MOSSA CONTRO GLI OPPOSITORI Prosegue il travagliato percorso che dovrebbe portare la F1 a disputare un gran premio a Miami. Nella giornata di venerdì, il sindaco della contea di Miami-Dade, Carlos Giménez, ha usato il suo diritto di veto per ribaltare le proposte approvate a fine ottobre dai Commissari della Contea e contrarie allo svolgimento dell'evento.

DIPLOMAZIA AL LAVORO Le proposte erano state avanzate da Barbara Jordan, commissaria della contea locale e approvate con due votazioni a favore conclusesi rispettivamente 7-6 e 8-5. Il sindaco Giménez aveva 10 giorni di tempo per porre il veto su queste decisioni. Questo suo diritto può essere annullato se riceve 9 voti contrari, ma così non è al momento. Giménez ha dichiarato di aver avuto un incontro con gli oppositori alla gara, con la Jordan e con i rappresentanti dei Miami Dolphins, proprietari dell'Hard Rock Stadium attorno al quale si dovrebbe svolgere la gara.

UNO SGUARDO A MELBOURNE Le rimostranze degli oppositori sembrano superabili. Una delle questioni principali portate alla ribalta riguarda i livelli di rumore delle monoposto, dichiarazioni incongruenti con quelli che sono i picchi sonori raggiunti dalle attuali power-unit, di molto inferiori ai vecchi propulsori V8 e ancora meno ai precedenti V10 e V12. Gli organizzatori porteranno poi come esempio l'esperienza di Melbourne, da due decenni sede del GP Australia all'interno dell'Albert Park: la gara ha contribuito a migliorare la reputazione del quartiere e di conseguenza ad aumentare il prezzo delle case. Importanti guadagni sono poi previsti per le strutture ricettive e i ristoranti. Infine, nella Florida meridionale non esistono molte altre zone in cui la popolazione residente direttamente coinvolta dalla manifestazione sarebbe numericamente così limitata.


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