AL CENTRO DELLE DISCUSSIONI Oltre che in pista, nelle ultime settimane Max Verstappen ha fatto parlare di sé anche per alcune sue dichiarazioni. Nel mirino, in particolare, Lewis Hamilton e la Ferrari, con esternazioni che gli hanno attirato non poche critiche, anche dalla stampa olandese. Il pilota della Red Bull è tornato su questi argomenti nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel corso di un evento di presentazione dello sponsor Next.com.

TROPPO DIRETTO "Nessuno è un robot: tutti commettono errori, soprattutto quando si è al limite. A volte è bene sbagliare: porti a casa lezioni - ha dichiarato Verstappen parlando dei suoi errori in pista - Probabilmente sono troppo onesto. E troppo diretto". Un'affermazione a cui ricollegarsi per parlare delle recenti dichiarazioni contro la Ferrari, che hanno provocato anche un duro faccia a faccia tra Mattia Binotto e Chris Horner: "È un argomento sensibile, non ci torno sopra. Preferisco guardare avanti: ora penso al Gp del Brasile - dribbla Verstappen che, per restare in ambiente Ferrari, risponde poi a una domanda sulla rivalità con Charles Leclerc - Non è diversa da quella che ho con altri colleghi, anche se conosco Charles da più tempo. È un gran talento, ha la chance formidabile della Ferrari e mi aspetto di lottare a lungo con lui. Siamo giovani e questo è un bene per la F1: stanno arrivando le nuove generazioni, dovete tifare per noi a meno che pensiate che non sia noioso vedere Lewis arrivare sempre primo".

F1 2019: Charles Leclerc (Ferrari) e Max Verstappen (Red Bull)

NESSUN LITIGIO A proposito di Hamilton, tra i due negli ultimi tempi c'è stata qualche scintilla, sia in pista sia davanti ai microfoni. Il sei volte campione del mondo ha rivelato di aver cercato di fare pace con il collega e ora Verstappen fa altrettanto, negando di aver dichiarato che Lewis non è nulla di speciale: "Non è vero, semmai ho sostenuto che è molto speciale e che è uno dei migliori di sempre. Ma ho aggiunto che ognuno di noi dipende dalla macchina che guida. Se Alonso fosse stato su una Mercedes avrebbe vinto il Mondiale. La fortuna conta: arrivi in un team e questo diventa dominante. Oppure vai in una squadra nel momento sbagliato e non riesci a vincere; ma non significa che non vali". Il 22enne olandese poi ha aggiunto: "Non ho mai litigato. Ci siamo parlati, ho rispetto per lui. Ci siamo impegnati a risolvere le questioni tra di noi, lontano da orecchie indiscrete".

CRESCITA E LEALTA' Verstappen quest'anno ha vinto due gran premi, vivendo un periodo particolarmente competitivo prima della sosta estiva. Il rendimento di quest'anno però non lo soddisfa appieno: "Io voglio il Mondiale: non l’ho conquistato, quindi la risposta alla domanda se sono soddisfatto della stagione è no. Lo dico nonostante 2 successi, 5 podi minori e, all’inizio, una buona continuità basata su quarti e quinti posti. Sono costantemente in crescita, però perfino quando vinci puoi fare meglio. Un tempo era papà a farmi notare gli errori, oggi provvedo da solo. E pensare che non concordavo quasi mai con lui...". Nonostante una Red Bull dimostratasi ancora terza forza del campionato, Verstappen ribadisce la sua fiducia nel team che l'ha cresciuto: "Sono felice di dove sono e voglio vincere con la Red Bull: è il team che mi ha permesso di entrare in F1, c’è un senso di lealtà nei suoi confronti. Qui mi sento a casa: non ipoteco il futuro, ma oggi è così".


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