Pubblicato il 06/02/21

QUANTI GUAI! Si conferma tormentato lo sbarco in F1 di Nikita Mazepin, pilota russo ingaggiato dalla Haas come compagno di squadra di Mick Schumacher. Dopo lo scandalo suscitato dal filmato giudicato sessista pubblicato su Instagram dello scorso dicembre - con relativa petizione online per chiedere al team americano che annullasse il contratto - e la recente convalida di una multa per infrazione stradale commessa lo scorso giugno, questa volta il 21enne si trova coinvolto suo malgrado in una vicenda che lo costringerà a debuttare nel Circus senza poter rappresentare il proprio paese.

IL CASO DI SOCHI 2014 Il tutto nasce dalla nota vicenda del doping di stato che ha coinvolto gli atleti russi impegnati alle Olimpiadi di Sochi del 2014, per il quale l'Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha chiesto un divieto di partecipazione alle competizioni sportive di quattro anni per la Russia. Alla fine del 2020, la Corte di Arbitrato per lo Sport (CAS) aveva accolto la richiesta, riducendo però il periodo a due anni. Come conseguenza, se quest'estate si riusciranno a disputare le Olimpiadi di Tokyo la Russia non sarà rappresentata. Una parte degli atleti ha comunque scelto di partecipare e gareggerà sotto una bandiera neutra.

F1 GP Russia 2019, Sochi: Atmosfera del circuito

RUSSIA AMMUTOLITA Quest'ultimo aspetto riguarderà anche i piloti russi impegnati nei campionati mondiali di sport motoristici, come la F1, il WEC e il WRC. A chiarire la vicenda è stata la Federazione automobilistica russa, la quale ha ammesso che la sentenza del CAS verrà applicata anche nel motorsport. Mazepin e i suoi connazionali non potranno menzionare la parola Russia o mostrare la bandiera della loro nazione, ma saranno comunque autorizzati ad utilizzarne i colori rosso, bianco e blu. La squalifica riguarda anche il GP Russia, in programma proprio a Sochi a settembre: l'inno nazionale non verrà suonato prima della gara. Un vero smacco per il presidente Vladimir Putin, grande sostenitore dell'evento e già al centro di pressioni e critiche internazionali nel corso di queste settimane a causa delle repressioni delle proteste popolari esplose in seguito al nuovo arresto del dissidente Aleksej Navalny. Infine, nel caso poco probabile che Mazepin vinca un gran premio, anche la premiazione sul podio avverrà senza l'inno russo.


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