Autore:
Andrea Minerva

TOUR DE CORSE AI RAGGI X Dopo ogni rally, qualunque sia stato il risultato, è indispensabile analizzare i dati della gara, il livello delle prestazioni, il comportamento delle gomme e del set up. Tutto questo in vista dei prossimi appuntamenti del Campionato Mondiale Rally WrcIl “Tour de Corse”, disputato lo scorso weekend, ha fornito certamente molti elementi sui quali riflettere anche per il Citroen Total World Rally Team che è ritornato dalla trasferta in Corsica con il posto di Ogier e Ingrassia e il di Lappi e Ferm. La Citroen C3 Wrc si è difesa egregiamente lungo le insidiose e infide prove speciali di questa gara da sempre rispettata e temuta, ma non ha indubbiamente espresso tutto il suo potenziale tecnico. Per tornare a vincere una gara su asfalto servirà probabilmente qualcosa di più, una maggiore velocità e un assetto che dia maggiore confidenza e fiducia ai piloti. Ma il tempo per lavorare non mancherà di certo, i prossimi rally su asfalto previsti dal calendario del Mondiale Wrc saranno infatti in Germania e Spagna, in agosto il primo, addirittura in ottobre il secondo. Ora, vi proponiamo l’analisi del “Tour de Corse”, in chiave Citroen, da parte di una voce a dir poco autorevole, quella del direttore di Citroen Racing, Pierre Budar, al quale abbiamo posto due domande.

PIERRE BUDAR (Direttore di Citroen racing): 

Qual è il bilancio di questo Tour de Corse? 

"Il bilancio è positivo perché confermiamo la nostra seconda posizione nella classifica provvisoria dei campionati piloti e costruttori. Ovviamente non possiamo essere soddisfatti del nostro livello di prestazioni del weekend. Ci è sempre mancato qualcosa rispetto agli altri. Faremo subito un'analisi approfondita per capire il motivo di questa prestazione, per ritrovare nei prossimi appuntamenti in Germania e poi in Spagna quella che era la nostra competitività su asfalto. Vorrei comunque sottolineare la reazione della squadra nella difficoltà: non ha mai mollato e ha sempre cercato di fornire tutte le soluzioni possibili ai nostri equipaggi. Abbiamo fatto progressi durante il weekend ed è con questo stato d'animo che continueremo a lavorare per ritornare ad essere più forti."

Come giudica la prestazione dei suoi equipaggi?

"La caratteristica dei grandi piloti è quella di sapere reagire anche quando non ci sono tutte le condizioni per essere competitivi. Un campionato si vince ottenendo un risultato come questo in un weekend difficile. Sébastien e Julien lo sanno bene e hanno dato ancora una volta prova della loro eccezionale capacità di non darsi mai per vinti. Questo è innanzitutto il loro podio, sono andati a cercarselo lottando nella Castagniccia e mostrandosi molto regolari nelle altre prove. Anche Esapekka e Janne si sono comportati bene, hanno solo meno esperienza di questo tipo di situazioni, ma sono convinto che quando forniremo loro una vettura all'altezza ritroveranno la velocità massima di cui hanno già dato prova."

PROVA D’ALTRI TEMPI Uno dei momenti salienti del Rally “Tour de Corse” è stata la prova speciale della “Castagniccia” dal chilometraggio decisamente insolito per i rally di oggi, con i suoi ben 47km e 180 metri. Una distanza ben superiore rispetto alla percorrenza media delle prove Wrc. Nei due passaggi di questo tratto cronometrato Sebastien Ogier e Julien Ingrassia sono riusciti a fare la differenza ottenendo due ottime performance, decisive per risalire la classifica. Un risultato dovuto non solo al riconosciuto talento del sei volte campione del mondo e alle prestazioni della C3 Wrc ma anche al grande e indispensabile lavoro svolto dall’apripista dello stesso Ogier, ovvero Simon Jean-Joseph che ci racconta come è stato gestito uno dei momenti salienti dell’intero weekend di gara del Tour de Corse.

SIMON JEAN-JOSEPH (apripista di Sebastien Ogier):

«Per noi che facciamo gli apripista, i due passaggi nella Castagniccia erano le uniche due speciali in cui abbiamo dovuto fare molto lavoro di correzioni in questo week-end. Al di là del talento puro, della combattività, della determinazione di Seb e Julien, penso che il loro punto forte sia il loro sistema molto preciso di presa delle note. In queste condizioni difficili e di pista sporca, ci sono delle variazioni nella descrizione della strada che permettono loro di mettersi al sicuro e di esprimere appieno tutto il loro potenziale. Noi apripista dobbiamo sentire le situazioni, mettere le correzioni nel posto giusto, senza sovraccaricare le note. Ma dietro, c'è un'impresa da parte di Julien per arrivare a dettare tutte le sfumature vista la velocità a cui si corre, e la grande capacità di Sébastien di riuscire a recepire tutte queste informazioni.»


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