Autore:
Andrea Minerva

LE PAGELLE Il Rally di Turchia, undicesima prova del Mondiale Wrc 2019, è stata una gara sofferta, combattuta, ricca di colpi di scena che l’hanno contrassegnata dall’inizio alla fine. Chi non ha avuto problemi nel gestire le difficoltà di questo rally è stato il Citroen Total World Rally Team che dopo una fase di campionato abbastanza avara di risultati e soddisfazioni, escluso il secondo posto di Lappi in Finlandia, in Turchia ha ritrovato efficienza, grip, trazione e velocità, consentendo a Sébastien Ogier e a Esapekka Lappi di ottenere il primo e il secondo posto assoluto; una doppietta travolgente, che ha permesso in particolare a Ogier di riavvicinarsi alla vetta del Mondiale. Il podio del Rally di Turchia è stato completato dal terzo posto del norvegese Andreas Mikkelsen con la Hyundai i20 coupé Wrc Plus. Due, invece, gli episodi fondamentali: il guasto all’unità di controllo del motore patito dalla Toyota Yaris Wrc Plus del leader del Mondiale Ott Tanak, che ha costretto il pilota estone al ritiro, e l’uscita di strada di Thierry Neuville con la Hyundai I20 coupé Wrc Plus. Tanak se l’è cavata vincendo la Power Stage e guadagnando comunque 5 punti, Neuville invece non è andato oltre l’ottavo posto e la seconda migliore prestazione nella Power Stage. E ora, come sempre, le pagelle del Rally di Turchia.

SEBASTIEN OGIER: La disfatta di agosto in Germania l’aveva fatto uscire dai gangheri, non più disposto a dispiegare sorrisi laddove la C3 Wrc Plus perseverava nel mostrarsi più bisbetica, che domata. Così l’approdo della flotta francese sulle coste turche aveva assunto toni piuttosto flemmatici, con buona pace dei proclami di vittoria. Poi succede che tutto fila per il verso giusto, che un’improvvisa tranquillità cala nell’abitacolo e Séb, che di mondiali ne ha vinti già sei, consecutivi, uno dietro l’altro come i soldati in parata, può finalmente lasciar volare il proprio talento: sulle pietre, sulla polvere, sulle tensioni accumulate negli ultimi mesi. Anche il suo compagno di squadra va forte, tanto, ma la “ragion di Stato” impone che Ogier abbia la precedenza e così il podio di Marmaris si veste dei colori della vittoria. In particolare, il capolavoro il campione francese lo realizza nella seconda tappa, montando, unico a farlo, le gomme Medium per affrontare, e anche vincere, la prova più lunga del rally: coraggio e perfezione. A tre gare dalla fine del Mondiale Wrc, da generale di un esercito in ritirata, Séb è ora invece tornato ad essere il rapace infallibile, quello che le emozioni le congela, capace di aspettare la preda fino alla fine, fino al momento giusto. Non vorremo aver creato allarmismi, ma Tanak dovrà stare attento, molto. Ogier, di nuovo extraterrestre. VOTO: 9

ESAPEKKA LAPPI: Che poi viene da chiederselo, sì dai, non si può resistere: come può un’espressione così bonaria, da “i biscotti li ho rubati io”, trasformarsi in un ghigno satanico da talento assoluto del Wrc? Bho, impossibile dirlo. Resta la sostanza, però. E tanta. Esapekka trae giovamento dall’eccellente stato di salute della C3 Wrc Plus e scorre sul manto pietroso delle Rally di Turchia come fosse il tapis-roulant della palestra sotto casa. Accarezza l’idea della vittoria ma quando Ogier torna a farsi sotto, in cuor suo sa che è finita, sa che sarà obbligato a farsi da parte per consentire al compagno di squadra di conquistare tanti punti, fondamentali nella lotta per il Titolo piloti. E poi, Citroen non vuole correre rischi, non vuole gettare al vento una doppietta insperata. Da questo momento Esapekka sembra disunirsi, e nella penultima prova del rally quasi appende la C3 Wrc ad un albero manco fosse un addobbo natalizio. Ma è solo un attimo di paura, poi la torna la consapevolezza di uno splendido secondo posto, e di una fase finale della stagione molto positiva, in crescendo. Finalmente ritrovato. VOTO: 8.5

THIERRY NEUVILLE: Ecco, arriva, arriva, ce la fa, ce la fa….e no, invece no. Pazienza, sarà per la prossima volta. E’ come un criceto che corre sulla ruota il pensiero che frulla nella testa del pilota belga di Hyundai Motorsport. In Turchia l’occasione era ghiotta, ghiottissima; Tanak appiedato e la Hyundai i20 Wrc Plus veloce e consistente. Non sarebbe stato facile, ma c’era almeno da giocarsela con quelli di Citroen. Poi Thierry s’infila in una nuvola di polvere alzata da chi lo precede, e una pietra lo aspetta al centro della strada (sarà mica la stessa della Germania??!!), da qui l’effetto catapulta che proietta la I20 Wrc giù di lato, alla destra della strada. E lì non c’è nemmeno il pubblico, la “compagnia della spinta” sta da un’altra parte, si affaccia solo un recalcitrante commissario di percorso che con la lena di un bradipo dà una mano ai malcapitati Neuville e Gilsoul. Ecco, che cosa dire? Se non fosse stato per questo episodio, la gara del pilota belga sarebbe stata quasi perfetta, considerando poi anche il secondo posto nella Power Stage. Sfortuna, errore? Difficile dirlo. Ma il treno del Mondiale corre via veloce e l’etichetta dell’eterno secondo aderisce sempre un po’ di più alla tuta di Neuville. Vedremo se saprà strapparla in tempo. Mesto. VOTO: 5.5

OTT TANAK: Nelle sue mani la Toyota Yaris Wrc Plus è a dir poco straordinaria; veloce, precisa, efficace e performante in tutte le condizioni, su tutti i terreni, affidabile anche….ah no, eh no, su questo il team Toyota Gazoo Racing ci sta ancora lavorando. E non è un dato di poco conto. Senza il cedimento dello sterzo durante la Power Stage in Sardegna, il guasto all’unità di controllo del motore in Turchia e il problema all’impianto frenante nel finale del Rally di Germania costato la probabile vittoria nella Power Stage, il buon Ott oggi sarebbe già con il Titolo mondiale piloti ben saldo tra le mani. E invece si ritrova ancora a fare a “tira e molla” con Neuville e soprattutto con Ogier. Sempre flemmatico come i licheni della tundra, questa volta Tanak ha invece fatto la faccia brutta e sbattuto i pugni sul tavolo, beh magari non proprio così, però se l’è giustamente presa con Toyota, congedando lo sfogo con poche ma granitiche parole: “così il mondiale non lo vinciamo”. Adesso i punti di vantaggio su Ogier sono 17, non proprio tantissimi ma nemmeno pochi, mentre Neuville è a 30 lunghezze di distanza. Tutto sommato, a tre gare dalla fine le cose non vanno quindi così male, ma l’incubo della scarsa affidabilità potrebbe togliere il sonno a chiunque. Intanto, Tanak c’ha messo del suo per limitare i danni, vincendo la Power Stage del “Turchia” e affrontando le quattro prove speciali finali senza nemmeno una ruota di scorta per ottimizzare al massimo il rapporto peso/potenza. Impavido, e incavolato. VOTO: 6-

RALLY DI TURCHIA – CLASSIFICA FINALE

1. OGIER (CITROEN C3 WRC PLUS)

2. LAPPI (CITROEN C3 WRC PLUS) +34.7

3. MIKKELSEN (HYUNDAI I20 COUPE’ WRC PLUS) +1.04.5

4. SUNINEN (FORD FIESTA WRC PLUS) +1.35.1

5. SORDO (HYUNDAI I20 COUPE’ WRC PLUS) +2.25.9

6. LATVALA (TOYOTA YARIS WRC PLUS) +2.59.1

7. MEEKE (TOYOTA YARIS WRC PLUS) +3.53.3

8. NEUVILLE (HYUNDAI I20 COUPE’ WRC PLUS) +5.34.8

9. TIDEMAND (FORD FIESTA WRC PLUS) +7.22.9

10. GREENSMITH (FORD FIESTA WRC PLUS) +15.18.7

CLASSIFICA MONDIALE WRC  - PILOTI (dopo il Rally di Turchia)

1. TANAK (TOYOTA)  210

2. OGIER (CITROEN)  193

3. NEUVILLE (HYUNDAI)  180

4. MIKKELSEN (HYUNDAI)  94

5. MEEKE (TOYOTA)  85

6. LATVALA (TOYOTA)  84

7. SUNINEN (FORD)  83

8. LAPPI (CITROEN)  80


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