Pubblicato il 20/03/2020 ore 10:30

ASSENZA RUMOROSA Nell'incontro tenutosi ieri tra i boss dei 10 team, la F1 e Liberty Media per decidere il rinvio al 2022 dei nuovi regolamenti attesi inizialmente per il 2021, spiccava l'assenza di Toto Wolff. A rappresentare la Mercedes, infatti, c'era il direttore tecnico James Allison. Un dettaglio che ha scatenato nuovamente le indiscrezioni circa un possibile divorzio tra l'austriaco e le Frecce d'Argento, con sullo sfondo l'ingombrante figura di Lawrence Stroll.

F1: Lawrence Stroll (Racing Point), Toto Wolff (Mercedes) e Bernie Ecclestone

LE MANOVRE DI STROLL Il papà di Lance ha recentemente comprato, e poi aumentanto ulteriormente, la sua partecipazione nella Aston Martin, glorioso marchio che il prossimo anno in F1 darà il nome all'attuale Racing Point, già di proprietà del milionario canadese. Si è spesso detto che dietro l'operazione ci sarebbe il contributo anche di Wolff e a Melbourne, in occasione del GP Australia poi cancellato, circolava la voce di un possibile incarico per Toto come CEO dell'Aston Martin. Voce poi alimentata dallo scontro tra lo stesso Wolff e Ola Kallenius, numero 1 di Mercedes-Benz, il quale avrebbe costretto la scuderia di F1 a schierarsi contro lo svolgimento della gara dell'Albert Park, in aperto contrasto con quella che era l'opinione del boss della scuderia.

LE CONSEGUENZE Secondo quanto riferiscono i media inglesi, Wolff e Stroll avrebbero inoltre viaggiato assieme di ritorno dall'Australia. Un triangolo, questo che coinvolge i due più la Mercedes, a cui guarda sicuramente con interesse Lewis Hamilton. Il sei volte campione del mondo, infatti, ha più volte ribadito che un aspetto fondamentale per la sua permanenza con le Frecce d'Argento è rappresentato dalla presenza di Wolff. La partenza dell'austriaco potrebbe aprire clamorosi scenari per il mercato piloti, riaccendendo le fantasie scatenate dai contatti tra Hamilton e la Ferrari avvenuti nel corso del 2019.


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