Autore:
Stefano Cordara
Pubblicato il 20/05/2006 ore 16:35


Il team ad AlbaceteSI RIPARTE
Dopo Le Mans per un po' abbiamo staccato la spina. È come quando perdi un amore e per un po' di giorni vaghi spento, abulico, cercando di dimenticare quanto è accaduto. Perdonatemi il paragone un po' forzato ma per me è successo proprio questo. Dopo aver fatto una full immersion di quasi un mese con il Mondiale ho staccato con questo mondo e per qualche giorno alle corse non ho proprio pensato. Un po' perché il lavoro mi ha sommerso e sono dovuto correre su e giù per l'Europa a provare le moto di cui avete potuto leggere nei giorni passati. Lo stesso hanno fatto Max, Ivo e Maurizio, tutti tornati alla vita normale. Le moto sono rimaste parcheggiate in officina per un paio di settimane e nessuno le ha più toccate. Ma è inevitabile, ci vuol poco perché il morbo ti riprenda e si ricominci a preparate tutto con ancora più voglia di prima.

DIREZIONE SPAGNA Eccoci quindi di nuovo in viaggio, chi con il camper, chi con l'aereo. Punto di ritrovo, il circuito di Albacete, giusto in mezzo alla Spagna, in una zona così assolata e desertica che non mi stupirei di veder spuntare all'improvviso qualche figurante vestito da indiano reduce dai film western di Sergio Leone. Tutta un'altra aria rispetto ad Assen (e circa 30 gradi in più) e anche rispetto a Le Mans.


il personale
di pista di Albacete
USI E COSTUMI Correre un Mondiale significa anche passare attraverso usi e costumi differenti. Così dal rigore olandese e dal paddock blindato di Le Mans siamo passati ad una gara in cui tutto è fin troppo rilassato. Commissari simpatici, paddock ampio e spazioso, docce e bagni abbondanti e puliti (tutto il contrario di Le Mans con pochissimi bagni lerci per 1.400 persone), persino il personale di pista è il più carino che abbia mai visto, composto quasi completamente da ragazze universitarie che arrotondano lavorando di bandiera, roba da fare qualche dritto ogni tanto per vederle da vicino. Tutto questo mette subito il team di buon umore.

LO FAMO STRANO? Che il Mondiale Endurance fosse un campionato con gare atipiche non ci vuol molto a capirlo. Questa, ad esempio, ha un orario che definirei particolare: si parte alle 18.00 si arriva alle due di notte. Il perché non impieghiamo molto a capirlo. Durante il giorno la temperatura decolla fino a 34 gradi e il circuito diventa una specie di altoforno. Un paio di turni di prove al pomeriggio mi fanno anche capire che qui sarà durissima per il fisico. Albacete è un pistino, corto e tortuoso e anche molto gibboso, si gira sempre con seconda e terza (solo nel rettilineo si appoggia la quinta) e con le 1000 si fa una fatica pazzesca. Ho l'impressione che quando finirò questa gara avrò le braccia grosse come quelle di Yuri Chechi...


IMPARA L'ARTE... Quindi ci risiamo, siamo di nuovo in lizza, sempre con tanta voglia di fare ma con qualcosa in più: l'esperienza di due gare. Abbiamo fatto tesoro di tutto quello che abbiamo imparato in Francia e Olanda e ci siamo presentati sicuramente meno sprovveduti. Ad esempio provate a pensare come si fa a riconoscere una moto dal muretto dei box mentre passa a duessessanta sul rettilineo d'arrivo? Di giorno la riconosci facilmente ma di notte tutte sono uguali, ombre nere che passano urlando.

MOTONEON E allora vai con la fantasia, si mettono dei led di riconoscimento sulla carenatura: chi li mette blu, chi gialli, chi rossi, chi colora il faro applicando una plastica adesiva in tutte le forme possibili e immaginabili per riconoscere il proprio pilota. I più tamarri si sbizzarriscono con neon multicolore attaccati alla carenatura... ci siamo subito adeguati anche noi, abbiamo scelto il neon verde. E poi come segnali dai box? Ci siamo costruiti (grazie Arrigo) una tabella retroilluminata, anche questa lezione imparata a Le Mans.


SVILUPPO PARALLELO Il principale problema è trovare un assetto che vada bene per tutti, più che altro perché i due Ivo hanno stili di guida davvero molto differenti. Ad Albacete proviamo una strategia diversa da quanto utilizzato fino ad oggi. Due moto che lavorano in parallelo, una sviluppata da Bellezza, una da Arnoldi. Io uso quella di Arnoldi che sembra essere più vicino al mio stile di guida. Sembrano due strade parallele destinate a non incontrarsi mai. Invece, ad un certo punto, come per magia ci troviamo tutti d'accordo.




LA CARTUCCIA MAGICA La magia ha la forma di nuove cartucce forcella Ohlins che Daniele ha portato direttamente dall'Italia. Una volta montate sulla moto, i tantissimi problemi di assetto che avevamo rilevato fino ad oggi spariscono come per incanto. E quando una moto va bene, lo stile di guida importa poco o niente, tutti vanno forte allo stesso modo. Capisco subito che mi troverò molto bene: nelle prove in notturna (che bello guidare di notte!) giro a tre decimi dal mio tempo di qualifica, e nel secondo turno abbasso addirittura di un secondo e otto decimi il mio miglior giro, arrivando a girare ad un solo decimo da Bellezza, anche lui migliorato rispetto al primo turno.
Arnoldi in azione
ARNOLDI VOLANTE Scommetto con Arnoldi che girerà sotto l'1 e 38 e vinco, il suo tempo (1.37.6) ci vale la 27esima posizione in griglia, ma i distacchi sono minimi, in meno di un secondo ci sono dieci equipaggi davanti a noi, perché la pista è corta e le differenze minime. Lo ammetto pensavo di partire più avanti, vista così la cosa appare una cosa deludente, un po' meno se pensiamo che abbiamo ottenuto il tempo praticamente in configurazione gara, ovvero con le Bridgestone 002 mescola Type 2, la più dura di cui disponiamo, che ci garantisce almeno 2 ore di tenuta. Inutile per noi, almeno per adesso tentare temponi che non portano a nulla. Comunque, una volta sparite le gomme da tempo, nel warm up i fenomeni si ridimensionano anche di 2/3 secondi al giro. Noi invece continuiamo a girare esattamente allo stesso modo e sul passo siamo messi bene.
CONTA ARRIVARE E poi nelle prime due gare abbiamo imparato anche questo: nell'Endurance, ancor più che in altre gare, conta poco da dove parti, conta dove arrivi. Stasera la gara, per ora gustatevi una gallery corposa. Con il resoconto troverete anche il filmato. Tifate per noi.

TAGS: Mondiale Endurance: un sogno che si avvera