Autore:
Salvo Sardina

RICOMPENSA Il motorsport toglie, il motorsport dà. È quanto è successo nell’ultima settimana anche a Jean-Eric Vergne, costretto da un problema tecnico a dire addio a una vittoria nella 24 Ore di Le Mans che sembrava ormai quasi in cassaforte, ma poi premiato con un weekend decisamente positivo nella tappa Formula E di Berna. Il ventinovenne francese ha infatti portato la sua Ds Techeetah in pole position tra le strette stradine dell’insidioso circuito elvetico, difendendosi poi in gara dagli attacchi della Jaguar di Mitch Evans, che eppure c’ha provato in tutti i modi a conquistare la seconda vittoria della stagione.

STANCHEZZA Ad avere la meglio è stato invece un Jev bravissimo a mantenere freddezza e lucidità, nonostante i grandi sforzi dei 7 giorni precedenti: “È stato un weekend davvero molto difficile. Dopo aver perso la 24 Ore di Le Mans, ero stanchissimo dal punto di vista delle energie mentali, ma sono dovuto andare al simulatore già lunedì mattina senza neppur aver dormito bene. È stata abbastanza dura, ma devo dire che il team mi ha aiutato a massimizzare il risultato dandomi sin da subito una macchina fantastica grazie all’ottima preparazione che ha preceduto la gara di Berna”.

QUALIFICHE DETERMINANTI A essere decisiva su un tracciato veloce ma dalla carreggiata molto stretta, non poteva che essere la qualifica. Ed è stato proprio in Q1 e poi nella Superpole che il pilota Ds è riuscito a porre le fondamenta per il terzo successo stagionale: “La macchina era fantastica specie in qualifica, mentre in gara avevo invece un po’ di sottosterzo e non credo di essere stato il più veloce. Probabilmente eravamo più lenti di Mitch, ma dall’altro lato non ho voluto prendere rischi, specie con la pioggia. Quando è arrivata, negli ultimi minuti, davvero non ci potevo credere… È stato molto complicato e l’ho presa con grande cautela, in ottica campionato preferivo arrivare secondo piuttosto che andare contro il muro”.

SOGNI IRIDATI Con la vittoria in Svizzera, Vergne ha conquistato intanto il trofeo Voestalpine per le gare europee, che veniva assegnato sulla base di un “medagliere” analogo a quello utilizzato nelle Olimpiadi. Vietato, però, parlare di lotta per il titolo ormai conclusa, nonostante i 32 punti di vantaggio sull’Audi di Lucas Di Grassi: “Non mi sento in una situazione confortevole perché niente è confortevole in Formula E. Abbiamo ancora nella mente quello che è successo a Seb Buemi (nel 2017, ndr) quando aveva un gran vantaggio e poi ha perso il campionato all’ultima gara. Non è ancora fatta, tutto può cambiare velocemente anche se è bello arrivare a New York con un vantaggio più ampio rispetto a quello dello scorso anno. Ma non ci sto pensando troppo, resterà intatta l’intenzione di vincere la gara e di fare al meglio il mio lavoro”. I due appuntamenti conclusivi del campionato Formula E si terranno a New York nel weekend del prossimo 14 luglio e assegneranno gli ultimi 58 punti a disposizione.


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