Autore:
Giulio Scrinzi

TUTTO NASCE DA UN SOGNO Quando all'inizio di maggio la McLaren ha messo in rete la notizia che avrebbe organizzato un concorso al fine di reclutare un pilota virtuale per il proprio team in Formula 1, quasi non ci credevo. Ho cominciato a informarmi e... era tutto vero! Con lo scopo di migliorare quella MCL32 che ha fatto tanto penare i due titolari Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne, qualche mese fa il team di Woking ha messo in palio un contratto di un anno per il “pilota più veloce del mondo” presso il McLaren Technology Center. Il lavoro? Da svolgere rigorosamente al simulatore: per tutti coloro che, come il sottoscritto, hanno sempre sognato fin da piccoli di diventare piloti di Formula 1, questa è stata subito un'opportunità da non lasciarsi scappare!

INFORMAZIONI AL CONTAGOCCE All'inizio, però, le informazioni disponibili sul sito ufficiale erano abbastanza scarse e non si capiva bene come sarebbe stata allestita la competizione. Dopo qualche settimana... ecco tutte le risposte: il concorso si sarebbe svolto su più piattaforme, prima su Xbox One, poi su PC e infine anche in ambiente mobile. Sulla console Microsoft sarebbe stato utilizzato il videogioco Forza Motorsport 6 con la splendida McLaren 570S GT4, mentre l'utenza PC avrebbe battagliato su rFactor 2, simulatore “duro e crudo” con il quale correre con la 650S GT3 del Trofeo Blancpain. Tutti i possessori di smartphone, per finire, avrebbero avuto un'ulteriore chance con il gioco Gear.Club: l'obiettivo? Far segnare il giro più veloce in assoluto su tre distinti percorsi appositamente preparati per l'occasione.

QUATTRO TAPPE Non avendo personalmente una Xbox One e dopo qualche tentativo con Gear.Club sul mio LG, ho deciso di puntare tutto sulla sfida con rFactor 2. Questa è stata articolata in quattro appuntamenti ben distinti, tutti successivi al GP d'Inghilterra della Formula 1. Con le iscrizioni aperte a partire da inizio agosto, il primo round è stato quello sul circuito di Silverstone GP, lo stesso dove corrono veramente la F1 e la MotoGP. A seguire ci sarà la tappa di Zandvoort, nel weekend del 20 agosto, mentre le rimanenti due gare saranno allestite di nuovo sul veloce tracciato inglese. La terza sulla variante International (27 agosto), mentre l'ultima su quella National (4 settembre).

COME I PILOTI VERI Il format scelto è stato organizzato su una settimana di prove libere, nella quale tentare di andare a caccia del tempo migliore in assoluto. Al termine di questi sette giorni al cardiopalma, i migliori 20 piloti sono passati alla fase successiva, quelle delle qualifiche: una vera e propria “Super Pole” contraddistinta da un unico giro lanciato da effettuare in una sessione dedicata che ha anticipato la gara vera e propria. Questa è organizzata sulla durata di 30 minuti, trasmessa in diretta web esclusiva e con tanto di classifica finale. Il pilota che avrà totalizzato il maggior numero di punti al termine dei quattro appuntamenti sarà incoronato Silverstone's Esport Champion e avrà diritto a un posto di finalista per l'evento definitivo di settembre presso il McLaren Technology Center. Niente male, vero?

PRIMI PROBLEMI Da appassionato di guida virtuale su Assetto Corsa con le più veloci monoposto della Formula 1, all'inizio ho fatto un po' di fatica ad adattarmi non solo al più “grezzo” rFactor 2, ma anche alla macchina che avrei dovuto utilizzare, la McLaren 650S GT3. Nelle settimane precedenti l'iscrizione ho fatto qualche prova con il simulatore della Kunos e non mi sembrava di andare così male... Poi sono passato a quello degli Studio-397: più dieci secondi sul mio miglior giro. Ma questo è stato nulla in confronto al problema che ho avuto con la pedaliera del mio G27: un bel giorno il pedale del freno, che già stava mostrando alcuni segni di cedimento, ha deciso di abbandonarmi definitivamente. Al panico iniziale (mancava pochissimo all'inizio delle prove libere del primo round) ho subito reagito improvvisandomi “meccanico virtuale”: smontando la parte incriminata, ho scoperto che il potenziometro del freno era praticamente fuso. Mentre aspettavo che mi arrivasse una pedaliera sostitutiva proveniente da un G29, ho avuto la brillante idea di invertire i cavi tra i pedali. Il risultato? Frizione KO, ma freno finalmente funzionante.

SI SCENDE IN PISTA Giovedì 3 agosto, ore 12: il mio esordio tra i cordoli di Silverstone. Un'occhiata veloce alla classifica dei tempi di coloro che hanno già provato i primi hotlap... Mio Dio, sotto l'1'58''! Ma quanto vanno veloci? Decido di partire con calma: carico di carburante per una decina di giri, setup di base. Il circuito lo conosco come le mie tasche, ma guidare una GT è ben diverso di una Formula 1. I primi riferimenti sono intorno al 2'04'', quindi molto alti. Poi mi accorgo di essere al volante senza nemmeno un aiuto elettronico. Nemmeno l'ABS! Vista l'eternità che mi separa dai più veloci, provo a mettere tutto al massimo... e subito scendo su un convincente 2'02''477. Niente male per essere il primo giorno!

SET-UP: QUESTO SCONOSCIUTO Ben presto, però, mi convinco che è il momento di dare un'occhiata a tutte le schermate di set-up della vettura che sto tentando di portare al limite. Su Assetto Corsa ho sempre usato i profili di base, già molto buoni e bilanciati... ma se stavolta voglio scendere ancora un po' e avvicinarmi ai migliori piloti virtuali del mondo, devo iniziare a smanettare un po' con inclinazioni degli alettoni, pressione, campanatura e convergenza delle gomme. Tutto è improntato sulla massima velocità, quindi dopo i primi tentativi porto tutti i valori all'estremo: e così scendo “facilmente” sul 2'00''877.

QUESTIONE DI TALENTO Da questo momento in poi mi accorgo di un aspetto fondamentale: con il set-up arrivo fino a un certo punto, poi, come nella realtà, si tratta di puro talento riuscire ad andare così veloci! Quando comincio a mettere mano alle sospensioni, alla taratura delle molle e alla barra anti-rollio... non ci capisco più nulla: noto che la mia McLaren va più lenta sia che ammorbidisco, sia che irrigidisco l'intero pacchetto a mia disposizione. Allora cerco di affinare la mia guida, aprendo prima l'acceleratore e raddrizzando in anticipo il volante per non perdere troppa velocità. Curo anche le traiettorie, ma le esse che vanno dalla Maggots, alla Becketts e che culminano con la Chapel sono micidiali. Mi pongo l'obiettivo di andare sotto il muro dei 2 minuti. Dopo un paio di giorni di tentativi, finalmente riesco nel mio intento: 1'59''987.

ALLA PROSSIMA PUNTATA Dopo questo mio ultimo hotlap non sono più riuscito a migliorare: ho provato in continuazione, ho tentato di ritornare a modificare i valori di compressione e rimbalzo degli ammortizzatori, ma nulla. Poco male, perchè con il mio tempo sono arrivato 248esimo su oltre 1000 partecipanti a questa competizione. Ed è solo la prima tappa! Ora tocca al secondo round sullo stretto circuito di Zandvoort, pista situtata in una stazione balneare sulla costa olandese del Mare del Nord. Ben diverso, quindi, dal velocissimo tracciato di Silverstone. Rimanete sintonizzati: prossima settimana scopriremo com'è andata! 


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