Pubblicato il 25/03/2020 ore 08:30

SI PROCEDE (A RILENTO) Nonostante il Coronavirus stia limitando l’industria automotive, per usare un eufemismo, il processo di sviluppo non si ferma. Suzuki, ad esempio, starebbe lavorando in ottica 2021 per rendere compatibili con la normativa antinquinamento Euro 5 i suoi motori monocilindrici da 250 cc attualmente utilizzati dallaV-Strom 250 e dalla sportiva GSX250R. A confermarlo sono i soliti disegni brevettati che mostrano un nuovo sistema per l’impianto di scarico.

UNO IN PIÙ Il monocilindrico che equipaggia le due moto, oltre alla Inazuma che in Italia è sparita dai listini ma è ancora commercializzata in Giappone, è ovviamente già dotato di un catalizzatore montato sotto il motore. Per rientrare nei paletti imposti dalla normativa Suzuki ha pensato di aggiungerne un secondo, montato molto più vicino alle valvole di scarico. Tale posizionamento serve per far raggiungere la temperatura operativa più rapidamente, il che è un requisito fondamentale per soddisfare i limiti Euro 5.I disegni del nuovo impianto di scarico

DUE SONDE Le immagini del brevetto di Suzuki mostrano anche due sonde lambda che misurano il livello di ossigeno a monete e a valle del catalizzatore aggiuntivo. I valori, poi, verranno inoltrati alla centralina in modo che possa regolare l'iniezione di carburante in base al rapporto aria / carburante più efficiente.Suzuki GSX250R: buono il grip delle gomme di serie

ATTENZIONE A NOVEMBRE Il brevetto non mostra nessuna soluzione particolarmente complessa o innovativa, segno che le modifiche potrebbero arrivare presto sui futuri modelli di serie. Quanto presto? Come sempre l’attenzione è da rivolgere ai grandi saloni autunnali come EICMA, dove Suzuki potrebbe schierare la nuova V-Strom 250 attingendo anche a qualche soluzione estetica di derivazione V-Strom 1050, e dare una rinfrescata anche alla baby “Gixxer”.

 


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