Pubblicato il 24/11/20

LOTTA PER IL TERZO Nonostante i problemi che hanno impedito alla Ferrari di esprimersi ai più alti livelli nella lotta per il titolo mondiale, la crescita della Scuderia di Maranello in questo 2020 avido di soddisfazioni è stata lenta ma costante. Dopo aver toccato il punto più basso a livello prestazionale nel trittico di gare a Spa, Monza e Mugello, gli ingegneri del Cavallino hanno introdotto tanti piccoli correttivi al progetto SF1000, che oggi permettono a Charles Leclerc e a Sebastian Vettel di rilanciarsi nella battaglia con Racing Point, McLaren e Renault per il terzo posto nella classifica costruttori. Riuscire nell’impresa sarà tutt’altro che semplice considerando lo stato di forma delle rivali, ma le prestazioni in crescita sono anche la dimostrazione che, a parità di motore “castrato” dopo il discusso accordo segreto con la Fia, non era solo la power unit il problema della scuderia di Maranello.

F1 GP Turchia 2020, Istanbul: Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) sul podio

MOTORE PROMETTENTE Con entrambi i titoli mondiali già assegnati alla Mercedes e a Lewis Hamilton, l’attenzione inevitabilmente si sposta al 2021, anno in cui la Rossa, pur con numerose limitazioni sul lato telaio, potrà contare su una power unit tutta nuova che dovrebbe – almeno nelle intenzioni e nelle speranze dei motoristi – colmare parte del gap visto in questa stagione. E mentre il team principal Mattia Binotto spiega che il nuovo propulsore Ferrari per il momento dà risposte incoraggianti sui banchi prova, Sebastian Vettel conferma che i problemi della SF1000 (e, dunque, anche della diretta discendente del prossimo anno) non sono correlati solo al deficit in termini di cavalli.

F1 GP Turchia 2020, Istanbul: Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) dopo il traguardo

RESISTENZA ALL’AVANZAMENTO In un’intervista concessa a Globo dopo il podio che lo ha visto uscire tra gli assoluti protagonisti del weekend di Istanbul, Vettel ha infatti spiegato le ragioni di un’annata così balorda sul piano della competitività rispetto alle rivali designate di inizio stagione: “Sì, in termini di motore abbiamo perso un po’ di performance rispetto allo scorso anno. Riguardo alla macchina, credo che quella di quest’anno sia un piccolo passo in avanti su quella del 2019. In quella stagione, però, la monoposto era molto efficiente perché riuscivamo a generare carico aerodinamico senza però troppa resistenza all’avanzamento. Nel 2020, invece, abbiamo più downforce, ma anche molto più drag e questo è stato un grosso problema per noi”.


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