Pubblicato il 27/02/2020 ore 11:00

GRADITO RITORNO La pista di Zandvoort, che quest'anno tornerà a ospitare una tappa del Mondiale di Formula 1 dopo 35 anni di assenza con il gran Premio d'Olanda nel weekend del prossimo 1-3 maggio, si sta rifacendo il look in questi giorni per farsi trovare pronta all'approdo del Circus iridato. La modifica più consistente interessa due curve, la ''3'' e l'ultima, quella che introduce sul rettilineo principale. Entrambe sono state rialzate al fine di favorire le scie e, presumibilmente, i sorpassi.

CURVONI DA INDY La curva finale, che porta il nome del pilota IndyCar olandese Arie Luyendijk, avrà una pendenza di 18°, in pratica due volte in più rispetto all'iconica pista di Indianapolis, che ha ospitato la Formula 1 l'ultima volta dal 2000 al 2007, e la curva 3 arriverà addirittura a 19°. Le prime immagini dei lavori ultimati alla curva 14 (la ''Luyendijk''), eseguiti dall'azienda italiana Dromo Circuit Design coadiuvata da Geobrugg per quanto riguarda l'installazione dei recinti di protezione omologati dalla FIA, sono state pubblicate.

SENZA PARI ''Abbiamo fatto qualcosa che volevamo fosse incredibile da guidare, e che non ha eguali in nessun altro circuito'' - ha spiegato Jarno Zaffelli, fondatore della Dromo - ''La curva 14  è piuttosto ampia e larga, mentre la transizione tra la 2 e la 3 ha molti cambi di banking. Tutto l'orizzonte è inclinato e la percezione del pilota sarà in continua evoluzione, a seconda della traiettoria sembrerà di essere in un cavatappi''. Di seguito anche un giro on board sulle nuove curve della pista di Zandvoort.


TAGS: f1 2020 Zandvoort GP Olanda banking Zandvoort curvone zandvoort dromo circuit design Jarno Zaffelli