Autore:
Giulia Fermani

SICUREZZA STRADALE O BANCOMAT? Cominciamo con il dire che non bisognerebbe mai superare i limiti di velocità quando si viaggia: non solo per timore di incorrere nelle salatissime sanzioni previste per chi sgarra ma soprattutto per ragioni di sicurezza. Tra gli strumenti designati per far rispettare le leggi i più conosciuti (e temuti) sono gli autovelox. Già presenti da anni su strade e autostrade, si sono appena guadagnati un posto nella manovra correttiva, suscitando il dissenso e la preoccupazione dell'associazione dei consumatori Codacons. Ecco come mai.

LA NORMA PRO-AUTOVELOX Nella manovra correttiva è spuntata ora una nuova norma pro-autovelox che, in buona sostanza, permetterà alle amministrazioni delle grandi città di utilizzare i proventi delle multe autovelox per autofinanziarsi, pagare gli stipendi  agli agenti della polizia locale e realizzare opere stradali. Il tutto, senza più preoccuparsi di rispettare l’articolo 208, comma 4 del Codice della Strada, che finora imponeva che un quarto del ricavato venisse invece investito proprio nella sicurezza stradale (ad esempio in cartellonistica e segnaletica). Il timore della Codacons è che questo spinga le amministrazioni a collocare sulle nostre strade sempre più autovelox e non solo, come dovrebbe accadere, dove realmente necessario ma con l’unico scopo di fare cassa a spese degli automobilisti.


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