Moto GP:

Gran Premio di Turchia


Avatar Redazionale , il 23/04/07

14 anni fa - Ducati davanti a tutti

In Turchia la Ducati dimostra a tutti di cosa è capace. Due moto sul podio, una appena sotto. Straordinario Casey Stoner; fermato da una gomma fallata Valentino, che però si lamenta forse un po' troppo Un grazie agli italiani di duemmezzo e 125, la cilindrata è piccola ma i piloti sono grandi.


LETTERA APERTA Questa è una lettera aperta. Alle Case giapponesi, prima di tutto. Per anni, ho sentito ripetere che la Ducati ha vinto e dominato in passato in SBK solo grazie ai regolamenti, al vantaggio di peso, di cilindrata e di chissà quale altro parametro. Le Case giapponesi hanno sempre dato battaglia su questo aspetto e anche la richiesta della rossa a due ruote di schierare nella prossima stagione una 1.200 bicilindrica contro le 1.000 quattro cilindri, fa gridare allo scandalo. Ma il GP di Turchia, terza prova del motomondiale ha dimostrato e confermato che in Ducati sanno come si fanno le moto da corsa, indipendentemente dal regolamento, dal peso e dalla cilindrata

TRE SU QUATTRO Tre Desmosedici GP7 ai primi quattro posti, Casey Stoner davanti a tutti, Loris Capirossi terzo e Alex Barros quarto sono la migliore risposta a Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki. Le Ducati vincono perché a Borgo Panigale ci sono ingegneri straordinari e perché, come dice il presidente Federico Minoli "in ogni nostra moto c'è tanta tecnologia, ma anche, e soprattutto, un pezzo del cuore di chi la costruisce". Come dire, cari giapponesi, è la passione a fare la differenza, qualcosa che si ha dentro, che non può essere copiata o comprata al supermercato.


STONER
- La seconda parte di questa lettera è per Casey Stoner, ragazzo timido e riservato, pilota straordinario. A soli 20 anni ha scelto di sposarsi "per non perdere Adriana". Sembrava una decisione avventata per un pilota così giovane, invece è stata la svolta della sua carriera. Con Adriana al suo fianco, Casey è più tranquillo, sereno, senza aver perso nemmeno una briciola del suo talento e della sua grinta. Questo gli permette di essere velocissimo in pista e di non sbagliare quasi più, e dopo solo tre gare guida la classifica con 61 punti, grazie a due vittorie e un quinto posto. In Qatar, l'australiano aveva vinto dopo un bellissimo testa a testa con Valentino Rossi, in Turchia ha vinto una gara in solitario, dimostrando di avere nervi saldi e grande concentrazione.


CAPIROSSI
- La terza parte è per Loris Capirossi, che molti davano già per finito dopo il GP di Spagna. Ma Loris era solo distratto - giustamente - dalla nascita del figlio Riccardo e a Istanbul è tornato quello di sempre. In questo momento il compagno di squadra va più forte di lui, guida meglio la GP7, ma Capirossi non è poi troppo lontano e la staccata all'ultima curva per passare Alex Barros, uno che frena fortissimo, è di quelle che fanno sognare gli appassionati.


ELIAS
- La quarta parte è per Toni Elias, uno che quando gli parte l'embolo è capace di qualsiasi impresa. In Turchia le Honda non erano così competitive, ma Toni ha entusiasmato con le sue entrate in curva con la ruota posteriore che derapava e la moto di traverso, con pieghe da paura e frenate al limite, e anche oltre la regolarità. Nel 2006 ha rischiato di rimanere a piedi: sarebbe stato un vero peccato.



MELANDRI
- La quinta parte è per Marco Melandri, che per due giorni ha inseguito la chimera di una moto perfetta, convinto che tornare alla forcella 2006 gli avrebbe dato un vantaggio enorme, di parecchi decimi al giro. Sabato ha toccato il fondo e questo, forse, lo ha fatto meditare; così domenica è salito in moto e ha pensato solamente a dare gas, senza troppe palle per la testa. Il suo quinto posto deve essere considerato un ottimo risultato: ora Marco deve continuare su questa strada, senza pensare che l'erba del vicino è sempre più verde.


ROSSI
- La sesta parte è per Valentino Rossi, che dopo aver conquistato la pole position era sicuro di vincere o, quantomeno, di potersela giocare. Invece, una gomma con evidenti problemi, forse addirittura difettosa, lo ha messo fuori gioco, costringendolo a una gara tutta in difesa, chiusa al decimo posto. Non poteva fare di più, anche se nel primo giro Rossi ha commesso un errore al curvone da 280 km/h (!), che non ha comunque inciso sul risultato finale. Però, caro Vale, non sono d'accordo quando dichiari che Elias è stato scorretto nel suo sorpasso al decimo giro, che ha fatto di tutto per buttarti fuori. L'entrata di Toni è stata sicuramente dura, molto decisa, al limite del regolamento, ma il contatto è stato determinato dalla sbandata della ruota posteriore: a quel punto, Elias non aveva più nessuna possibilità di controllare la sua Honda. Per quanto riguarda l'attacco alla Michelin, solo i tecnici francesi sanno veramente qual è la situazione.


Dovizioso
davanti a Lorenzo
DOVIZIOSO E CORSI - L'ultima parte di questa anomala lettera è per Andrea Dovizioso e Simone Corsi, capaci di vincere due gare da ricordare a lungo. Andrea in sella a una Honda visibilmente inferiore all'Aprilia ha fatto vedere di essere il più forte pilota della 250, mentre Simone ha colto il suo primo successo iridato, grazie a un sorpasso da manuale all'ultimo curva. Grazie di cuore.


Pubblicato da Giovanni Zamagni, 23/04/2007
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