Autore:
Andrea Minerva

LE PAGELLE Il rally di Spagna, penultima prova del Mondiale Wrc, ha incoronato Ott Tanak campione del mondo 2019. Il pilota estone ha concluso la gara con la Toyota Yaris Wrc Plus al secondo posto, alle spalle del belga Thierry Neuville (Hyundai), assicurandosi così i punti necessari per conquistare il suo primo Titolo iridato con una prova d’anticipo rispetto alla fine del campionato. Il momento decisivo è stata la Power Stage, nella quale Tanak ha realizzato un grandissimo tempo che gli ha consentito di conquistare i 5 punti supplementari destinati al vincitore di questa prova e allo stesso tempo di scavalcare lo spagnolo Dani Sordo (Hyundai) salendo così al secondo posto della classifica assoluta. Il rally di Spagna ha invece perso quasi subito l’altro pretendente al Titolo, ovvero il francese Sèbastien Ogier, che già nel corso della terza prova speciale del venerdì ha dovuto rinunciare alla possibilità di conquistare il settimo Titolo iridato a causa della rottura del servosterzo della Citroen C3 Wrc Plus. Ogier ha poi rimontato diverse posizioni ma il forte ritardo accumulato non gli ha consentito di andare oltre l’ottavo posto. Dopo 15 anni di ininterrotta egemonia francese, con le 9 vittorie di Loeb e i 6 successi di Ogier, il Campionato Mondiale Wrc cambia bandiera passando a quella dell’Estonia, grazie alla straordinaria impresa di Ott Tanak.

OTT TANAK: Il match point richiede freddezza, capacità di isolare i pensieri, un grado di concentrazione elevatissimo, tale da poter scacciare i timori di veder sfumare il traguardo all’ultimo momento. La strada sembra aumentare, i chilometri si moltiplicano, l’udito è teso a percepire ogni minima vibrazione, sintomo di una possibile rottura imminente, di un cedimento meccanico. Ma nulla di tutto questo è accaduto. La Toyota Yaris Wrc Plus è stata solida come un carro armato, e allo stesso tempo veloce come non mai. Risulta chiaro a tutti che Tanak ha realizzato un vero e proprio capolavoro nella Power Stage finale, quella che insieme al secondo posto gli ha dato i punti necessari per diventare campione del mondo, ma l’impresa vera e propria il pilota di Toyota Racing l’ha realizzata probabilmente nel corso della prima tappa, quando è stato costretto a partire davanti a tutti nella giornata connotata dalle prove su “terra”. Questa situazione poteva rivelarsi profondamente negativa ma Tanak si è difeso come un mastino, senza sbavature, senza errori, rimanendo vicino alle prime posizioni e mettendosi così nelle condizioni di dare vita ad una rimonta straordinaria, dal sapore “mundial”. Il suggello definitivo sono le sei vittorie conquistate quest’anno e una complessiva dimostrazione di forza che ha piegato piloti di grande prestigio e blasone. Nel destino una grande carriera e il sogno della vita realizzato. VOTO: 10 e lode

THIERRY NEUVILLE: La considerazione da “bar sport” è dietro l’angolo e noi ci cadiamo dentro con tutte e due le zampe. Una apologia del “se” e del “ma”.  Il primo “se” raccoglie tutte le partenze stentate che Neuville ha collezionato durante la stagione: una manciata di prove speciali prima di capire come far funzionare il set-up della Hyundai I20 Wrc Plus, e intanto gli altri ciao ciao. Poi qualche errore, e poi che le cose se vanno bene, vanno proprio tanto bene, ma l’altro lato della medaglia è qualche ko da far tanto male alla classifica. Della stagione di Neuville restano tre vittorie, l’ultima, a dir poco imperiosa, proprio in Spagna, e l’impressione ormai inossidabile che la velocità e il talento siano da primo della classe ma che per vincere un Titolo mondiale servano altra sostanza, e costanza. Col passare delle stagioni le possibilità si assottigliano, ma prima o poi chissà. Predestinato, in ritardo però. VOTO: 9

SEBASTIEN OGIER: Questa volta, almeno per un po', il sei volte campione del mondo si è lasciato rubare la scena….dalla consorte. E a far la differenza non è stata la chioma bionda. La signora Andrea Kaiser non le ha mandate a dire quando la Citroen C3 Wrc Plus ha lasciato a piedi il campionissimo Ogier come l’ultimo dei comuni mortali. Il “tweet” al vetriolo contro il team francese, reo di non essere in grado di mettere a disposizione del marito un bolide all’altezza delle aspettative iridate, ha mosso le acque che già non erano poco agitate. Ma così è, se vi pare, e anche no. Le possibilità di Ogier di vincere il mondiale erano scarsine, ma dover alzare bandiera bianca dopo le prime tre prove speciali è stato a dir poco frustrante. L’ottavo posto finale al Rally di Spagna e l’addio al mondiale Wrc, non che a quello che sarebbe stato il settimo Titolo iridato consecutivo, potrebbero pesare e non poco sul rapporto tra lo stesso Ogier e Citroen Racing. Ma di questo se ne parlerà più avanti. Quello che rimane è una stagione mai decollata e ancora un anno da spendere prima del ritiro. Finale mesto, ma non per colpa di Ogier. VOTO: 6         


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