Pubblicato il 27/07/20

RIORGANIZZAZIONE È stata la grande notizia della scorsa settimana: la Ferrari ha detto addio alla organizzazione orizzontale fortemente voluta da Sergio Marchionne. Non un cambio di uomini, visto che tutti i responsabili che hanno messo la propria firma sul progetto SF1000 sono rimasti a Maranello, ma un nuovo… modulo per meglio far fronte alla necessità di prendere decisioni rapide in un momento così atipico per la Formula 1. E di trovare diretti responsabili in caso di ulteriori fallimenti. La creazione del nuovo dipartimento Performance Development sotto la guida dell’aerodinamico Enrico Cardile, tuttavia, non convince una grossa fetta del tifo e degli opinionisti. Tra questi, molto scettico sulla decisione “soft” di modificare solo l’organizzazione interna senza cambiare interpreti, c’è anche Ralf Schumacher…

F1 GP Russia 2019, Sochi: Ralf Schumacher

QUALCOSA CAMBIA? Il fratello del mitico Kaiser sette volte iridato, per ragioni familiari evidentemente conosce da vicino il funzionamento di un team come quello del Cavallino rampante. E, intervistato da Sky Germania, si è posto degli interrogativi sulla reale utilità di una mossa come quella voluta da Mattia Binotto: “Mi sembra quasi che abbiano solo voluto dimostrare al mondo esterno che stavano cambiando qualcosa. Ma non sono totalmente sicuro che sia davvero questa la soluzione per risolvere i loro problemi. Queste macchine sono così complicate…”.

F1 GP Azerbaijan 2019, Baku: Mattia Binotto al muretto della Ferrari

DEMOLIRE E RICOSTRUIRE La soluzione definitiva? Secondo Ralf, più che una semplice riorganizzazione interna con gli stessi uomini a capo di strutture solo parzialmente diverse rispetto a prima, ci sarebbe voluta una totale ricostruzione soprattutto nell’ottica di risolvere i problemi in vista delle prossime stagioni: “Se qualcosa va male, devi prima capire dove si trova il problema. E questo sarà un compito che di sicuro impegnerà gli ingegneri almeno fino al prossimo inverno. Quindi possiamo solo sperare che torneranno a essere competitivi almeno per il prossimo anno. Io avrei suggerito una demolizione totale, avrei scavato un grosso buco per permettere la costruzione di nuove fondamenta. Con tanto acciaio…”.


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