Il supercampione Hamilton tra passato, presente e futuro
F1 2021

Il supercampione Hamilton tra passato, presente e futuro F1


Avatar di Salvo Sardina , il 13/04/21

7 mesi fa - In una lunga intervista a La Gazzetta, il campione inglese analizza la carriera

In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, il sette volte iridato parte dagli albori di una carriera straordinaria spiegando le ragioni che lo spingono ad andare avanti

IL SUPERCAMPIONE È il numero uno della F1, il nemico pubblico che tutti, in pista, cercano di battere da almeno sette anni (ci sono riusciti, peraltro, solo nel 2016). Parliamo del recordman del circus, Lewis Hamilton, a caccia dell’ottavo iride in carriera che lo porterebbe al primo posto (anche) nella classifica di campionati vinti. In una lunga intervista pubblicata alla vigilia della tappa di Imola su La Gazzetta dello Sport, il britannico ha colto l’occasione per guardarsi indietro e comprendere che cosa lo ha reso la macchina da guerra apparentemente invincibile vista nelle ultime stagioni.

F1 GP Bahrain 2021, Sakhir: Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1) F1 GP Bahrain 2021, Sakhir: Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1)

GLI ESORDI IN MCLARENSono lo stesso degli inizi – esordisce Hamilton nell’intervista presente nell’edizione odierna della Roseama con più esperienza. Gli alti e bassi, le cicatrici che rendono la tua pelle più dura, è un adattamento continuo. Gli ultimi 15 anni (quelli in cui ha corso in F1, ndr) mi hanno insegnato più di tutti quelli precedenti, su come navigare nel mondo, costruire, migliorare le relazioni umane e professionali. Non cambi, resti la stessa persona, ma cresci. La McLaren? Un’esperienza unica. Dovevo scoprire cosa funzionava al meglio per me, ma non era semplice. Con gli anni ho realizzato che dovevo trovare un mio modo di fare le cose. Lì facevo quello che mi dicevano di fare, ero troppo giovane. Con il passare del tempo sono diventato più saggio, ho capito come lavorare bene con il team”.

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LA SVOLTA MERCEDES La svolta della carriera è però stata sicuramente in Mercedes, dove Lewis è arrivato nel 2013 con uno solo dei sette titoli mondiali conquistati fin qui: “Quando sono arrivato ho subito chiarito che ero fatto in un certo modo e che avevo bisogno di coltivare i miei interessi extra pista. Mi hanno dato spazio per crescere e questo si è rivelato il miglior ambiente per farlo. Il mio stile di vita non ha fatto mancare niente perché abbiamo vinto moltissimo, siamo diventati il team più forte, sono arrivati sponsor e apprezzamento sui social. Il successo è sotto gli occhi di tutti, ma viene da lontano. È tutto nato dalla collaborazione, abbiamo tirato fuori le idee migliori e le abbiamo messe in comune provando strade diverse”.

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L’INCLUSIONE A 36 anni il pensiero è rivolto alle vittorie in pista, sì, ma anche alla missione di rendere il motorsport un posto migliore, lavorando per rendere inclusivo un’ambiente fin qui appannaggio quasi esclusivo dei maschi bianchi: “Ho messo insieme una commissione che da nove mesi sta lavorando con tanta gente, analisi, riunioni su Zoom, conversazioni e discussioni, idee. Per luglio dovremmo essere pronti con qualche risultato solido che metterò a disposizione di Mercedes, degli altri team e della Fia. Crescendo ho imparato che cambiare le cose quando ci sei dentro è più facile e riesce meglio rispetto a quando lo vuoi fare da fuori. La F1 mi ha offerto una piattaforma per raggiungere un sacco di gente, informare, mandare messaggi positivi, incoraggiare le persone. A un certo punto anche io mi dovrò fermare, ma la missione di rendere questo ambiente più inclusivo non uscirà dalla mia mente. Non bastano però uno o due anni, il problema deve essere attaccato dal basso”.

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IL FUTURO Guai però a parlare di vita oltre il ritiro dalla F1 che, nonostante il rinnovo con Mercedes per una sola stagione (e quindi in scadenza al termine del 2021) appare comunque lontana: “Credo di volere restare coinvolto anche dopo che avrò smesso. Ma è difficile per me pensare a quando non correrò. È ciò che ho fatto per una vita, da quando ero bambino e resta sempre così figo pilotare le auto progettate da questa gente di grande talento. Dopo tutto il loro lavoro io sono quello che va in pista e prova a farlo funzionare, sempre una grande sfida. Vincere così tanti mondiali non significa avere sempre tutto sotto controllo, che ogni anno vada tutto liscio, si può sempre migliorare nelle idee e nella comunicazione. Quando inizia una stagione non sai mai dove sei e io tutto questo lo amo. Il 2021 sarà il campionato più difficile da molto tempo a questa parte, però per me e per la squadra può essere molto stimolante”.


Pubblicato da Salvo Sardina, 13/04/2021
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