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Gran Premio Repubblica Ceca


Avatar Redazionale , il 19/08/07

14 anni fa - Game over, mondiale finito.

Game over, mondiale finito. La settima vittoria di Casey Stoner mette il sigillo sul campionato della MotoGP, tenuto aperto soltanto dalla matematica. Ormai, l'unica incertezza è quando e dove Stoner conquisterà il titolo, ma sul fatto che ci riuscirà non sembrano esserci più dubbi.

IMBATTIBILE Come era accaduto a Laguna Seca, il successo del fenomeno della Ducati non è mai stato in discussione, anche se un bravo e tenace John Hopkins, in sella a una Suzuki molto competitiva, ha provato in tutti i modi a tenergli testa. Ma in questo momento, la superiorità di Stoner è perfino imbarazzante e non c'è modo di batterlo. Si discuterà a lungo su chi ha più merito in tanto strapotere.

PACCHETTO VINCENTE Sicuramente ce l'ha la moto, la favolosa GP7 che fa venire il mal di testa ai giapponesi, che ha costretto la Honda a lavorare giorno e notte per aumentare le prestazioni del motore, e la Yamaha a studiare soluzioni alternative, come le valvole pneumatiche che verranno utilizzate nei due giorni di test del dopo GP. Poi, sicuramente, le Bridgestone fanno la differenza, con la Michelin che deve recuperare "mezzo secondo al giro", come afferma Jean-Philippe Weber, il responsabile in pista della Casa francese. Insomma, il pacchetto moto-gomme è vincente, il punto di riferimento tecnologico della massima espressione del motociclismo. Ma a fare più di tutti la differenza è proprio Casey Stoner, ragazzo dal talento straordinario.

STONER "Sia a Laguna Seca sia a Brno - è la tesi diPaul Denning, team manager della Suzuki - avevamo tutto per vincere, una moto velocissima, gomme competitive e piloti in grande forma. Se non ci siamo riusciti è solo perché abbiamo trovato sulla nostra strada uno Stoner straordinario". Una verità incontestabile. E basta andare a bordo pista per rendersi conto dello stato di grazia dell'australiano. Stoner apre il gas sempre una frazione di secondo prima degli altri e stacca qualche metro dopo: inevitabile che alla fine del giro sia nettamente il più veloce. Adesso, a sei gare dal termine, Casey ha 60 punti di vantaggio su Rossi e 80 su Pedrosa: come dire che il mondiale lo può solo perdere.

VALE E così Valentino è costretto a rimandare all'anno prossimo la sua rivincita sportiva. E' stato veramente un GP particolare per Rossi e per tutto quello che gli ruota attorno. La bufera finanziaria che l'ha investito in piena estate, avrebbe ammazzato un toro e per la prima volta nella sua vita è stato sottoposto a un massacro mediatico senza precedenti. Qualcosa di inedito e sconosciuto per Valentino, che per difendersi ha scelto la via più banale nonostante sia lo sportivo meno banale che esista: il silenzio stampa. O meglio, poche parole al giorno comunicate attraverso una velina, un foglio dattiloscritto su carta intesta della Yamaha.

LA SPADA DEL FISCO Così, è impossibile spiegare se dietro il settimo posto a 22 secondi (uno al giro!) da Stoner, c'è il condizionamento per i presunti soldi che deve al fisco - una enormità anche per un milionario come lui -, l'amarezza per un trattamento che non viene riservato nemmeno al peggiore dei delinquenti. Queste cose le sa solo lui, ma è certo che sulla griglia di partenza Valentino non era il solito Valentino - perlomeno questo diceva il suo viso - e un risultato così deludente non si spiega solo con una Yamaha davvero inconsistente, in questo momento inferiore non solo alla Ducati, ma pure a Honda, Suzuki e perfino Kawasaki, e a gomme Michelin che non sono certo all'altezza delle Bridgestone. Ma anche Rossi non è riuscito a fare la differenza come ha fatto migliaia di volte nella sua carriera.

CAPIROSSI Sottolineati i consistenti progressi della Honda, con Nicky Hayden terzo al traguardo e primo tra i piloti Michelin, e Daniel Pedrosa quarto, rimane da analizzare il "caso" Capirossi. Loris ha chiuso sesto e staccato, con una moto che in mano a Stoner vola. Insomma, anche se in ripresa, l'ormai ex-pilota della Ducati (l'anno prossimo correrà per la Suzuki), non è quello dell'anno scorso e fa un po' dispiacere vederlo lontano dal podio. Inoltre, quando a metà gara è stato passato da Rossi, dandogli strada in maniera evidente, è stato naturale pensare che l'avesse fatto apposto, come per favorirlo nella rincorsa a Stoner,danneggiando così la Ducati, che per il 2008 gli ha preferito Marco Melandri. Capirossi si è giustificato dicendo che gli si era chiuso lo sterzo e rischiava di cadere, ma la sue parole non sono state così convincenti. Anche se l'avesse fatto apposta, comunque, non sarebbe una cosa così grave:sarebbe umano e comprensibile.

MELANDRI Prossimo appuntamento a Misano, dove speriamo possa esserci anche Melandri, costretto a saltare il GP per un'ernia che gli ha bloccato il collo. E' davvero sfortunato Marco, in grossa difficoltà fisica: speriamo non sia un problema per il proseguo della carriera.


Pubblicato da Giovanni Zamagni, 19/08/2007
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