PRIMA VOLTA Sono convinto della mia passione per le moto tradizionali - due ruote, motore termico e via discorrendo – ma in un secolo con una spinta innovativa così presente mi è impossibile non guardare con curiosità anche alle sfide che ci propongono le case costruttrici. L’elettrico è stato ormai sdoganato da tutti o quasi, la moto a tre ruote, invece, rimane prerogativa di Yamaha e della sua Niken. In occasione del lancio stampa il direttoreha provato la versione standard. La Niken GT, invece, appena arrivata in redazione, me la sono accaparrata io con scatto fulmineo verso le chiavi. Ora vi racconto cosa si prova a guidare per la prima volta una moto a tre ruote.

PRODOTTO PREMIUM A primo impatto, con le sue forme a metà tra un ciclope e un transformer, la Niken non mi convince a pieno. Mi basta però guardarla con attenzione nei dettagli per capire che alcune scelte estetiche sono dettate da soluzioni tecniche vincolanti, una su tutte la doppia ruota anteriore da 15 pollici. Lo sdoppiamento delle ruote comporta lo sdoppiamento anche delle forcelle (in questo caso il plurale è corretto) e dei loro steli: quello posteriore dal 43 mm con funzione di smorzamento, quello anteriore da 41 mm con funzione di guida. Proprio la finitura oro degli steli sposta la mia attenzione sulla cura con cui è realizzata la Niken GT. La verniciatura è magistrale con il suo blu opaco, reso più dinamico dal nero utilizzato per le plastiche in contrasto con la carrozzeria e i cerchi, e non c’è davvero nulla fuori posto. Un’ulteriore chicca è il nome con caratteri in rilievo, non farà andare più forte la sport tourer Yamaha ma è di sicuro utile per far capire che si ha a che fare con un prodotto al top, non solo per tecnologia ma anche per la cura nella realizzazione.

VIAGGIATRICE Rispetto alla Niken, la Yamaha Niken GT si differenzia per la vocazione più da viaggiatrice. Il paragone, seppur meno estremo, è quello tra MT-09 e Tracer 900: una nasce per divertire tra le curve, l’altra per farlo in maniera più confortevole e più a lungo. La trasformazione da base a GT avviene aggiungendo un cupolino maggiorato (regolabile elettronicamente), una coppia di manopole riscaldabili, una sella confort e una coppia di borse laterali semi rigide da 25 litri. Sono capienti a sufficienza per un weekend lungo, ma se utilizzerete la Niken GT per lunghi viaggi vi consiglio l’acquisto di un bauletto. Ovviamente c’è anche il Cruise Control, accessorio indispensabile per chi macina chilometri in autostrada, ma questo è di serie anche sulla Niken normale.

Yamaha Niken GT: le borse semi rigide hanno 25 litri di capienza

FALSA GRASSA Con l’anteriore imponente – ma non tanto di più di una GT di altri marchi – e le borse montate la Niken GT potrebbe far pensare ad una moto pesante da spostare, specialmente da ferma, eppure i suoi 260 kg son ben distribuiti e mi impegnano non più di quando ho a che fare con le odierne maxi enduro stradali. Il fatto di avere l’angolo di sterzata di un carrello dell’Esselunga e il manubrio largo e proteso verso di me, poi, mi permette di avere sempre il controllo della situazione, tanto che l’unico limite nello slalom tra le auto in coda sono gli specchietti montati sulla carenatura anteriore. Avrei preferito che fossero stati montati sul manubrio… qui hanno vinto i designer. Uno a uno, palla al centro.

BUCHE? COSA SONO? Dopo le auto, il peggior incubo dei motociclisti urbani sono le buche. Grazie al sistema Ackermann, sistema utilizzato anche dalle auto, le sospensioni (regolabili nel precarico e in compressione come il mono) assorbono in maniera indipendente le asperità dell’asfalto trasmettendo davvero poco o nulla al manubrio. Tale confort all’anteriore mette in cattiva luce, forse in maniera ingiustificata, il comportamento del mono ammortizzatore KYB montato al posteriore che risulta secco nella risposta. È un po’ come se a scuola foste in una classe di secchioni: il vostro 7,5 risulterebbe un votaccio in confronto al 10 e lode dei saputelli. L’unico accorgimento che devo fare rispetto al solito è ricordarmi dell’ingombro della doppia ruota anteriore, fare la barba ai marciapiedi è molto frequente, tenetevi del margine finché non avrete preso le misure.

Yamaha Niken GT: i dischi anteriori sono da 265 mm 

AL CALDUCCIO MA… Nel corso della settimana la Niken GT ha saputo farmi compagnia nel casa ufficio come un comodo scooter GT di grossa cilindrata. La posizione in sella è comoda, l’agilità è in linea con le orde di GS Adventure “trivaligiate” e la protezione dal freddo polare di questi giorni non è affatto male. Se poi si attivano le manopole riscaldate la situazione migliora ulteriormente, certo, una coppia di paramani non guasterebbe specialmente se si percorrono tante statali e autostrade. Il weekend invece è stato il momento ideale per mettere alla prova la Yamaha nel suo habitat naturale: il viaggio.

KM NON VI TEMO! Per essere considerata una buona viaggiatrice una moto deve passare l’esame autostrada. I requisiti fondamentali sono protezione dall’aria, posizione di guida comoda, Cruise control e sella che non obblighi a frequenti soste per ripristinare la forma dei glutei. La Niken GT i succitati requisiti li ha tutti e il tratto autostradale che mi ha portato verso le tortuose strade di montagna non è stato poi così male. Nemmeno il passeggero ha da lamentarsi: le attenzioni alle terga son riservate anche lui, non rimane troppo esposto al vento e le maniglie sono facili da afferrare anche con i guanti invernali.Yamaha Niken GT: la sella confort

GRANITO Il meglio di sé, e sta volta non è solo una forma introduttiva, la Niken GT lo mostra tra le curve. L’anteriore sdoppiato infonde davvero tanta sicurezza e non penalizza troppo l’agilità nel passaggio tra una curva e l’altra. Certo, l’inerzia del sistema va considerata ma non toglie nemmeno un briciolo al piacere di guida. La discesa in piega è veramente equilibrata, anche grazie alla distribuzione dei pesi al 50% tra anteriore e posteriore ottenuta spostando il pilota di 5 cm più indietro rispetto alla MT-09. Che siano curvoni da 130 km/h o rampini, il feeling è davvero ottimale, tanto che mi basta poco per raggiungere il limite di piega massima di 45° concesso dal sistema basculante.

VIA DIETRO L’esuberante CP3 (preso in prestito proprio da una 09 ma opportunamente ritarato) da 115 cavalli e 87,5 Nm a 8.500 giri, mette a dura prova l’aderenza della gomma posteriore. Come mai? Perché grazie all’avantreno granitico, capace di disegnare traiettorie da compasso, si apre il gas presto e la ruota posteriore tende spesso a slittare chiamando in causa il TC oppure, se disinserito, a lasciarsi andare in goduriose derapate.

La Yamaha Niken GT piega fino a 45°

SOLITO CAPOLAVORO Il motore della Niken GT mi ha convinto nella sua mappatura Standard, pastoso ai medi ma furioso e con sound gasante quando il display a illuminazione negativa mostra le tacchette del contagiri che si avvicinano alla zona rossa. Ci sarebbero altre due mappature, Rain e Sport, ma trovo che la prima sia utile solo se ci si trova sotto il diluvio mentre la seconda è fin troppo appuntita e briusca nell’erogazione e attira l’attenzione su un difetto conclamato di questo propulsore: l’effetto on-off. Valido è il cambio a sei rapporti, dotato di Quick Shift Assist a salire (che adotta logiche di funzionamento un tantino troppo sportive, funzionando bene solo dopo i 4.000 giri), mi lascia invece un po’ di amaro in bocca il funzionamento dell’impianto frenante, fin troppo dolce nel mordere i dischi da 265 mm all’anteriore.

NON FA MIRACOLI Tirando le somme di questa prima volta posso dirvi che la Yamaha Niken GT, con i suoi 15.990 euro di prezzo di listino, mi ha convinto. Al 100 %? Non del tutto, ma solo più per una questione estetica che di esperienza di guida, ma come disse Totò “Degustibus non ad libitum sputazzellam”! A chi è ancora scettico consiglio di recarsi in un concessionario Yamaha e provarla di persona, per poi apprezzarne le qualità dinamiche (ci si diverte a bestia come dicono vicino all’Arno) ma in sicurezza e si viaggia un gran bene. Attenzione però, tre ruote non vuol dire impossibilità di cadere: tra le curve con ghiaccio a bordo strada solo una lesta zampata mi ha salvato da una scivolata… Il buon senso e l’attenzione non devono mai mancare anche con una ruota in più a fare da angelo custode.

 

 


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