Autore:
Giulio Scrinzi

DI NUOVO IN INGHILTERRA Dopo aver dato il massimo sul Circuit Park di Zandvoort, il World's Fastest Gamer, concorso indetto dalla McLaren per la ricerca del pilota virtuale più veloce del web, è tornato in quella parte del mondo da dove tutto era iniziato. La terza tappa, infatti, è stata allestita di nuovo sul circuito di Silverstone, tuttavia con una piccola differenza: stavolta il layout utilizzato non era quello GP dove corre la Formula 1 e la MotoGP, ma piuttosto la stretta variante International. Credete che sia stato più facile fare un buon tempo in questo terzo appuntamento? Ecco, vi sbagliate di grosso...

CIRCUITO A METÀ La variante International del circuito di Silverstone è essenzialmente una parte della pista inglese destinata a competizioni differenti da quelle principali, come i Campionati GT o quelli delle vetture storiche. La sua lunghezza è di 2,979 km e comprende il settore iniziale con la curva Abbey e la Farm: poi, anzichè proseguire nella zona dello stadio, il nastro d'asfalto svolta verso destra con la Village e la Loop, una secca svolta di 90° che riporta sull'Hangar Straight e verso la bandiera a scacchi, passando per le conosciute Stowe, Vale e Club.

TUTTO TROPPO FACILE... La prima impressione che abbiamo avuto una volta tra i cordoli con la nostra McLaren 650S GT3 è stata quella di una pista fin troppo facile da interpretare. D'altronde il primo e l'ultimo settore sono quelli classici della variante Silverstone GP, mentre la novità è solamente la parte centrale. Dopo aver preso confidenza con il nuovo layout e aver trovato un ritmo abbastanza allegro, abbiamo cominciato a lavorare sul set-up: giù la pressione delle gomme e molti meno gradi all'ala posteriore, tanto per iniziare. E così... ecco subito un interessante 1'01''668 che ci è valso la 73esima posizione provvisoria.

CURVA MALEDETTA Da quel momento, però, è iniziata una vera e propria guerra non solo nei confronti del tempo finale sul traguardo, ma anche verso la curva Loop, quella 90° che, dopo innumerevoli tentativi, abbiamo capito che sarebbe stata determinante per firmare un best lap degno delle nostre capacità. Tutto, però, partiva dall'inserimento nella Village, da affrontare a tutto gas in terza marcia stando attenti a non centrare la buca nell'asfalto posta proprio di fronte a noi. E poi... eccola lì, la Loop: il segreto per non perdere velocità e uscire sull'Hangar Straight con un ottimo primo settore? Frenare (poco) in anticipo e inserire la nostra vettura con decisione lasciandola scorrere il più possibile, tenendo l'acceleratore ben puntato e andando contro l'istinto primordiale di alzare il piedino e di spostarlo sul pedale del freno.

ALLA RICERCA DEL COMPROMESSO In questo modo siamo riusciti ad abbassare costantemente il nostro hot lap di pochi centesimi alla volta, fino al punto in cui sembrava praticamente impossibile fare di meglio. Allora abbiamo dato un'occhiata al nostro set-up: la pista di Silverstone International presenta due settori, il primo e l'ultimo, dove bisogna tenere un assetto molto scarico, ma anche una parte centrale nella quale la stabilità e l'agilità in curva, al posto della velocità massima, sono essenziali.

MIGLIORAMENTO EVIDENTE Sulla base di queste considerazioni, abbiamo modificato leggermente i parametri concessi da rFactor 2 e siamo scesi nuovamente in pista: dopo diversi tentativi siamo riusciti a fermare il cronometro sull'1'01''382, pagando tuttavia circa 50 millesimi nell'ultimo settore a causa di un leggerissimo sbandamento in accelerazione nella curva Vale. Quest'ultimo sforzo, però, ci è valso la 117esima posizione assoluta su quasi 400 partecipanti e, cosa ancora più importante, un distacco di 1 secondo e 123 millesimi, decisamente ridotto rispetto agli scorsi appuntamenti. Bel lavoro, ma ora ci aspetta l'ultima prova, che si terrà sempre a Silverstone ma sul velocissimo layout National. Riusciremo a fare ancora meglio?


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