Yamaha TMAX è top, ma se tra i rivali arrivasse Aprilia?
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E se fosse Aprilia a togliere lo scettro al TMAX? Come? Così...


Avatar di Danilo Chissalé , il 06/03/22

2 mesi fa - Come potrebbe essere un maxi scooter Aprilia con motore 660?

Solo di ipotesi, ma il ritorno di Aprilia negli scooter accende la fantasia. E se la Casa di Noale facesse uno scooter sportivo?

I sogni sono desideri e sognare non costa nulla, mettete insieme le cose e capirete come è nato l’articolo che state leggendo. Di recente il nostro Michele è volato in Spagna per saggiare in anteprima le caratteristiche del nuovo Yamaha TMAX 2022 (qui il link all’articolo), lo scooter sportivo per definizione. In tanti negli anni (ormai più di 20) hanno provato a togliergli questo titolo: BMW, Gilera, Kymco, e la stessa Aprilia, ma tutti ne sono usciti con le ossa rotte. L’unica a infastidire Yamaha è stata Honda, con X-ADV prima e Forza 750 poi (qui il link alla comparativa tra il vecchio TMAX e il Forza). Ma se proprio la Casa di Noale, sfruttando la piattaforma 660 di RS, Tuareg e Tuono, fosse quella in grado di soverchiare le gerarchie?

FACCIAMO UN RIPASSO Come detto qualche riga sopra, in passato Aprilia ci aveva già provato a prendersi il titolo di miglior scooter sportivo, con un progetto… tipicamente Made in Noale. Si chiamava SRV 850, i più maturi lo ricorderanno di sicuro, anche solo per il fatto che è stato (ed è tutt’ora) lo scooter di serie più veloce al mondo con una punta di 200 km/h, cosa che non riesce nemmeno ad alcune naked moderne. L’SRV era un “maxi” per davvero, a spingere gli oltre 249 kg a secco ci pensava un bicilindrico a V di 90° da 839 cc, accreditato della potenza record di 76 cv a 7.750 giri e un picco di coppia di 76,4 Nm a 6.000 giri; tanto per capirci, il nuovo TMAX ha 48 CV di potenza massima e 55,7 Nm di coppia. E non era finita qui, perché all’epoca era il primo ad avere un controllo di trazione sofisticatissimo, freni con tubi in treccia e finiture di altissima qualità. Tutto ciò avrà comportato sicuramente un esborso astronomico penserete, e invece no, l’Aprilia SRV 850 costava anche meno di alcuni competitor, con un prezzo di poco superiore ai 10.000 euro nella versione dotata di ABS (all’epoca optional) e traction control.

POCO SUCCESSO E DIMENTICATOIO Aprilia SRV 850 è stato prodotto dal 2012 al 2016, in questi quattro anni non è riuscito a lasciare il segno, apprezzato per le sue doti ciclistiche e per le performance ma poco parsimonioso nei consumi e anche poco pratico, sia per la mole da portare a spasso, sia per la poca capacità di carico disponibile. Il flop a livello di vendite ha costretto Aprilia (e nel frattempo Gilera con il cugino GP 800) a cessarne la produzione. Un vero peccato, ma se come me vorreste provare l’ebrezza di possederne uno girando per i vari siti d’annunci di compra vendita qualcosa di valido ancora si trova.

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RINASCITA CON IL 660? Cosa potrebbe spingere Aprila a provarci di nuovo, evitando di fare la fine di qualche tempo fa? Di recente la Casa di Noale è tornata a pensare seriamente al mondo scooter con l’arrivo a EICMA dei nuovi SR GT, recentemente provati anche da Michele, e allora perché non provare a salire ancora di livello? Sognando si potrebbe pensare ad un nuovo SRV, questa volta spinto da quel mago del trasformismo che risponde al nome di bicilindrico parallelo frontemarcia da 660 cc, che Aprilia ha già declinato in sportiva stradale, naked e maxi enduro… Non c’è due senza tre, e il quattro vien da sé. Anche nella configurazione meno “spinta” usata dalla Tuareg, il nuovo motore ha dati tecnici di tutto rispetto: 80 CV a 9.250 giri/min e 70 Nm a 6.500 giri/min, valori niente male che non farebbero sfigurare affatto SRV 660 (nome che ho inventato in questo momento) con l’antenato SRV 850. Senza contare che, oggi come allora, la suite di aiuti alla guida sarebbe ricchissima con addirittura la possibilità di avere controllo di trazione a ABS attivi anche in piega.

PURTROPPO È IMPOSSIBILE Come la sveglia che buca i timpani alle sei del mattino, pronta a interrompere sul più bello il vostro sogno, arrivo io a spegnere gli entusiasmi. Il motore 660 ha uno sviluppo totalmente diverso da quello dell’850 (trovate la foto nella gallery), ciò lo renderebbe difficilmente collocabile all’interno di un telaio di stampo scooteristico. E non è tutto, ci sarebbe poi da risolvere il problema della trasmissione: il CVT, soluzione tipica degli scooter, difficilmente si accoppierebbe a dovere con il bicilindrico di Aprilia, solo una trasmissione in stile DCT potrebbe essere una potenziale soluzione… che però non è presente tra i vari brevetti depositati da Aprilia. Ahinoi ci toccherà continuare a sognare una sfida a colpi di pieghe e accelerazioni al semaforo tra TMAX e SRV… io nel frattempo un giro tra gli annunci lo faccio, è pur sempre uno scooter detentore di un record, col tempo potrebbe rivelarsi un buon investimento.


Pubblicato da Danilo Chissalè, 06/03/2022
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