Autore:
Simone Valtieri

A RUOTA LIBERA Stefano Domenicali, ex uomo chiave Ferrari dai tempi di Schumacher a quelli di Alonso, si è raccontato in una lunga intervista video sul sito ufficiale della Formula 1. Il cinquantatreenne imolese, attualmente CEO della Lamborghini, ha parlato del suo passato nelle corse, intervistato da Tom Clarkson, toccando punti spinosi, dai titoli persi con Massa e Alonso, alla importanza di Michael Schumacher per la Ferrari, fino all'attuale lavoro in "Lambo" e alle prospettive di un ritorno nel massimo campionato della casa italiana, oggi appartenente al gruppo Volkswagen.

LAMBO 2, LA VENDETTA! Partiamo dalla Lamborghini, il tema più a cuore degli appassionati di corse che vorrebbero vedere la marca del toro tornare in Formula 1 dopo la breve e sfortunata parentesi del 1991. "In quell'occasione, in definintiva non ci furono abbastanza soldi per investire sul lato commerciale" - spiega Domenicali, che non eslcude un ritorno in futuro ma che nega possa avvenire già nel 2021, con i cambiamenti regolamentari del mondiale ancora non del tutto chiari - "Voglio dire, è difficile in questo momento perché il livello degli investimenti che richiede la Formula 1, non solo per essere competitivi, ma anche semplicemente per gareggiare, è molto alto. Oggi Lamborghini ha bisogno di investire in altre priorità: nel prodotto, nella rete, nei concessionari. Stiamo consolidando un grande gruppo in grande crescita. Ma nel breve periodo non vedo possibile questo ingresso. Nella vita comunque, mai dire mai. Per noi è molto importante sapere esattamente come sarà il regolamento, perché ci sarà un forte interesse in futuro."

SCHUMI, SIMPLY THE BEST Domenicali ha parlato a lungo del suo passato nel Mondiale, elogiando soprattutto un pilota: Michale Schumacher: "Quando è arrivato in Ferrari era già un grandissimo, incredibile, pilota. Capivi subito quanto fosse differente dagli altri dal punto di vista delle metodologie di lavoro e, ovviamente, del talento. Era un po' freddo all'inizio, perché arrivava da una mentalità differente, ma la nostra relazione è cresciuta giorno dopo giorno. Ho imparato molto da lui, sezionava il giro in ogni singolo fotogramma capendo cosa servisse per migliorare le prestazioni. Era in grado di inventare sempre con gli ingegneri diverse soluzioni per migliorare le prestazioni in frenata, in impostazione e percorrenza di curva, in uscita, sul bilanciamento dei freni, in rettilineo. Aveva questa capacità di chiudere gli occhi e pensare, passo dopo passo, a cosa fare per migliorare il livello del team. Per me è stata la cosa più incredibile che abbia visto lavorandoci insieme, era più di un pilota, capì che il suo ruolo era più di quello."

NOTE DOLENTI I tanti titoli sfiorati dalla Ferrari, rappresentano i momenti più difficili da ricordare della carriera di Domenicali, da quello perso con Felipe Massa per una serie di sfortune incredibili (dal bocchettone rimasto nella sua auto a Singapore fino al drammatico epilogo di San Paolo) a quelli sfiorati con Alonso (Chi non ricorda, tra i tifosi rossi, Abu Dhabi e l'incubo Petrov?). "Considero Fernando un pilota eccezionale, la differenza con Michael l'ha fatta il fatto che al tempo avevamo il miglior team, ma nel periodo di Alonso e Massa l'auto purtroppo non era la migliore per molte ragioni. Nonostante ciò stavamo per vincere quei titoli, non ci siamo riusciti esclusivamente per sfortuna. Sarebbe comunque stato bello veder gareggiare Michael e Fernando ad armi pari, per vedere chi fosse il migliore" - ha concluso il manager italiano.

 


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