Pubblicato il 23/12/20

TILKODROMI Non tutte le ciambelle riescono col buco, ma finché parliamo di un morbido dolce pazienza, se il tema sono però i circuiti di Formula 1 le cose si fanno ben più complesse. Hermann Tilke è il più celebre progettista di circuiti automobilistici al mondo, padre negli ultimi 20 anni di oltre una dozzina di tracciati che sono stati inclusi nei calendari di Formula 1 e MotoGP. Nel portfolio dell'ingegnere tedesco figurano layout di grande successo, quali quelli di Sakhir e Istanbul per esempio, e altri meno fortunati, tra tutti Sochi e Abu Dhabi. Le critiche a Tilke tornano ciclicamente in auge quando ci si trova di fronte a gare noiose come quella che ha chiuso la stagione 2020, tanto che è stato coniato l'appellativo di ''Tilkodromi'', con un'accezione dispregiativa, per alcune sue creazioni dalle simili caratteristiche.

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VINCOLI OLIMPICI Dopo anni di silenzi e spallucce, Hermann Tilke ha deciso di rispondere alle tante critiche - talune ingiuste - che gli sono piovute addosso, affidando le sue parole alle colonne del quotidiano austriaco Der Standard: ''Non esiste un circuito perfetto, così come neanche ogni partita di calcio è sempre bellissima. Alcune piste sono più noiose di altre'' - ha esordito il progettista - ''Prendiamo il Red Bull Ring, ha una buona dinamica per le gare automobilistiche ed è l'ideale per i sorpassi, per questo motivo spesso si vedono gare divertenti in Austria. A Sochi invece le gare tendono a essere più noiose, ma la pista l'abbiamo dovuta ricavare in mezzo a un Parco Olimpico e non avevamo molta libertà. Le olimpiadi avevano la priorità e questo non lo hanno reso un progetto facile''.

Abu Dhabi, test 2019

MANNAGGIA ALL'HOTEL Spostandosi invece su Abu Dhabi, Tilke ha affermato: ''A Yas Marina anche c'erano alcuni fattori esterni. Lo Yas Hotel doveva essere incorporato nel circuito e di tre quarti dell'edificio avevano detto che avrebbero raddoppiato le cubature. Quando abbiamo realizzato la pista dovevano essere costruite ancora ampie parti dell'hotel, e così non abbiamo potuto lavorare su pendenze o angoli di curva differenti che avrebbero reso la pista più dinamica''.


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