Pubblicato il 30/08/20

DA CHE PARTE STAI? Di sicuro c'è un fatto: il marchio Ferrari non lascia indifferenti. Attorno al Cavallino di Maranello si scatenano passioni fortissime: quelle dei tifosi sugli spalti dei GP e quelle che fanno battere i cuore dei bambini davanti alle vetrine dei concessionari. Nel mezzo, tanti appassionati che sognano di mettersi in garage una Rossa purosangue. E uno degli argomenti più controversi è se si o meno lecito modificarle, le Ferrari: se sia giusto cercare di personalizzarle o financo migliorarle. Oppure se, al pari di opere d'arte, qualunque alterazione sia da ritenersi un sacrilegio. La stessa Ferrari è molto critica in materia. Se in alcuni casi è ben felice di realizzare esemplari unici per clienti davvero speciali, come nel caso della SP3JC o della Ferrari P4/5 realizzata per James Glickenhaus, altre volte non esita a far causa in tribunale chi, con scelte cromatiche azzardate o comportamenti ritenuti poco consoni, rischia di svilire il prestigio del marchio. A quale categoria appartengono i restomod che vi mostro qui sotto? Ditemelo voi!

 

FERRARI F40 BY GAS MONKEY GARAGE

Lasciate perdere le Ferrari F40 LM ufficiali, quelle modificate da Michelotto Automobili con componentistica ad hoc per risultare più competitive alla 24 Ore di Le Mans: quella che vedete qui è il frutto di un lungo lavoro per recuperare una F40 semi-distrutta in un incidente, che altrimenti avrebbe imboccato - non certo sulle sue ruote - la via dello sfasciacarrozze. Un frontale con splitter ricurvo integrato, vistose griglie al posto dei fari a scomparsa, turbo maggiorati, volano in alluminio, frizione in kevlar, ammortizzatori regolabili Pennske, scarico Tubi, cerchi neri firmati HRE e gruppi ottici a LED: la Ferrari F40 che vedete è forse una delle più famose del mondo, ma è anche una delle più pasticciate. Gran parte delle componenti non sono originali, il telaio è stato raddrizzato e dai 476 CV originali è arrivata a erogarne circa 550. A realizzarla è stato il team di Richard Rawlings, patron del Gas Monkey Garage, per la trasmissione Fast'n'loud, con la consulenza degli specialisti Stuart Singer e Mike Luongo (quest'ultimo certificato Ferrari). Proprio per la sua notorietà, dai 400.000 dollari che Rawlings pagò per aggiudicarsela, questa particolare Ferrari è stata pagata nel 2019 la bella cifra di 760.000 dollari a un'asta giudiziaria degli US Marshall: dopo la confisca al suo precedente proprietario condannato per frode. Top o flop?

Ferrari F40: il restomod di Gas Monkey Garage per la trasmissione Fast'n'loud, vista 3/4 anteriore

 

FERRARI 250GT SWB by GTO ENGINEERING

GTO Engineering è un'azienda inglese specializzata in Ferrari. Forse può sembrare ironico che la sua base operativa sia a Coventry, nello stabilimento che produceva le Jaguar E-Type. Fatto sta che proprio qui, in Inghilterra, ha salvato da morte certa una Ferrari 250GT SWB (lontana parente della Ferrari 250 GTE della Polizia italianaritrovata in condizioni disperate. Un lavoro di restauro impegnativo e certosino, ma che per volere del cliente finale ha radicalmente trasformato l'auto originale in qualcosa di diverso. La richiesta era ottenere una 250GT con specifiche da competizione. Visivamente la cosa salta all'occhio per la rimozione dei paraurti e la sostituzione dei vetri con più leggeri pannelli in acrilico. Peccato che non sia più il V12 da 3,0 litri progettato da Gioacchino Colombo il motore che ruggisce sotto al cofano, bensì un'unità creata ex novo dai tecnici di GTO Engineering. Molti proprietari di auto classiche utilizzano i motori dell'azienda inglese per poter circolare senza rischiare l'incolumità dei preziosi propulsori originali, sottolinea l'azienda. Ma quanta autenticità rimane nell'emozione di guidare una Ferrari se il motore non esce da Maranello?

Ferrari 250GT SWB by GTO Engineering

 

FERRARI MONZA 3.6 EVO

Fianchi allargati da passaruota più pronunciati, ruote da 17 pollici dietro le quali occhieggiano moderni freni Brembo e una paratia trasparente sul cofano motore attraverso la quale si intravedono otto cornetti di aspirazione invece di sei... No, quella di David Lee, proprietario di un impero dei gioielli e di una collezione d'auto valutata in 35 milioni di dollari, non è una normale Ferrari Dino 246. Alcuni potrebbero ritenerlo un trapianto degno di Frankenstein, altri un matrimonio deciso in Paradiso. Fatto sta che, con un investimento di circa 1,3 milioni di dollari, Lee ha modificato la Dino originale, una delle più eleganti auto di sempre, per rimpiazzare il V6 originale con il V8 di una Ferrari F40. Inutile dire che l'operazione di restomod ha richiesto modifiche profonde. Tanto per cominciare, il V8 della F40 era pensato per un montaggio longitudinale, mentre sulla Dino è montato trasversalmente. Per poterlo impiegare è stato necessario adattare il cambio di una Ferrari 328, ma anche il motore è stato completamente modificato. La sovralimentazione mediante due turbo è stata eliminata e i cilindri rialesati per passare dai 2,9 litri originali agli attuali 3,6 litri. Non è dato sapere quanti cavalli si siano persi per strada, ma il nuovo sound è qualcosa di davvero speciale: guardate qui sotto il video che vi proponiamo da YouTube, se non ci credete. Capolavoro o sacrilegio?


 

FERRARI 512 BB by CAROBU ENGINEERING

Distinguerla a colpo d'occhio non è facile: pochi coglierebbero al volo che la Ferrari 512 BB di Carobu Engineering, officina di Chelsea, in Alabama specializzata nel tuning di auto classiche, monta cerchi da 17 pollici in luogo dei 15'' originali. Lo scopo? Utilizzare gomme moderne: più facili da reperire e certo di grande aiuto per tenere a bada l'accresciuta potenza del motore. Infatti, se dal punto di vista estetico qui c'è stato un grande rispetto per le forme originali - pur al netto del ripristino di carrozzeria e interni - la  meccanica è stata invece modificata, per spremere molti più cavalli dal motore. Dai 360 CV originali si è arrivati agli attuali 477 CV, con quasi 541 Nm di coppia contro i 450 Nm di serie. Invariati la cilindrata, di 4.942 cc, e l'alimentazione a carburatori, ma ora ci sono nuovi pistoni forgiati firmati Razzo Rosso (al pari delle ruote) e nuovi alberi a camme, insieme con teste accuratizzate dal punto di vista fluidodinamico. Il risultato sembra ottimo, ma non dimentichiamo che il V12 di 180° della BB era derivato dalla Ferrari 312T di Formula 1 e per questo, nella sua originalità, molto apprezzato dai collezionisti. Siamo sicuri che meglio sia davvero... meglio? 

Ferrari 512 BB by Carobu Engineering

 

CASIL MOTORS BB3X8 FDP

Di questa forse avete già letto sulle pagine di MotorBox, ma non poteva proprio mancare in questa rassegna di restomod Ferrari. Parlo della 328 GTS modificata dall'americana Casil Motors (la stessa che vuole rilanciare la Edonis), che per il suo bodykit ha tratto evidentissima ispirazione dalla Ferrari 288 GTO del 1984: l'auto dalla cui evoluzione, nel 1987 nascerà la Ferrari F40. Al frontale spiccano i quattro fendinebbia ai lati della calandra e il profilo paraurti verniciato in tinta con la carrozzeria. Le fiancate sono allargate con nuove pannellature in carbonio e kevlar e al posteriore è stato aggiunto un diffusore in alluminio. Mancano prese d'aria ai lati della coda e il tetto targa non è mai stato installato sulle GTO originali, ma tant'è: forse chi non ha a disposzione i milioni che servono per l'originale potrebbe accontentarsi della copia. La meccanica? Stravolta, al pari della carrozzeria, con sospensioni ad aria regolate per un assetto ribassatissimo e con una campanatura molto accentuata: tanto che le ruote Rotiform calzate da gomme Toyo sono parzialmente fagocitata dai passaruota. Sotto al cofano, il V8 di 3,2 litri che originariamente erogava circa 270 CV è stato potenziato fino a 400 cavalli, mentre il cambio manuale a 5 marce rimane quello di serie. Superba opera di affinamento come le Porsche rivisitate da Singer o terribile e irrispettoso accrocco che mortifica un'auto originariamente elegante? Via al dibattito...

Ferrari 328 BB3X8 FDP by Casil Motors, vista 3/4 anteriore


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