Pubblicato il 18/03/2020 ore 10:15

UN'INGIUSTIZIA Alla vigilia del GP Australia, Ross Brawn aveva spiegato che le gare del Mondiale di F1 non avrebbero avuto valenza per il campionato se una o più squadre non fossero state fatte entrare in una nazione a causa di norme restrittive per le persone provenienti da determinate zone geografiche, istituite a causa del diffondersi della pandemia del coronavirus. Il diretto sportivo aveva motivato questo dicendo che ''sarebbe stato ingiusto'' penalizzare per motivi esterni allo sport determinate scuderie. Il regolamento della F1 stabilisce però un numero minimo di vetture necessario per garantire il regolare sviluppo di un gran premio.

NUMERO MINIMO DI MACCHINE AL VIA A confermarlo è stato lo stesso Brawn, all'indomani dell'annullamento dell'appuntamento di Melbourne: ''Abbiamo bisogno di almeno 12 vetture perché si tenga una gara del campionato anche se, in realtà, ciò è a discrezione della FIA. Potrebbe infatti scegliere, in circostanze insolite, di consentire di correre con un numero inferiore di partecipanti, ma 12 macchine è ciò che è scritto nei regolamenti''. Andando a spulciare tra le norme sportive della F1, si legge che un gran premio ''potrebbe essere annullato se sono disponibili meno di 12 auto'', ma non che debba necessariamente essere cancellato. Si potrebbe dunque in realtà correre anche con 11 o meno partecipanti.

F1, GP Australia 2020: il box della McLaren chiuso a Melbourne

LA FIGURACCIA DI INDIANAPOLIS La necessità di trovare il modo di disputare la stagione 2020 su un arco temporale molto ridotto potrebbe dunque in futuro costringere la FIA e Liberty Media a disputare alcuni appuntamenti anche nel caso in cui qualche team fosse costretto a non partecipare perché impossibilitato da cause legate al coronavirus. In Australia, si è cominciato a parlare di annullamento della gara dopo che la McLaren ha annunciato il suo ritiro dal gran premio, una decisione presa dopo che un suo meccanico è risultato positivo al coronavirus. I team si sono a lungo confrontati e, solo dopo che il numero dei favorevoli alla competizione si è ridotto a tre scuderie, è tramontata l'idea di gareggiare regolarmente. Nella storia recente della F1, indimenticabile in senso negativo fu il GP Stati Uniti 2005: furono 20 come al solito le monoposto qualificate ma, per ragioni di sicurezza legate a cedimenti degli pneumatici Michelin nel curvone inclinato di Indianapolis, solo i 6 piloti gommati Bridgestone presero il via. Ufficialmete, è stato il GP Argentina 1958 l'appuntamento con meno monoposto al via, solo 10.


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