Pubblicato il 09/05/21

PICCOLO MA NON INOSSERVATO L'arrivo di Yuki Tsunoda in F1 era stato accolto con grande entusiasmo: il piccolo giapponese (1,59 m) aveva mostrato un mix di velocità in pista e folklore nei comportamenti che lo avevano subito reso un idolo degli appassionati. L'esordio con il nono posto nel GP Bahrain aveva rafforzato questo avvio positivo, ma da quella domenica il pilota dell'AlphaTauri si è fatto vedere solo per gli errori e per i team radio sopra le righe.

LE ACCUSE AL TEAM Nulla di imperdonabile per un rookie, almeno fino a quanto accaduto nel sabato del GP Spagna. La precoce eliminazione al termine della Q1 ha fatto infuriare Tsunoda, il quale non si è trattenuto davanti ai microfoni delle tv, lanciando pesanti accuse verso il suo team: ''Sento che dalla mia parte la macchina è molto lenta. È sempre un feedback diverso rispetto al mio compagno di squadra, ogni volta è il contrario. Ho un piccolo punto interrogativo sul fatto che la macchina sia la stessa... certo, è la stessa vettura, ma il comportamento è troppo diverso... non capisco cosa sia successo, perché sto faticando così tanto''. L'altra AlphaTauri di Pierre Gasly ha superato comodamente la prima eliminatoria delle qualifiche, ma si è poi fermata alla sesta fila della griglia di partenza, con il dodicesimo tempo.

F1, GP Emilia Romagna 2021: Yuki Tsunoda (AlphaTauri)

IL CONSIGLIO DI BUTTON Le parole di Tsunoda sono state sicuramente dettate dalla delusione patita pochi minuti prima, ma rappresentano comunque una notevole caduta di stile. Il giapponese si è poi scusato per il suo sfogo, ma diverse critiche gli sono piovute addosso sia dai fan tramite i social sia da commentatori ed ex piloti. Tra questi Jenson Button, che gli ha consigliato di imparare a tenere a bada i suoi sentimenti negativi: ''Penso che debba controllare un po' la sua rabbia, alle squadre non piace quando parli così. Ha bisogno di controllarla se vuole rimanere in questo sport, specialmente con Franz Tost. Non puoi parlare della macchina in quel modo o parlare della squadra in quel modo. Deve tornare indietro, vedere cosa sta facendo il suo compagno di squadra in modo diverso e discuterne con la squadra, non in pubblico''.

COME UN BAMBINO Ancora più duro Marcus Ericsson, ex pilota della Sauber: ''È stato divertente la prima o la seconda volta, ma ora sta diventando un po' troppo. Invece di imprecare, lamentarsi e comportarsi come un bambino che non riceve le sue caramelle, dovrebbe concentrarsi sull'ottenere il massimo da se stesso e dalla sua macchina. È veloce, ma al momento sembra il suo peggior nemico''.


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