Pubblicato il 21/07/20

VECCHIO VS NUOVO Al di là dei risultati in pista, che evidentemente latitano, se c’è una grande differenza tra la vecchia e la nuova dirigenza della Ferrari, è sul piano comunicativo. Con Sergio Marchionne, fino alla prematura scomparsa dell’estate 2018 che ha probabilmente determinato la storia recente della Scuderia, ma anche con Luca Cordero di Montezemolo, i tifosi erano abituati a una presenza costante del Presidente. Che spesso si presentava in pista per seguire da vicino l’attività della squadra e, ancora più di frequente, commentava con la stampa i vari avvenimenti mettendo pressione sui vertici della Formula 1. Un cambiamento netto ed epocale con l’arrivo di John Elkann e Louis Camilleri i quali, al contrario, restano silenti e apparentemente impassibili. Attirando critiche dai tifosi e dagli opinionisti…

John Elkann e Mattia Binotto

PARLA MONTEZEMOLO Un esempio? Luca Cordero di Montezemolo è tornato a parlare dell’attuale situazione della Rossa ai microfoni di Radio Rai GR Parlamento spiegando come, a suo dire, “la stagione è ormai finita”. “E anche le prossime – ha aggiunto il settantaduenne bolognese – sono a rischio. Sono molto preoccupato per il 2021 e il 2022, c’è bisogno di prendere decisioni coraggiose. Il problema è di carattere organizzativo, Mattia Binotto in questo momento è stato di fatto lasciato da solo, è giovane come team principal e ha molte responsabilità addosso. Bisogna quanto prima rimettere mano all’organizzazione ed è la dirigenza che adesso deve prendere decisioni coraggiose perché, altrimenti, la macchina sarà ancora peggio di questa nella prossima stagione. Io? Tornerei in Ferrari a piedi anche ieri, ma ci sono zero possibilità che questo accada”.

QUESTIONE PILOTI Al centro dell’attenzione, come se non bastasse una monoposto decisamente al di sotto delle aspettative, è anche la gestione dei piloti che, dopo la scelta di non rinnovare il contratto di Sebastian Vettel, crea ulteriori grattacapi a Binotto: “Io sinceramente non avrei annunciato così presto l’addio di Vettel, anche perché adesso la pressione su Leclerc è enorme. Non dimentichiamoci che è giovanissimo, è arrivato in Ferrari solo lo scorso anno e non ha vinto nulla. Non è facile far convivere due numeri uno… La scelta giusta sarebbe averno uno solo, ma avrei aspettato per annunciarla. In ogni caso, il problema non è nei piloti ma in una macchina molto lontana dall’essere competitiva. Non credo che basterà un musetto o un alettone per migliorare, c’è una gara ogni settimana e, con questa organizzazione, credo che sia molto difficile sviluppare l’auto o pensare al futuro. È un momento delicatissimo”.

F1 GP Italia 2014, Monza: Luca Cordero di Montezemolo e Bernie Ecclestone

AL VERTICE DELLA F1 Montezemolo ha infine ricordato di essere stato scelto per guidare la Formula 1, prima però di ricevere un secco no proprio dalla Ferrari che lui stesso ha guidato per molti anni. “Non mi piace parlarne – ha spiegato l’ex Presidente – e devo dire che mi è molto dispiaciuto. Quando ricevetti la proposta arrivò il veto da Maranello. Mi spiace molto, perché è un ruolo che mi sarebbe molto piaciuto svolgere, ci sarebbe stato un italiano, e un uomo della Ferrari, a ricoprire una carica molto importante…”.


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