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Mondo Automatico - La praticità


Avatar Redazionale , il 07/08/08

13 anni fa -

Dimenticarsi cambio e frizione è già una gran comodità, ma per valutare una moto nell'uso di tutti i giorni serve altro.

PRATICITA'
ModelloVoto1) Suzuki Burgman 650 Executive9/102) Aprilia Mana7/103) Honda DN-015/10

VITTORIA SCONTATA? A guardare la classifica qui sopra è facile credere che la superiorità del Suzuki in questo caso sia schiacciante. In realtà, se al termine praticità si dà un significato più ampio, le cose non sono così semplici. Sicuramente ilBurgman ha il vantaggio di avere un'impostazione tipicamente dascooter, anche se nel suo caso si può parlare tranquillamente dielevazione alla massima potenza.

SPAZIO E COCCOLE I vani dove riporre gli oggetti di uso comune
in moto - telefonino, guanti, occhiali e così via - sono molti e tutti vicini al manubrio, in posizione facilmente raggiungibile. In più, sotto il divano a due posti che funge da sella è possibile stivare tranquillamente una coppia di caschi integrali, più qualcosa d'altro ancora. Altre buone notizie arrivano anche dal fronte della dotazione, che prevede servomotori elettrici o resistenze apposite per un'infinità di "premure" capaci di coccolare al meglio pilota e passeggero.

ADIPE IN ECCESSO
Basta citare le manopole e la sella riscaldabili, o il parabrezza e gli specchietti retrovisori elettrici. A questo riguardo, gli unici punti a sfavore sono l'affollamento di tasti sul manubrio - gravato anche di un design un po' Anni 80 - e il peso, a cui la dotazione extra porta il grosso scooter di Hamamatsu, pericolosamente vicino ai 240 chili a secco già nella versione standard.

AMARA FRIZIONE Peso e ingombri della carrozzeria sono tra i pochi difetti riscontrati alla guida di questo scooter anabolizzato nell'uso quotidiano, oltre ad una lieve ruvidità della trasmissione, soprattutto in rilascio. In pratica, la frizione non "stacca" quando si vorrebbe procedendo a bassa velocità, o magari affrontando una curva stretta, e anche riprendendo in mano il gas la risposta non è delle più dolci.

TRADUZIONI LETTERALI
Da questo punto di vista Mana e DN-01 fanno meglio, con la giapponese in testa per la precisione con cui traduce alla gomma posteriore le richieste del polso destro di chi guida. Il cambio, sviluppato da Honda, è senza dubbio il più a punto e riesce a tirar fuori il meglio dall'iper-collaudato bicilindrico a V montato su questa cruiser "sui generis".

FURBIZIE VENETE
Ad un passo dalla giapponese c'è la Mana. Alla trasmissione della naked veneta si può attribuire solamente la mancanza di un freno motore adeguato quando la si utilizza completamente in automatico. L'italiana si prende però la rivincita sulla Honda per quanto riguarda alcune soluzioni intelligenti, come il vano porta casco- celato dove generalmente si trova il serbatoio della benzina - nelquale è possibile stivare anche un casco integrale e qualche piccolooggetto in più.

CHIAROSCURI HONDA Fanalino di coda, da questo punto di vista, risulta perciò la Honda DN-01, che sotto la sella può contenere al massimo i documenti e un lucchetto ad "U". In compenso, in termini di comfort, sono le sue sospensioni ad assorbire i tormentati asfalti cittadini con maggior aplomb, seguita a breve distanza dalla Mana - che paga una sella troppo rigida e costrittiva e sospensioni più solide - e un po' più da lontano dal Burgman, limitato da qualche fondo corsa della forcella di troppo e da una taratura di base delle sospensioni piuttosto morbida.

RIGORE CERCASI Questa taratura, nella maggior parte delle situazioni, è apprezzabile perché alle terga di guidatore e passeggero non arrivano mai colpi troppo violenti, ma è proprio sulle asperità più pronunciate che l'accoppiatafra sospensioni morbide, con poca corsa utile, e il telaio diderivazione scooter - per quanto irrigidito - mostrano il fianco. Anche senza forzare il ritmo.

SEQUENZIALE A RIPOSO
Nell'uso di tutti i giorni, inoltre, a nessuno verrebbe in mente di utilizzare la modalità sequenziale del cambio di nessuna delle tre. Tutte e tre le trasmissioni fanno abbastanza bene il loro lavoro da non aver bisogno di aggiungere null'altro: si accende e si va, senza neanche pensarci. O meglio, tranne che sulla Honda, che inspiegabilmente impone ad ogni accensioni di togliere la folle, cosa di cui ci si dimentica regolarmente, producendosi in fragorose sfollate tutte le volte che si spegne e riaccende la moto...

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Pubblicato da Michele Losito, 07/08/2008
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