso sono la cura ideale.

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ASSETTO MORBIDO Buche, dossi e pavé potrebbero intimorire diverse moto ma non la Urban Scrambler che mette a disposizione una coppia di sospensioni che scorrono bene e filtrano le asperità… e dove non arrivano loro ci pensa la “sellona” ben imbottita: raramente si avvertono contraccolpi alla schiena. Molto dolce la prima parte di frenata, con un comando che non mi ha convinto a pieno: la prima parte ha una risposta leggermente spugnosa, dopo migliora e potenza e modulabilità non mancano.

PAROLA CHIAVE AGILITÀ Non vi nascondo che ero molto curioso di capire come si sarebbe comportata questa nuova variante di Scrambler. In passato ho apprezzato molto l’accoppiata Pirelli MT60 su cerchio da 18 che, una volta capiti, garantivano il giusto compromesso tra grip ed equilibrio nella discesa in piega, quasi rotonda come con un anteriore da 19 pollici. Mi sono bastati pochi metri per capire che qui la musica è ben diversa. Con il cerchio anteriore da 17 pollici e i Diablo Rosso III – dal profilo più appuntito – la parola chiave diventa agilità. La Urban Scrambler scende in piega rapida… anche troppo se si esagera a imprimere forza sul manubrio per farle cambiare direzione.

Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022: la prova Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022: la prova

MEDI FORTI In compenso, la guida sportiva è molto più appagante che in sella ad una Icon - ad esempio - e trovato il giusto feeling ci si può anche togliere qualche soddisfazione in un bel misto stretto. La ciliegina sulla torta sarebbe stata la presenza di sospensioni regolabili per accompagnare al meglio la nuova attitudine sportiva, con la taratura di serie l’affondamento della forcella è un filo troppo marcato. Insomma, questa Urban Motard è regina del compromesso: alla portata di tutti, ma in grado di far divertire; comoda ma anche sportiveggiante… d’altronde, come dicevano i latini, in medio stat virtus e anche il motore sembra seguire questa filosofia. Facendo un paragone, per cilindrata e prestazioni siamo in linea con quelle del CP2 di Yamaha, ma mentre il motore nipponico è l’emblema della briosità alla prima rotazione di manopola, il Desmodue parte sornione mostrando tutto il suo carattere a metà contagiri, tra i 3.000 e i 6.000 giri/min. Curve in serie, motore in tiro e ben venuti nella Land of Joy.

IL PREZZO

C’è meno da stare allegri, specialmente se il vostro conto in banca è rosso come la livrea della Urban Scrambler, quando si parla di prezzo. L’ultima arrivata in famiglia si piazza praticamente in cima alla classifica dei prezzi con il suo “cartellino” da 11.590 euro, solo la Desert Sled costa di più. Non sono pochi, ma c’è una buona notizia per i neo patentati. Se la Urban Motard ha rapito il vostro cuore sappiate che la versione a 35 kW è proposta con uno sconto di 1.000 euro.

SCHEDA TECNICA

DUCATI SCRAMBLER URBAN MOTARD
Motore Bicilindrico a L “Desmodue”, Euro 5
Cilindrata 803 cc
Potenza 73 CV a 8.250 giri/min
Coppia 66 Nm a 7.250 giri/min
Peso 196 kg o.d.m.
Prezzo Da 10.590 euro

 

ABBIGLIAMENTO

Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022 Nuova Ducati Scrambler Urban Motard 2022

Casco Bell Moto 3
Giacca Tucano Urbano Hifive
Guanti Rev’it! Hydra
Jeans Rev’It! Brentwood
Scarpe TCX Ikasu Waterproof


Pubblicato da Danilo Chissalè, 23/02/2022
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