Pubblicato il 14/06/21

IL CASO L’esplosione della gomma posteriore sinistra di Max Verstappen ha deciso il risultato finale di un Gran Premio d’Azerbaijan che il pilota olandese di casa Red Bull aveva praticamente dominato fino a una manciata di chilometri dalla bandiera a scacchi. La foratura, che qualche giro prima aveva colpito anche Lance Stroll, ha poi anche caratterizzato il dibattito post-gara, nell’attesa che la Pirelli possa chiudere ufficialmente le indagini sulle ragioni del cedimento dello pneumatico Hard montato sulla RB16B del leader del mondiale. E se nei minuti immediatamente successivi alla gara di Baku era stato ipotizzato sia dal responsabile Pirelli, Mario Isola, che (con tono polemico) da Verstappen, che fosse colpa di un detrito, dalle prime analisi sembrerebbe emergere anche una possibile causa alternativa…

F1 GP Azerbaijan 2021, Baku: Max Verstappen (Red Bull Racing) a muro

PRESSIONI DI GONFIAGGIO Secondo quanto riportato da La Gazzetta Dello Sport, in attesa di una comunicazione ufficiale da parte di Pirelli che dovrebbe comunque arrivare prima del Gran Premio di Francia del prossimo fine settimana, non è da escludere che lo scoppio delle gomme posteriori sinistre di Verstappen e Stroll sia stato causato da una non corretta pressione di gonfiaggio. Le ragioni del ritiro dei due piloti potrebbero dunque non essere dipendenti né da un detrito né dal fornitore unico di pneumatici, ma dal mancato rispetto delle indicazioni date dalla P Lunga ai team alla vigilia delle qualifiche.

F1 GP Azerbaijan 2021, Baku: la Red Bull RB16B di Max Verstappen dopo il botto

PERCHÉ PRESSIONI PIÙ BASSE? Dopo le analisi di rito effettuate al termine delle prove libere, la Pirelli aveva infatti ulteriormente alzato l’indicazione sulla pressione minima di gonfiaggio a causa degli elevati carichi sulle gomme posteriori, schiacciate dall’alta velocità sul lungo rettilineo del traguardo. D’altro canto, delle gomme meno gonfie scivolano meno e permettono di avere un grip maggiore, motivo per cui solitamente le squadre si tengono sempre sul limite minimo comunicato dal costruttore milanese. Stavolta, però, Red Bull e Aston Martin potrebbero aver disatteso le indicazioni ed essere dunque indirettamente responsabili del ritiro e degli incidenti delle due monoposto. A breve ne sapremo di più.


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