Autore:
Emanuele Colombo

SCULTURA VIVENTE Ma chi l'ha disegnata? Marinetti? Boccioni? Balla? La Triumh Bonneville Bobber, nella penombra del garage sembra una scultura futurista, inno a una velocità e a un ardimento d'altri tempi. Bassa com'è, e lunga 11,5 centimetri più di una Bonneville normale, sembra una locomotiva in miniatura: con la vernice nera del telaio che contrasta con il bronzo antico del serbatoio e l'acciaio satinato dei carter motore. Il metallo, qui, è più di un materiale. Diventa addirittura una filosofia, da ostentare e da toccare: lo confermano le leve di freno e frizione, la cui costruzione massiccia stimola il tatto a ogni pinzata.

POMPONE BRITISH Metto in moto e il motore si anima come se fosse un cuore grande e lento, dal battito profondo e maestoso. Il cambio sembra una serratura che scatta, tanto la leva è netta e decisa nei suoi movimenti. Rilascio la frizione e la Bobber balza in avanti senza sforzo. Il metallo pesante, qui, è quello di una molla pronta a scattare. Il peso della Bobber, infatti, è di ben 228 chili, che il baricentro bassissimo e il bicilindrico parallelo di 1.200 cc (77 cavalli per 106 Nm di coppia) mascherano a meraviglia.

A GIRO D'ORIZZONTE La posizione è leggermente incurvata in avanti. Grintosa, ma comoda. La sella a soli 69 centimetri da terra regala un collegamento con la strada che le moto più alte non sanno trasmettere. Gli specchi retrovisori distanti tra loro, montati alle estremità del manubrio, mi restituiscono una visione del mondo dietro di me in 16:9, come se guardassi uno schermo panoramico. La strumentazione sembra un orologio di lusso, con il contagiri digitale magistralmente incastonato in un quadrante analogico dal fondo color bronzo.

CHE ELASTICITÀ! Pronta e potente alla manetta, la Bobber parte da ferma fluida e senza sforzo persino in terza marcia, con il contagiri a 1.350 giri al minuto: neppure i boxer tedeschi arrivano a tanto. Accusa solo una pesantezza di sterzo appena accennata (il manubrio tende a chiudere in curva) che non disturba e i freni richiedono più forza del normale per fornire decelerazioni importanti: specie a freddo. In compenso la loro modulabilità è molto buona.

GUIDA ISTINTIVA Maneggevole nel traffico e confortevole sul pavé, la Bobber affronta senza tentennamenti anche le strade ricche di curve, dove le pieghe vengono naturali. Almeno finché le pedane non mettono un freno all'entusiasmo del pilota, grattando vistosamente sull'asfalto. La sella monoposto? Definisce un carattere e una scelta di vita: la Bobber attira sguardi e consensi, particolarmente dal pubblico femminile. Ma il maschio Alfa è un solitario per scelta: autonomo e irraggiungibile. Fanciulle, siete avvertite.

SERBATOIO PICCOLO In viaggio, la protezione aerodinamica inesistente non disturba più di tanto, alle velocità consentite. Il serbatoio da soli 9 litri, comunque, comporta soste al distributore non troppo distanziate tra loro. Il prezzo per un simile gioiello? Partiamo da 12.700 euro, che non sembrano neppure tanti a fronte di preziosismi quali le pipette delle candele e il tappo del serbatoio firmati Triumph. Una finezza che pochi costruttori si possono permettere.

 

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO BELL CUSTOM 500 La riedizione del primo casco prodotto da Bell nel 1954, curato nella qualità e nei dettagli. La calotta è in fibra di vetro, e la finitura dell’interno ricorda seta e pelle in nero, con cuciture rosse. Pesa 1175 grammi e ha una calzata vintage, essenziale. Senza prese d'aria, ma qui si privilegia il look. Prezzo

GIACCA HEVIK LONDRA L’effetto stone washed, insieme a zip e bottoni, è trendy e maschera bene l’armatura sotto abiti civili. La giacca Londra, però, va oltre l’aperitivo. Estiva, è comoda da indossare, leggera (la fodera interna è in mesh) e asseconda bene i movimenti grazie agli inserti in tessuto elasticizzato che fasciano fianchi, ascella e interno del braccio. La Hevik Londra si porta con la stessa disinvoltura di un capo modaiolo, senza però pagare dazio su altri fronti. A cominciare dalla praticità, con quattro tasche che risolvono quasi tutte le esigenze. Se si parla di sicurezza, poi, all’altezza di gomiti e spalle si annidano protezioni CE. Volendo, poi, sul retro c’è opure la tasca per il paraschiena. Prezzo: 138 euro.

GUANTI HEVIK DAKOTA L’effetto del jeans, sfilacciato nei punti giusti, a loro un effetto vissuto. Gli inserti in denim elasticizzato vanno dal polso alle dita, incorniciando le protezioni in policarbonato sulle nocche. Dove serve, il denim lascia spazio alla pelle che rende più pratica la calzata. La regolazione del polsino fa respirare le mani, grazie a opportune zone traforate. Un’apposita imbottitura di rinforzo, ispessita nella parte dell’eminenza tenare, difende infine il palmo. Prezzo: 55,60 euro.

PANTALONI SPIDI J-FLEX Confezionati in tessuto denim elasticizzato da 12 Once, questi jeans da moto consentono un'ottima libertà nei movimenti nonostante il taglio slim. La tasca posteriore ha l'utile dispositivo “wallet barrier”: una sorta di risvoltino nell'orlo della tasca che treattiene il portafogli mentre si guida. Sul fianco destro c'è poi un pratico anello portachiavi. Sulle ginocchia ci sono poi protezioni Multitech certificate EN1621-1 estraibili: un pochino rigide, va detto, ma assolutamente invisibili quando si cammina. Due apposite tasche permettono di aggiungere imbottiture certificate anche sui fianchi. Prezzo: 139,90 euro.

SCARPE STYLMARTIN MARSHALL Le nuove Marshall di Stylmartin sono scarpe strutturate, vale a dire che la tomaia, in pelle idrorepellente color tortora, il sottopiede, anatomico e traspirante e la suola in gomma sono fissati insieme all’interno di una forma, per garantire il miglior sostegno possibile del piede. Hanno una calzata comoda e trasmettono un gran senso di protezione alla caviglia, pur lasciando una libertà di movimento paragonabile alle sneaker basse. A confermare la loro qualifica di capo tecnico ci pensano, invece, la fodera impermeabile interna, le protezioni sui malleoli e il paracambio. Le Marshall saranno disponibili nelle misure dal 36 al 47 Prezzo: 185 euro.


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