Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 04/01/2020 ore 10:00

RIPARTE LA DAKAR Sono passati ormai più di dieci anni dall’ultima volta in cui la Dakar si è chiusa nella capitale del Senegal. Nel corso del tempo, il rally raid più prestigioso del panorama motoristico ha cambiato connotazione perché non parte più dall’Europa (sebbene i nostalgici continuino a chiamarlo “Parigi-Dakar”) e ha forse perso il fascino di un tempo. Gli organizzatori sono però rimasti sempre gli stessi – i transalpini di ASO che, tra le altre cose, gestiscono il Tour de France e la Vuelta a Espana – così come le insidie di una corsa che, anzi, negli scorsi anni in Sudamerica, è persino sembrata ancora più dura per uomini e mezzi meccanici. E il 2020 promette un nuovo ribaltone con un’edizione attesissima per i suoi protagonisti e per un percorso (quantomeno geograficamente) più vicino alle origini.

Dakar 2020, il percorso dell'edizione di quest'anno [Foto: ASO]

VIA DA JEDDAH La Dakar di quest’anno si correrà infatti non più tra i deserti, i fiumi e le impervie foreste disseminate tra Perù, Bolivia, Argentina, Cile e Colombia (tanto per citare i Paesi toccati dalle ultime edizioni), ma tra gli aridi paesaggi dell’Arabia Saudita. La partenza sarà data domani, 5 gennaio 2020, da Gedda per una tappa da 319 chilometri cronometrati che porterà auto, moto, camion e quad a percorrere una prima fase di corsa dedicata ai terreni rocciosi più che alla sabbia del deserto. Dopo il giorno di riposo a Riad, previsto per l’11 gennaio a spezzare la gara in due tronconi da sei tappe, la Dakar entrerà davvero nel vivo. E lo farà ovviamente nel Deserto arabico, degno successore del Sahara protagonista del percorso storico, prima di concludersi a Qiddiya, località turistica a 30 minuti dal centro di Riad.

OCCHI SU ALONSO Dicevamo di un’edizione attesissima e non solo, evidentemente, per via del cambio di location rispetto agli ultimi anni. Ad accendere i riflettori sul rally raid più duro del mondo c’è infatti la partecipazione del due volte campione del mondo di Formula 1, Fernando Alonso. Lo spagnolo si siederà al volante della Toyota Hilux navigato dal connazionale Marc Coma, un’altra celebrità del motorsport, che la Dakar l’ha portata a casa ben cinque volte (ma da pilota, in sella a una Ktm).

Dakar 2020, la Mini di Carlos Sainz [Foto: ASO]

GLI ALTRI L’ex Ferrari, Renault e McLaren dovrà però vedersela con dei veri e propri specialisti come il compagno di brand Nasser Al-Attiyah, l’amico Carlos Sainz (campione del mondo Rally e papà dell’attuale pilota di F1), Nani Roma o la leggenda Stephane Peterhansel. Toyota contro Mini come nella passata edizione, con Sebastien Loeb grande assente dopo il terzo posto (da privato con Peugeot) della scorsa stagione. Tra le moto sarà invece sfida tutta casalinga con le Ktm del team Red Bull super favorite: il vincitore uscente, Toby Price, dovrà ben guardarsi le spalle dal compagno-rivale Matthias Walkner, sul gradino più alto del podio nella stagione 2018. Che la sabbiosa sfida abbia inizio…


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