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Kawasaki Z 650 2020: la prova su strada

Kawasaki Z 650 2020: cambia
dove serve. La prova su strada

Sempre facile, sempre divertente, più tecnologica, la nuova Kawasaki Z 650 convince ancora. Le opinioni dopo la prova su strada

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Pubblicato il 14/01/2020 ore 02:15

ANNO Z Il 2020, per Kawasaki, è l’anno della Z. Oltre alla punta di diamante sovralimentata Z H2 e alla potente Z 900 si rinnova anche la naked di media cilindrata Z 650, amatissima dai motociclisti del Belpaese. Per lei nessuno stravolgimento, vale il detto “squadra che vince non si cambia”, ma con due o tre ritocchi nei punti giusti si da una bella svecchiata e balza in testa al suo segmento in quanto a tecnologia di bordo. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

PIÙ SUGOMI I tecnici di Kawasaki usano un termine per definire lo stile delle loro naked: Sugomi. Per i meno pratici di giapponese provo a spiegare cosa intendono con questa parola. Avete presente la posizione tipica dei grandi felini quando si preparano ad assaltare una preda? (va bene anche il vostro gatto in sovrappeso come esempio) Ecco, quella posizione ricorda le linee dinamiche e pronte all’azione della Z 650. Per dare un aspetto ancora più “Sugomi”, per l’appunto, i designer hanno riprogettato il frontale e i fianchetti a lato del serbatoio, mentre rimane invariato nelle linee il resto della moto. La figura è snella, quasi minuta, tanto da sembrare una moto di segmento inferiore.

La gamma colori della Z 650 di Kawasaki

MOTORE 4/5 Eppure la Z 650 rientra, grazie al suo bicilindrico parallelo frontemarcia, a pieno nella categoria delle naked di media cilindrata, che tanto vanno tra i giovani in questo periodo. I dati tecnici, così come la sua componentistica, rimangono invariati: 68 cv di potenza massima a 8.000 giri e 64 Nm di coppia a 6.500 giri minuto. Grazie al design riprogettato per collettori, catalizzatore e terminale di scarico la Kawasaki Z 650 è Euro5 ready, ma data la mancanza della sonda ODB 2 è ancora omologata come Euro4.

INVARIATI Così come il motore, anche il binomio ciclistica-telaio è rimasto lo stesso utilizzato dal precedente modello, ma è giusto fare un ripasso per chi si approccia per la prima volta alla nuda di Akashi. Il telaio è un traliccio in tubi d’acciaio – d’ispirazione Ninja H2 – ed è accoppiato ad un forcellone realizzato dello stesso materiale. Al loro fianco lavorano la forcella a steli tradizionali da 41 mm e un mono ammortizzatore regolabile nel precarico della molla. Per quanto riguarda l’impianto frenante, la Z650 si affida a due dischi a margherita da 300 mm davanti e ad un disco singolo da 220 mm dietro, entrambi morsi da pinze Nissin. A vigilare su eventuali bloccaggi indesiderati c'è poi un ABS Bosch 9.1M.

PER TUTTI Come dicevo precedentemente, la Z 650 appare compatta e leggera e lo dimostra anche nei numeri. Il peso in ordine di marcia è di appena 188 kg, che combinati alla sella alta appena 79 cm da terra, rendono la media nipponica facile da guidare per piloti di tutte le abilità e con divere abitudini, da commuting urbano al giro domenicale in cerca di divertimento. Il suo ruolo da tutto fare è agevolato anche dai consumi veramente ridotti, stando alla casa infatti servono 4,3 litri di verde per coprire 100 km.

Il nuovo faro a LED della Kawasaki Z 650

INTERATTIVA Se la base meccanica rimane pressoché invariata, a livello tecnologico la Kawasaki Z 650 2020 fa veramente un bel balzo in avanti. Il nuovo faro a LED anteriore fa coppia con la strumentazione TFT a colori – sempre ben visibile e di facile lettura – dotata di connessione Bluetooth. Tramite l’app Rideology (disponibile per IOS e alcuni modelli Android) è possibile consultare i dati di navigazione, impostare il LED dell’indicatore di cambiata, consultare i dati sui tagliandi e ricevere le notifiche dal proprio telefono.

NON È FINITA E non è tutto, la lista di novità non finisce certo qui. Per migliorare il confort del passeggero è stata riprogettata la porzione di sella a lui dedicata mentre per offrire ancora più grip Kawasaki ha optato per le gomme Dunlop Sportmax Roadsport 2, nelle misure 120/70 all’anteriore e 160/55 al posteriore, calzati su cerchi da 17 pollici.

PREZZO E DISPONIBILITÀ Si sa, quando si parla di entry level (o prime moto “da grandi”) la grande discriminante è il prezzo. La nuova Kawasaki Z 650, considerata la tecnologia equipaggiata, ha un prezzo davvero concorrenziale: 7.090 euro. Per entrare a gamba tesa sulle rivali, poi, per i primi tre mesi di commercializzazione sarà attiva una campagna promozionale che farà partire i listini a 6.790 euro. Non manca poi la possibilità di personalizzare la Z in base alle proprie esigenze, siete amanti della guida sportiva? Fa al caso vostro la versione Performance che include, tra l’altro, lo scarico Akrapovic. Curiosi di sapere come va? Procedete dopo la fotogallery.

SEMPRE LEI Se avete guidato la vecchia Z 650, o per curiosità siete saliti su quella di un amico, appena montati in sella alla nuova provereste come una sensazione di deja vù. Perché? Perché la nuova Kawasaki Z650 ha esattamente la stessa ergonomia della vecchia! Mi colpisce per le pedane un po’avanzate e il manubrio strettino e vicino al busto che, anche a causa della sella di serie da 790 mm, porta a una triangolazione non proprio da spilungoni. Certo, così tutti toccano terra con facilità, ma se siete più alti del mio metro e settantacinque vi consiglio la sella più alta (+3,5 cm). Oltre alla sella è possibile regolare anche la posizione delle leve, un aspetto spesso sottovalutato in questo segmento. Le finiture? Adeguate al prezzo e al mezzo: non ci si può lamentare.

SCEGLIETELA Spesso la definizione di entry level – facile e poco impegnativa - viene fraintesa, anche per colpa della sindrome da machismo che imperversa nel motociclista. La Z 650 è la classica moto che consiglierei all’amico alle prime armi, magari fresco di patente A2 (è disponibile in versione 48 CV) come allo zio che ritorna in sella dopo tanto tempo. Il merito va dato al temperamento moderato ma non anonimo del motore, che sa sorprendere ma poi ci arriviamo, e alla facilità con cui ci si entra in sintonia. La frizione assistita - dotata anche di antisaltellamento – è leggera e prevedibile allo stacco, spegnerla è praticamente impossibile, il peso contenuto invece la rende facile da manovrare quasi quanto una bicicletta.

Kawasaki Z 650 2020 in azione

GIÀ ME LA VEDO Lo scenario offerto dalle strade semi deserte nei dintorni di Girona, in Spagna, sono l’ideale per il test ride… non c’è l’ombra di una macchina in coda, ci sono curve a più non posso e l’asfalto è in ottime condizioni. Con un po’ di fantasia, però, mi immagino in una delle nostre metropoli e credo che il manubrio stretto, la sella bassa e l’agilità da scooter saranno elementi che chi usa la moto per recarsi a lavoro non potrà che apprezzare.

SORPRESA! L’esercizio d’immaginazione finisce appena la strada inizia ad asciugarsi e la Z 650 mi ricorda di essere una naked di rango. Mi conquista più di tutto il carattere del motore. Con un filo di gas si passeggia in suplesse, ma se si gira la manetta il carattere viene fuori eccome. La spinta ai medi regimi e la sua elasticità sono il suo punto forte, tanto da rendere pigro il mio piede sinistro e farmi dimenticare del cambio, che è comunque rapido e preciso negli innesti. L’allungo non è il suo punto forte, dopo i 7.000 giri/min la spinta inizia a calare, ma c’è birra in abbondanza anche ad andature autostradali. Il tutto contenendo i consumi: a fine giornata, con passo ben più allegro dell’andatura turistica, il dato rilevato è di 5,2 litri/100 km, sono certo che adottando uno stile di guida più conservativo non mi sarei allontanato troppo dal dato dichiarato dalla casa.

In piega con la nuova Kawasaki Z 650

TRA LE CURVE Ma dopo le feste e un dicembre quasi in totale assenza di moto e strade ricche di curve, i consumi erano l’ultima delle mie priorità. Anche perché tra le curve, in sella alla Kawasaki Z 650 2020 ci si diverte parecchio. La discesa in piega è rapida ma mai brusca mentre sul veloce si dimostra sempre precisa. Anche l’accoppiata sospensioni-freni mi convince: la forcella, tarata sul morbido, affonda il giusto per inserirsi bene in curva, ma poi si fa più sostenuta, mentre il monoammortizzatore mostra il fianco solo quando il ritmo diventa forsennato. Meno male che i freni non deludono: ottimo il mordente offerto dall'anteriore, di potenza ce n'è d'avanzo. Peccato per una leva fin troppo reattiva se si considera quale sarà l’utente finale.

TIRIAMO LE SOMME Vi lascio con un interrogativo. Secondo voi, con 7.000 euro, meno di 100 cv, meno di 200 kg di peso, zero elettronica sofisticata, niente sospensioni racing è possibile divertirsi? Secondo Kawasaki sì, secondo me anche. La risposta ora sta a voi…

SCHEDA TECNICA      KAWASAKI Z 650 2020

 

MOTORE

Bicilindrico parallelo

Cilindrata

649 cc

potenza

68 CV a 8.000 giri/min

coppia

64 Nm a 6.700 giri/min

peso

188 kg

altezza sella

790 mm (sella alta optional + 30 mm)

prezzo

7.090 euro

 


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