Pubblicato il 22/07/20

FERRARI, SI CAMBIA! Il magrissimo bottino raccolto nelle prime tre deludenti gare della stagione, ha imposto alla Ferrari di cambiare. Un giro di vite nell’organizzazione interna della Scuderia, che abbandona così la struttura “orizzontale” tanto voluta da Sergio Marchionne, che aveva cominciato a scricchiolare proprio due anni fa con la scomparsa del presidente. Una discesa continua, fino a oggi: niente più organizzazione ideata per incoraggiare le seconde e terze linee, ma una scala gerarchica nella catena di comando che prevede un chiaro responsabile per ogni settore tecnico, coordinati ovviamente ancora dal team principal Mattia Binotto.

F1 2019, Enrico Cardile, aerodinamico della Ferrari

GLI UOMINI Al vertice del neonato dipartimento tecnico “Performance Development” (letteralmente “Sviluppo prestazionale”) è stato promosso l’ingegnere aerodinamico Enrico Cardile, già papà insieme a David Sanchez del progetto della Ferrari SF1000. Inalterate le altre competenze, con Enrico Gualtieri a capo dei motoristi e Laurent Mekies confermato nel ruolo di Direttore Sportivo del Cavallino, mentre Simone Resta – il cui nome era un po’ sparito dai radar nell’ultimo periodo dopo il ritorno in organico in seguito alla (breve) parentesi Alfa Romeo – continua il proprio lavoro come responsabile dell’area Ingegneria Telaio.

F1 2019, Enrico Cardile e Laurent Mekies (Ferrari)

PARLA BINOTTOCome anticipato nei giorni scorsi – ha commentato così il team principal Mattia Binotto – siamo intervenuti sulla struttura organizzativa dell’area tecnica in modo da rendere più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura. C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’Azienda in questo gruppo tecnico. L’area affidata a Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo delle prestazioni. Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l’asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area”.

GP Austria 2020, Spielberg: Mattia Binotto (Ferrari)

NUOVO CICLO La novità nell’organigramma è voluta per gettare le basi per l’apertura di un nuovo ciclo, che deve necessariamente avere nel 2022, anno in cui saranno introdotti i nuovi rivoluzionari regolamenti tecnici, il proprio obiettivo fondamentale: “Abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo. È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo”. Sarà sufficiente?


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