Autore:
Andrea Minerva

LE PAGELLE Il Rally del Cile, sesto appuntamento del Campionato Mondiale Wrc, ha sancito la vittoria e il netto dominio di Ott Tanak e della Toyota Yaris Wrc Plus. Il pilota estone ha preso il comando della gara fin dalla prima tappa senza più cederlo fino alla fine, e soprattutto senza mai consentire a nessuno dei suoi avversari anche solo minimamente di avvicinarlo. Il podio è completato dal secondo posto di Sebastien Ogier con la Citroen C3 Wrc Plus e dal terzo di Sebastien Loeb, alla guida della Hyundai i20 Wrc Plus. I due pluricampioni del mondo francesi hanno duellato duramente, regalando a tutti gli appassionati uno spettacolo straordinario. Il colpo di scena più pesante dell’intero Rally del Cile è stato invece il rovinoso incidente capitato a Thierry Neuville e David Gilsoul, equipaggio di Hyundai Motorsport; per loro, fortunatamente solo qualche livido, e la perdita della leadership del campionato in favore di Ogier.

OTT TANAK Sontuoso, perfetto. Questa volta non ci sono forature di sorta, o peggio arrendevoli cedimenti meccanici della Toyota Yaris Wrc Plus. E l’estone dagli occhi di ghiaccio e dal sorriso limitato domina in lungo e in largo uno dei rally più complicati e difficili mai visti negli ultimi anni; perché il percorso era sconosciuto a tutti e perché le prove erano piene di insidie quanto una vasca affollata di piranha. Ma Ott viaggia veloce e sicuro, zero sbavature e perfetto controllo del ritmo di gara. Da manuale la pulizia di guida e la rendita perfetta delle traiettorie. Non dà mai l’impressione di esagerare ma il cronometro è sempre dalla sua parte, anche nella Power stage finale, vinta di forza e autorità. Prima di questo Rally del Cile era nel girone di quelli “anche questa volta vinciamo la prossima”, dopo questo Rally del Cile è invece secondo in classifica a 10 punti dal leader Ogier. Il ritiro di Neuville è complice della rimonta ma Tanak, quando non ci si mette la sfortuna, ama fare il bottino pieno: due vittorie, in Svezia e Cile, e in entrambi i casi l’en plein di 30 punti. Rigenerato. VOTO: 10

SEBASTIEN OGIER Prima di arrivare in Cile si era detto preoccupato del possibile ripetersi di qualche “problemino” per la sua C3 Wrc Plus, con la quale non si trova sempre a proprio agio, anche nelle gare su terra. Le prime fasi del rally sudamericano sembrano confermare che le cose vanno bene, ma non benissimo. Di andare a prendere Tanak proprio non se ne parla ma quando si tratta di ingaggiare la battaglia con l’altro “grande” di Francia, alias Sebastien Loeb, la musica cambia, tanto, parecchio. A tre prove speciali dalla fine Ogier si ritrova il rivale incollato alle spalle con il mastice: 1 secondo e niente più. Ed è qui, nella prova a detta di tutti i piloti più ardua del rally, la numero 14, che il pilota di Citroen racing sfodera la prestazione fenomenale, un crono “monstre”, pazzesco, che zittisce la concorrenza e gli regala il secondo posto non che la leadership della classifica di campionato. Anche quando non tutto fila liscio, Ogier raggranella pure le briciole. Solido. Indistruttibile. VOTO: 9

SEBASTIEN LOEB: Le prestazioni al di sotto del blasone, fornite fino ad oggi con la Hyundai i20 Wrc Plus, avevano dato adito a qualche sospetto, mai del tutto dichiarato. Insomma, che Loeb dopo la più straordinaria carriera mai messa insieme da un pilota di rally, nove titoli mondiali, avesse iniziato a cedere un po’, un lieve ma presente declino. Colpo di spugna ed eresie subito cancellate. Al Rally del Cile, Sua Maestà è tornato a guidare da par suo: velocità, ritmo, nessuna sbavatura grave, grande tensione agonistica e pressione psicologica sugli avversari. Poi a rispondergli dall’altra parte c’era un altro “cagnaccio” pari a lui, tale Ogier, e il secondo posto se n’è andato, ma questo nulla toglie ad una prestazione maiuscola di Loeb, all’altezza appunto del blasone. Terzo, mastino, eterno. VOTO: 8,5

THIERRY NEUVILLE Prima di tutto meno male che gli Dei del rally hanno guardato giù verso il Cile al momento giusto, perché uscire incolumi da quella carambola nella ottava prova speciale non era sinceramente del tutto scontato. Detto questo, e abbracciando forte Neuville e il suo copilota Gilsoul, non si può fare a meno di sottolineare che il “botto” è costato caro al pilota belga di Hyundai Motorsport: da primo a terzo nella classifica di campionato. Nulla è perduto, ci mancherebbe, ma l’errore, che pare sia stato innescato dalle note troppo ottimistiche, almeno a detta dello stesso Neuville, per ora ha un peso considerevole. Urge reagire in tutta fretta, soprattutto dal punto di vista psicologico, già a partire dal prossimo rally del Portogallo per non incappare anche quest’anno in un’altra delusione. In corsa, frastornato ma incolume. VOTO: 5,5


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