Autore:
Giovanni Zamagni
Pubblicato il 15/10/2007 ore 11:17

LA NONA VOLTA Quando Casey Stoner è salito sul podio di fronte a una folla oceanica che ha riempito ordinatamente tutto il rettilineo dei box, a più di uno sono venuti i brividi. Non solo al pilota australiano, autore di un'altra gara magistrale, che ha consegnato alla Ducati anche il mondiale costruttori e a Casey la nona vittoria stagionale, ma a tutti gli appassionati di moto. E' stato davvero entusiasmante vedere tutta quella gente impazzire di gioia per un campione che gara dopo gara si dimostra sempre più degno di un titolo tanto bello quanto insperato alla vigilia.

10 MOTIVI
E il GP d'Australia, con un ritrovato Loris Capirossi secondo, Valentino Rossi terzo, Daniel Pedrosa quarto, Alex Barros quinto (quindi con tre Ducati ai primi cinque posti) e Nicky Hayden costretto al ritiro al 12esimo giro per la rottura del motore, mentre era a un niente da Stoner, ha confermato quanto visto durante la stagione: quest'anno è stato soprattutto Casey a fare la differenza.Volendo riassumere il 2007 (e il GP d'Australia) si possono indicare 10 motivi per i quali il fenomeno della Ducati è stato nettamente una spanna sopra agli altri.

PRIMO:
Perché Stoner ha un talento straordinario, che gli permette di guidare sopra i problemi, come sapeva fare in passato Wayne Rainey, uno dei grandi idoli del pilota australiano;

SECONDO:
Perché Casey è totalmente impermeabile alla pressione, l'unico pilota degli ultimi dieci anni che non subisce in pista e fuori il fascino e il carisma di Valentino Rossi. In passato, i rivali del campione della Yamaha, come Biaggi e Gibernau, venivano sconfitti ancora prima di infilarsi il casco, mentre Stoner non ha nessun timore reverenziale nei confronti di Rossi. E non ha neppure paura di rispondere direttamente o attraverso la stampa alle dichiarazioni di Valentino;

TERZO:
Perché è l'avversario più forte che Rossi abbia mai incontrato nella sua carriera;

QUARTO:
Perché va forte in prova, con l'asciutto e con il bagnato, insomma in ogni condizione, sfruttando al meglio il pacchetto che ha a disposizione;

QUINTO:
Perché la Ducati ha almeno 15 cavalli in più delle altre moto, anche se, alla fine, solo Stoner riesce a sfruttarli completamente;

SESTO:
Perché la squadra ha capito perfettamente il carattere di questo giovane australiano, assecondandolo al meglio anche nei momenti di tensione, facendolo sentire sempre importante e al centro dell'attenzione;

SETTIMO:
Perché la Bridgestone ha fatto spesso e volentieri la differenza, e la gomma anteriore ha regalato a Stoner quella sicurezza che gli mancava con la Michelin;

OTTAVO:
Perché la Yamaha ci ha messo troppo tempo a reagire di fronte alla potenza della Desmosedici, più preoccupata a pensare dove la GP7 potesse essere irregolare, piuttosto che cercare come fare andare forte la M1. E anche in Australia, si è visto chiaramente come Rossi faticasse più dei rivali in rettilineo;

NONO:
Perché la Honda ha rivoluzionato la moto, sbagliandola in maniera clamorosa. Adesso, però, la RC212V è solo di poco inferiore alla GP7, ma nettamente superiore alla M1;

DECIMO:
Perché la Michelin non ha saputo interpretare al meglio il regolamento 2007, subendo una sonora batosta dalla Bridgestone.

MONOGOMMA
Se in Giappone sembrava praticamente certo il passaggio alla monogomma per il 2008, adesso questa possibilità sembra totalmente scongiurata. Ma nella prossima stagione non mancheranno le novità, perché con ogni probabilità Valentino Rossi avrà le Bridgestone. Per il momento è solo un'indiscrezione, ma con molti indizi che confermerebbero quello che sarebbe un cambiamento clamoroso, soprattutto perché gli altri piloti Yamaha (il compagno di squadra Lorenzo e i due del team satellite Tech3 Edwards e Toseland) avranno le Michelin. Così come Pedrosa e Hayden che verrebbero seguiti con un occhio di riguardo dalla Casa francese. Insomma, il 2007 non è ancora finito, che già c'è grande trepidazione per il 2008.


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