UN MARCHIO PER DUE SPORTIVEToyota ha appena dato fuoco alle polveri della passione di amanti delle sportive “analogiche” con due belle coupé vecchia maniera come la GR86 e la Supra con cambio manuale. Il nostro Emanuele le ha appena provate entrambe, chiedetegli se gli sono piaciute… In effetti, in questo vortice di super bombardoni digitali con mille sistemi elettronici per gestire potenza, trazione ed… emozioni, si sentiva la mancanza di qualcosa di più accessibile sia per le tasche sia per riaccendere emozioni a “portata di mano”. E con questo intendiamo la mano destra, quella che stringe per bene la leva del cambio. Perché sia una sia l’altra coupé montano un bel manuale a sei marce vecchio stampo, dove quello da sincronizzare è l’orecchio con il numero di giri e la forza del braccio per inserire o scalare un rapporto nel momento più giusto.

SI ALZA IL LIVELLO DEL PIACERE DI GUIDAInnanzitutto,Toyota non ha semplicementepreso in prestito un manuale dalla BMW (la giapponese è parente stretta dalla Z4) per sviluppare questa nuova variante della sua coupé. Al contrario, ha preso tutto il gruppo trasmissione già esistente e l'ha modificato in maniera molto profonda, rendendolo più leggero e montando una frizione con dischi maggiorati e molle rinforzate. Toyota ha anche accorciato il rapporto di trasmissione finale e sviluppato un pacchetto software esclusivo, che ottimizza l’erogazione della coppia nel momento dell'innesto della frizione. I colleghi inglesi aggiungono che Toyota ha anche sperimentato pomelli del cambio di peso differente, optando infine per uno da 200 grammi.

Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.








