Pubblicato il 07/06/20

IN SELLA ALLA KAWASAKI Z650: ECCO I PREGI, I DIFETTI, COME VA SU STRADA

SI RICOMINCIA Dopo diversi mesi di stop dalle attività motociclistiche, a causa delle restrizioni relative all’emergenza Covid-19, la prima moto su cui sono tornato in sella è stata la Kawasaki Z650. E onestamente, non potevo chiedere una moto più adatta alla situazione. La prima volta che ho indossato il casco, infilato i guanti e girato la chiave, ero felice come un bambino il giorno di Natale; tuttavia mi ci è voluto qualche giretto per togliermi la ruggine di dosso. La Z650, per me, ha segnato un vero e proprio ritorno alle origini: mi sentivo come un neopatentato alle prese con la sua prima vera “moto grossa”. O come chi, dopo tantissimo tempo, vuole riiniziare con una moto sincera ma che ti permette di toglierti qualche sfizio.

 

Kawasaki Z650, tre/quarti anteriore destro

ASSO PIGLIATUTTO Ma prima di partire, ne osservo le linee Sugomi (se non sapete di cosa parlo, leggete la spiegazione di Danilo) che mi convincono sin dall’inizio. Il serbatoio ha una forma pronunciata e muscolosa, mentre le sovrastrutture hanno linee protese verso il muso appuntito e aggressivo. La cosa che più apprezzo a prima vista è la qualità costruttiva: le plastiche sembrano di ottima fattura, a impreziosire il tutto ci pensa una vernice nera metallizzata, alcune soluzioni eleganti – come la cover che nasconde il serbatoio del liquido freni posteriori – e il display TFT a colori con connessione bluetooth. La Z650 è l’unica nel suo segmento ad averlo, e visto che la clientela a cui puntano sono i giovani, questo dettaglio potrebbe pesare come un asso di briscola nella scelta finale contro la Suzuki SV650, la Yamaha MT-07 e la Benelli 752 S.

PRIMI PASSI Giro la chiave, accendo la moto, innesto la prima e percorro i primi metri. La frizione è molto modulabile e progressiva: è una peculiarità che ho già riscontrato anche su altre Kawasaki, come la Versys 1000. Sembra un dettaglio scontato, ma non lo è per una moto user friendly come la Zeta. Anche il cambio mi piace molto, con la corsa della leva non troppo lunga e innesti precisi anche tra prima e seconda marcia: la sfollata sarà un vago ricordo. Inoltre, quando sarete fermi ai semafori, sarà molto facile trovare la folle. E quando scatta il verde, sfido i più smaliziati a non cedere alla tentazione di una leggera sfrizionata e di un colpo deciso di gas…

Kawasaki Z650 in azione

IN CITTÀ Se siete alla ricerca di una moto perfetta per la città e ideale per il giro fuori porta, la Kawasaki Z650 potrebbe essere l’arma definitiva: snella, baricentro, basso, sella alta 79 cm da terra, ampio raggio di sterzo e il manubrio stretto offrono una buona agilità. Sembra uno scooter mentre vi districate tra le macchine. E se vivete in una zona ricca di pavé, buche e rotaie del tram, ecco che le sospensioni, con un assetto tanto morbido quanto la soffice sella, filtreranno ogni asperità. Dev’essere un “vizio” di famiglia, perché anche questo dettaglio mi ricorda molto la Versys 1000. Bene anche i freni: quello posteriore è modulabile e comunicativo, quello anteriore offre un buon mordente. L’ABS è in linea con la tipologia di moto: è tarato più sul conservativo che sullo sportivo, e questo lo si evince soprattutto nei tratti di pavé quando entra in azione un po’ prima di quando vorrei. Ma ciò che più mi ha colpito è il motore, che fa dell’elasticità il suo pregio. A bassissimi regimi non scalcia e ad ogni colpo di gas riprende senza problemi tirando fuori il suo vero carattere. Per scoprire di che pasta è fatto il bicilindrico da 649 cc (Euro4 ma pronto per l’omologazione Euro5) vado alla ricerca di curve.

IN AUTOSTRADA Dalla città mi sposto verso “quel ramo del lago di Como”, e nel trasferimento da Milano mi rendo conto che il motore, a 120 km/h costanti, trasmette qualche vibrazione alle pedane e al manubrio. Per le piccole/medie trasferte non è assolutamente un problema, ma più tempo si passa a velocità di crociera, più queste vibrazioni potrebbero ledere l’eccellente comfort di questa moto. Purtroppo – come già accennato prima – se siete alti dal metro e ottanta in su, la Z650 potrebbe starvi un po’ stretta. Ma non disperate, perché come optional c’è una sella più alta di 3 cm pensata per gli spilungoni. Sta di fatto che le gambe sono piuttosto piegate a causa dell’altezza della sella di serie, che di per sé è comoda ma non è così ampia, e questo mi fa sentire un po’ infossato. Ma ripeto, per le brevi/medie trasferte è un prezzo che si paga volentieri. Perché non appena iniziano le curve, inizia il divertimento!

Comparativa naked medie: Kawasaki Z650, il motore

IL MOTORE Prendete la linearità di un quattro cilindri e il carattere di un bicilindrico, mescolateli per bene ed ecco a voi il motore della Kawasaki Z650, abbracciato da un telaio a traliccio in acciaio. Nei tornanti, anche quelli più stretti, ripartire in seconda è davvero un piacere: a 4.000 giri/min inizia a prendere coppia fino ad arrivare al valore massimo (64 Nm) a 6.500 giri/min, mentre più in alto, a 8.000 giri/min, si raggiungono i 68 CV. La zona rossa è a 10.000 giri/min, ma difficilmente la raggiungerete. Questo motore brilla più per coppia che per allungo, quindi va sfruttato al massimo nelle ripartenze e in uscita di curva. Non solo: quando riprendete in mano il gas, l’erogazione dolce vi favorirà nella guida pulita. Nei cambi di direzione i 188 kg si spostano con estrema facilità e rapidità, mentre gli pneumatici Dunlop Sportmax Roadsport 2 offrono un buon grip quando portati in temperatura. In questo frangente l’assetto affonda con progressività, ma se iniziate a tirarle il collo manderete un po’ in crisi il monoammortizzatore posteriore.

TRA LE CURVE Se siete alle prime armi, dovete dosare bene la potenza del freno anteriore perché l’attacco è un po’ aggressivo: se esagerate potrebbe scomporvi la moto in frenata. Il mordente è ottimo, merito delle pinze flottanti Nissin ad attacco assiale che mordono due dischi anteriori da 300 mm. Nelle frenate più decise, la forcella affonda celermente nella prima parte ma vi sosterrà soltanto nella parte finale della sua corsa, ottimo per entrare rapidamente in curva. La discesa in piega è progressiva, le pedane hanno una buona luce a terra e l’efficace freno posteriore permette di correggere la traiettoria in percorrenza. E se volete fare qualche ingresso curva un po' grintoso, scalate un paio di marce e la moto allargherà progressivamente. Trovate una strada ricca di tornanti e difficilmente vorrete imboccare la strada verso casa.

Kawasaki Z650 in azione

E LUCE FU Ritorno a casa con il sole sparito all’orizzonte. Di sera apprezzo la buona luminosità offerta dal fanale anteriore a LED che, abbinato alla luce di frenata posteriore con il disegno a zeta, cattura l’attenzione di tutti. Il display TFT con sfondo nero e caratteri bianchi non disturba alla vista, va segnalato come questa combinazione di colori si legga bene anche di giorno, in qualsiasi condizione di luce.  Ci fossero stati anche i blocchetti retroilluminati, la Z650 sarebbe stata la regina del sabato sera. Ma più che per un mero fatto estetico, di questo dettaglio non ne sento la necessità pratica visto che i pulsanti sul manubrio sono pochi e ben organizzati.

AFFIDABILE E PARSIMONIOSA La nuova Kawasaki Z650 è una moto che permette di guidare comodamente e agilmente in città e di strapparvi un sorriso tra le curve. Per chi le critica il motore un po’ tranquillo, va considerato che il bicilindrico della Z650 non è altro che un’evoluzione di quello della ER-6N, uno dei motori più affidabili in circolazione. E se non fosse per l'omologazione, potrebbe fare ben di più, visto che la Paton S1 vincitrice al Tourist Trophy lo adottava: preparato a dovere per erogare 72 CV (ma questa è un'altra storia). Il lato positivo di questo motore, infatti, è il perfetto equilibrio tra performance e affidabilità, con un occhio ai consumi: tirandogli il collo non sono mai sceso sotto ai 18 km/l, mentre se siete parsimoniosi potete raggiungere tranquillamente i 22/23 km/l dichiarati dalla casa. Con il pieno di benzina (16 litri) e una guida attenta, avrete un’autonomia stimata di circa 368 km. Questi dati potete consultarli sul vostro smartphone attraverso l’app Rideology, collegandola al bluetooth della vostra moto.  

La Kawasaki Z650 seguita dalle sue rivali

TIRIAMO LE SOMME Se volete portarvi a casa una Kawasaki Z650, la Casa offre uno sconto di 300 euro sul prezzo di listino (valido fino al 30 settembre 2020): listino che scende così a 6.790 euro. Con meno di 7.000 euro avete una naked dalla buona qualità costruttiva, un motore elastico ed affidabile, connettività bluetooth e display TFT, un buon impianto frenante e un assetto decisamente comfortevole. In questo segmento di mercato, molto agguerrito, le concorrenti non offrono un pacchetto con le caratteristiche precedentemente elencate. Se volete scoprire come si comporta contro le sue rivali, non vi resta che mettervi comodi e gustarvi la nostra comparativa. Vi diamo solo una piccola anteprima: se la ''Kawa'' piuttosto bene!

KAWASAKI Z650: SCHEDA TECNICA 

  • Motore: bicilindrico in linea da 649 cc, 4 tempi
  • Raffreddamento: a liquido
  • Trasmissione: finale a catena
  • Cambio: cambio manuale a 6 marce, frizione multidisco
  • Potenza: 68 CV (50 kW) a 8.000 giri/min
  • Coppia: 64 Nm (7 kgm) a 6.700 giri/min
  • Telaio: traliccio di tubi in acciaio
  • Sospensione ant: forcella a steli tradizionali da 41 mm
  • Sospensione post.: forcellone bibraccio, monoammortizzatore regolabile nel precarico
  • Pneumatici: ant. 120/70 “17, post. 160/60 “17 – Dunlop Sportmax Roadsport 2
  • Freno ant.: doppio disco a margherita da 300 mm, pinza assiale Nissin flottante
  • Freno post.: disco da 220 mm con pinza Nissin flottante
  • Serbatoio: 16 litri
  • Peso: 188 kg
  • Altezza da terra: 790 mm
  • Prezzo di listino: 7.090 euro

L'abbigliamento usato durante la prova della Kawasaki Ninja 650

ABBIGLIAMENTO DELLA PROVA 

  • Casco: X-Lite 903 Ultra Carbon
  • Giacca: Rev'it! Ignition 3
  • Guanti: Rev'it! Urban Sand
  • Pantaloni: Rev'it! Moto!
  • Scarpe: TCX District WP

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