Pubblicato il 18/02/2020 ore 13:50

SGUARDI D’INVIDIA Li conosco, quegli sguardi. Sono quelli dei ciclisti che superi a velocità di gran lunga superiori alla loro, e con uno sforzo visibilmente inferiore. Li conosco, perché sono gli stessi che lancio io quando pedalo con la mia muscolare e incontro qualcuno che si muove leggero e silenzioso con una e-bike.

NON E-BIKE: SUV All’inizio di gennaio è arrivata in redazione una Italwin Trail Ultra, e-bike a pedalata assistita con motore centrale e forcella ammortizzata, che ha immediatamente preso il posto della mia fida Bianchi da corsa nel tragitto casa-ufficio, più di venti chilometri di “misto” composto da strade trafficate e piene di semafori, ciclabili e qualche breve sterrato. Sono bastate poche centinaia di metri, e il primo pensiero che mi ha attraversato la mente è stato che, pur con due ruote in meno, mi trovavo su un vero SUV pensato per la città.

Italwin Trail Ultra: visuale laterale

COMFORT Come ogni SUV cittadina che si rispetti, anche la Trail Ultra permette a chiunque di trovare una buona posizione di guida. Il telaio è disponibile in un’unica misura, corrispondente all’incirca a una M, ma le ampie regolazioni del manubrio consentono a tutti di trovare la corretta posizione nella pedalata, anche a chi - come me - supera il metro e ottanta. La sella Bassano è ben imbottita e sagomata, anche se dopo un uso prolungato si rivela meno comoda di come sembra. Il manubrio orizzontale permette una posizione confortevole, soprattutto in città, favorita anche dalle maniglie con appoggio largo per i palmi. 

DOTAZIONE A dispetto del nome, la Trail Ultra ha una dotazione “cittadina” di tutto rispetto: fanali anteriore e posteriore a LED (alimentati con batterie stilo, e non con la batteria per questioni di sicurezza sulla strada), una presa USB nella batteria per caricare il cellulare mentre si pedala, portapacchi con gancio a molla, parafanghi davanti e dietro, campanello, forcella anteriore ammortizzata e freni a disco per entrambe le ruote. Non è un dato rilevante, ma mi è piaciuto il modo in cui i cablaggi sono ordinati e celati, laddove possibile, per mantenere una discreta pulizia d’insieme.

Italwin Trail Ultra: la batteria

COMFORT DI MARCIA Ottima la silenziosità del motore elettrico, praticamente inavvertibile durante il funzionamento. Qualche rumore di troppo, invece, dal parafango anteriore, che tende a vibrare sulle buche. La sospensione anteriore ammortizzata Suntour (75 mm, regolabile nel precarico) permette di assorbire molto bene le sconnessioni del manto stradale, rendendo tollerabili le escursioni sul terribile pavé milanese. Al comfort e alla tranquillità di marcia contribuiscono anche le ruote larghe da 27,5”x2,1” Kenda, che smorzano le imperfezioni del manto stradale e non creano problemi anche quando si affrontano le pericolose rotaie del tram

MOTORE La Italwin Trail Ultra monta un potente motore centrale FIVE progettato dalla stessa azienda italiana, con potenza di 250 W e 90 Nm di coppia (tanti!). All’interno il gruppo integra anche il riduttore multistadio, la centralina e il sensore dello sforzo. L’erogazione è sempre fluida e consistente con la velocità di marcia: assiste davvero, in senso lato, aumentando la potenza erogata in maniera direttamente proporzionale alla forza impressa sui pedali. Anche in rilascio, quando si smette di pedalare, l’arresto del motore è quasi impercettibile, così come la perdita di velocità. Il feeling è molto naturale, insomma, capace di assecondare il ciclista in base a quanto vuole “darci dentro”.

Italwin Trail Ultra: il motore FIVE da 90 Nm

IBRIDA PLUG-IN Come le auto più moderne con un capiente accumulatore a bordo, anche la Trail Ultra permette di muoversi in modalità praticamente elettrica, con pochissimo sforzo da parte del conducente, oppure con il motore termic- pardon, con la sola forza delle gambe. I livelli di assistenza alla pedalata sono cinque, selezionabili dalla centralina di comando posta sul manubrio. Il livello 0 tiene il motore spento: lo sconsiglio caldamente, visto anche il peso non indifferente della bicicletta che sfiora i 25 kg. Il livello massimo è il 5, che la stessa Italwin definisce Turbo, quello in cui il motore mette a disposizione la maggior potenza: in questa modalità lo sforzo richiesto sui pedali è davvero ridotto all’osso, e la velocità massima si raggiunge in un attimo (ma l’autonomia ne risente). È anche prevista la modalità camminata, che muove la bicicletta fino a 6 km/h, e che si attiva tenendo premuto il tasto “-” sul manubrio.

UN TOCCO DI PEDALI Per avviare il motore basta una piccola rotazione dei pedali (pari a circa un quarto di giro). Tenetelo a mente, specialmente nel caso di partenze in salita, che potrebbero richiedere di doversi alzare in piedi per attivare l’assistenza. Ho trovato però questa funzione molto utile in città, specialmente quando si è fermi ai semafori, perché evita scatti in avanti imprevisti.

Il display della Italwin Trail Ultra

CRUSCOTTO LCD Sul piantone del manubrio è montato il piccolo cruscotto a cristalli liquidi bianchi su fondo nero. Ottima la visibilità in tutte le condizioni, anche quando si pedala in “notturna”. Il display mostra:

  • Velocità istantanea (con valori leggermente superiori a quelli reali)
  • Velocità media e massima della corsa attuale
  • Distanza percorsa nell’ultima sessione e distanza complessiva
  • Livello di assistenza della pedalata assistita
  • Livello della batteria

Quest’ultimo, in realtà, varia mentre si pedala: di fatto, più che l’autonomia residua mostra quella disponibile con l’assorbimento di potenza corrente. La lettura più affidabile si ha a ruote ferme. Sulla leva sinistra del manubrio si trova una pulsantiera ben raggiungibile con il pollice, che permette di accendere il motore e selezionare la modalità di assistenza. I tasti non sono retroilluminati e con i guanti non è sempre agevole premere quello voluto.

BATTERIA Il modello che ho provato è quello con l’accumulatore da 630 Wh, il più capiente - e pesante: 3,1 kg - della gamma Trail Ultra (ci sono anche tagli da 417 e 504 Wh). La batteria è integrata nel tubo obliquo del telaio sloping in alluminio, ed è molto facile e rapida da estrarre. Occorre prima sbloccarla con una chiave, che serve anche da antifurto, mentre il reinserimento è a scatto. Sulla parte alta della batteria c’è un indicatore a led che mostra lo stato di carica. La ricarica può essere effettuata sia con la batteria sulla bici sia smontata. Un ciclo completo richiede più di sette ore: non pochissimo, ma si tratta di una scelta volta a preservare il più possibile la durata della batteria nel tempo. 

Italwin Trail Ultra: ottima per muoversi in città

AUTONOMIA Il numero di chilometri che si possono percorrere con una e-bike dipende da un sacco di fattori, che cambiano per ciascuno: il peso di chi pedala, il livello di assistenza scelto, il numero di stop e ripartenze (in città, per esempio, è dove si consuma di più), la pendenza della strada, e persino la temperatura esterna. Per il test di autonomia, che si è svolto nei rigori dell’inverno milanese, ho percorso il tragitto che faccio tutti i giorni da casa alla redazione, composto per un 60% di pista ciclabile con diversi tratti sconnessi e per il resto di città con semafori, cantieri e tratti pedonali, sia in giorni di pioggia sia di bel tempo, per un totale di 25 km al giorno. Ho tenuto quasi sempre il livello di assistenza 3, quello intermedio, che permette di partire rapidamente ai semafori e prendere abbrivio con poche pedalate, di raggiungere la velocità massima di 25 km/h con poca fatica e di arrivare in ufficio in condizioni accettabili per i colleghi. Così facendo ho macinato più di cento km senza preoccupazioni, contro i duecento ufficiali dichiarati da Italwin. Per dovere di cronaca, aggiungo di non essere un peso piuma (e no, non sono io quello nelle foto di questo articolo): un fattore che ha sicuramente contribuito al risultato, che ritengo comunque ottimo, in considerazione dell’uso impegnativo a cui ho sottoposto la Trail Ultra.

FRENI AL TOP L’impianto frenante è una delle cose che mi ha colpito più positivamente della e-bike di Italwin: i freni a disco da 160mm - con comando idraulico - permettono una frenata ben modulabile e molto potente, con spazi di arresto assai ridotti, nell’ordine di una manciata di metri anche alla velocità massima di 25 km/h. Ottima la resistenza dell’impianto anche dopo un uso intenso.

I rapporti della Italwin Trail Ultra

CAMBIO Se i freni mi hanno convinto al 100%, il cambio Shimano Deore a dieci rapporti è quello che mi ha lasciato più perplesso. I comandi sul lato destro del manubrio sono comodi e in generale si tratta di un buon cambio tuttofare, adatto tanto in città quanto sui tratti collinari non troppo impegnativi, ma ho sperimentato una certa incertezza negli innesti, soprattutto in down, e che ho trovato fastidiosa in più di un’occasione. Val la pena ricordare inoltre che, come in tutte le biciclette a pedalata assistita, bisogna sempre interrompere la pedalata prima di cambiare, per non avere il motore attivo, e non affaticare gli ingranaggi posteriori e la catena. Tenetelo sempre presente, specialmente sui tratti in pendenza.

CONCLUSIONI L’esperienza con Italwin Trail Ultra è stata davvero positiva e la mia riflessione iniziale ha trovato ampia conferma nell’uso intenso di tutti i giorni. La e-bike di Italwin si è rivelata un mezzo estremamente versatile (oltre che ecologico) e la sua impostazione fuoristradistica ha trovato perfetta collocazione nella giungla urbana. Il motore spinge tanto e assiste in maniera naturale e intuitiva, assecondando perfettamente i desideri di chi sta in sella. Di alto livello il comfort e la sicurezza garantiti da ruote, sospensioni e freni al top: soprattutto nei percorsi cittadini, che chi va in bicicletta sa essere molto più accidentati di quanto sembrino. La Trail Ultra con il modello di batteria più capiente costa 2.499 euro, mentre i tagli più piccoli costano rispettivamente 2.199 euro per il modello da 417 kWh e 2.299 per il modello da 504 kWh.

SCHEDA TECNICA

Trasmissione Catena KMC
Telaio Alluminio, batteria integrata 47 cm
Ruote 27,5″ x 2,10″ Kenda
Motore Centrale FIVE F90 250W/90Nm
Batteria 630 Wh, celle Samsung
Tempo di ricarica 7h 15m
Autonomia 200 km
Peso 21 kg (senza batteria)
Freni Disco da 160mm, idraulico anteriore e posteriore
Sella Selle Bassano
Forcella anteriore Ammortizzata Suntour 75 mm
Cambio 10 rapporti Shimano Deore
Sensore di pedalata Sensore di coppia
Display LCD 3,5” retroilluminato
Assistenza 5 livelli
Luci LED anteriore e posteriore

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