Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 03/02/2020 ore 09:00

F1 O MOTOGP? Il recente scambio di mezzi tra Lewis Hamilton e Valentino Rossi ci ha nuovamente consentito di ammirare sullo stesso tracciato – il Ricardo Tormo di Valencia – una monoposto di Formula 1 e un bolide di MotoGP. All’indomani dell’attesissimo evento promozionale e pur in assenza di comunicazioni ufficiali, vi abbiamo parlato delle indiscrezioni circa i tempi sul giro e gli inconvenienti occorsi ai due big del motorismo sportivo. Ma una delle giornate più attese di questo inverno ha di nuovo riaperto la storica disputa: auto o moto? Impossibile, ovviamente, rispondere a una domanda che per molti appassionati equivale a chiedere chi si preferisca tra mamma e papà. La stagione 2019 ha però messo le categorie regine delle due e quattro ruote a confronto diretto in ben quattro circuiti consentendoci, quantomeno, di rispondere a un altro classicone: chi va più veloce?

Monster Energy, Valencia, 9 dicembre 2019 - Valentino Rossi (Yamaha) e Lewis Hamilton (Mercedes)

NON C’È STORIA… F1 e MotoGp (anche) nello scorso campionato hanno corso a Barcellona, Spielberg, Silverstone e Austin. E sgombriamo subito il campo dagli equivoci: le monoposto sono molto più veloci dei corrispettivi bolidi a due ruote. Un esempio? All’1:03.003, nuovo record del Red Bull Ring in qualifica segnato da Charles Leclerc, fa da contraltare “solo” un 1:23.027 di Marc Marquez (anche questo è il giro più veloce di sempre per una moto sui saliscendi della Stiria) nelle qualifiche del MotoGP d’Austria 2019. Più di 20 secondi in più per “Cabroncito” e compagni che, in un’ipotetica gara con le quattro ruote prenderebbero paga non solo dalle Formula 2, ma anche dalle F3: Marcus Armstrong, sempre a Zeltweg, nella passata stagione ha infatti segnato la pole position in 1:18.716, con i migliori giri in gara intorno all’1:21 contro l’1:23.827 di Marquez.

COLPA DELLE GOMME Insomma, limitando l’analisi ai rilevamenti cronometrici su una pista corta e con molte curve veloci come quella austriaca, non c’è storia nella battaglia tra monoposto e moto. Dati che, tra l’altro, non si discostano di molto neppure in altri circuiti: a Barcellona, ad esempio, nonostante le F1 percorrano una chicane che rende il terzo settore lento e tortuoso (le due ruote la bypassano ad alta velocità), Bottas è stato quasi 25 secondi al giro più veloce di Fabio Quartararo (1:15.406 la pole del finlandese di casa Mercedes contro l’1:39.484 del giovane asso transalpino). Riscontriamo anche 23 secondi di gap in qualifica – in gara il distacco è di poco inferiore – a Silverstone e oltre 30 sul Circuit of the Americas di Austin. Il motivo di questa differenza sorprendente? Le grandi velocità che le auto di Formula 1 riescono a raggiungere in curva grazie alla maggiore impronta a terra dipendente dalle gomme più larghe, dal fatto che ovviamente ce ne sono anche due più e dall’enorme carico aerodinamico che tiene piantate a terra le macchine della massima serie.

Monster Energy, Valencia, 9 dicembre 2019 - Valentino Rossi (Yamaha) e Lewis Hamilton (Mercedes)

VELOCITÀ MASSIMA Le cose sono invece un po’ diverse se pensiamo alle velocità di punta. D’altronde, il rapporto peso/potenza non mente ed è più favorevole per i bolidi della MotoGp che non per i corrispettivi a quattro ruote. I dati non sono però univoci e vanno fatte le dovute precisazioni: a Barcellona e Austin le moto battono le auto e persino con un certo distacco, mentre al Red Bull Ring e a Silverstone sono le F1 a vincere la battaglia. Per spiegare queste differenze può essere utile ricordare che, mentre sullo 0-100 i dati di accelerazione sono più o meno equivalenti, sullo 0-200 le moto si fanno preferire alle auto, che poi però tornano a guadagnare sopra i 300 all’ora. In più, bisogna anche considerare i punti di staccata e soprattutto la velocità di percorrenza della curva precedente al rettilineo dove è posizionata la speed trap.

IL CONFRONTO Ma analizziamo i dati nel dettaglio. A Silverstone, dove le F1 battono le moto per 9 km/h, le monoposto arrivano sull’Hangar Straight già lanciate dalle Becketts, mentre in Austria le MotoGP iniziano la staccata in salita verso curva-2 ben prima rispetto alla controparte a quattro ruote, che superano anche i 330 orari. Meno veritiero il confronto a Barcellona, con Marquez e compagni che si lanciano ad alta velocità sul rettilineo di partenza, mentre le F1 ripartono quasi da fermo dalla chicane. Ad Austin, invece, si tratta di una vera e propria drag race, viste le basse velocità di percorrenza del tornantino di curva-11: è proprio qui che le moto battono nettamente le auto forse approfittando dei problemi in trazione delle “rivali”, con Jack Miller capace di spingersi a oltre 18 km/h in più rispetto alla Red Bull di Alexander Albon. 346.9 contro 328.7 km/h. Abbastanza sorprendente, vero?

Miller in pista ad Austin

Confronto velocità massima MotoGP e Formula 1 2019:

Circuito Vel Max MotoGP 2019 Vel Max Formula 1 2019
Circuit de Catalunya 345.7 km/h (Alex Rins) 338.2 km/h (Daniel Ricciardo)
Red Bull Ring 316.7 km/h (Andrea Dovizioso) 332.3 km/h (Carlos Sainz)
Silverstone 331.2 km/h (Danilo Petrucci)  340.4 km/h (Lance Stroll)
Circuit of the Americas 346.9 km/h (Jack Miller) 328.7 km/h (Alexander Albon)

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