TERRENO OSTILE La F1 non è un paese per russi? Questa ipotesi complottista è stata avanzata da Viktor Kozankov, ex pilota di monoposto che da giovane corse anche contro piloti del calibro di David Coulthard e Rubens Barrichello. L'ipotesi è nata all'interno di una discussione che in particolare riguardava la difficile stagione da rookie che sta vivendo Nikita Mazepin, battuto abbastanza nettamente da Mick Schumacher nel confronto diretto all'interno del box Haas e spesso al centro delle critiche per le sue manovre poco ortodosse, ultima in ordine di tempo proprio quella effettuata ai danni del tedesco nel finale del Azerbaijan.
HAAS PRO SCHUMACHER Intervista dall'emittente Match TV, Kozankov ha dichiarato: ''I nostri piloti in F1, non importa quanti soldi investano, è improbabile che vincano qualcosa. Si siedono nell'abitacolo, pagano un certo prezzo al chilometro e basta. Potete vederlo con Mazepin e Schumacher. Tutta la squadra lavora per Schumacher e farà di tutto per fargli avere successo sorridendo a Mazepin''. Un'accusa che suona senz'altro strana, se teniamo presente che la Haas quest'anno riceve importanti somme di denaro dalla Uralchem, società di Dmitry Mazepin che è anche sponsor principale della scuderia.

POLITICA DIFFUSA L'accusa di Kozankov non è indirizzata però solo verso la Haas e per rafforzare la sua tesi coinvolge anche alcune importanti figure italiane del mondo delle categorie giovanili. Parlando più in generale dei team occidentali, il 62enne ha aggiunto: ''Sono proprio così. Sorrideranno, ma non alzeranno mai un dito per portarti da qualche parte. Almeno questa è la mia esperienza. Negli anni '80, durante un test in Italia, i titolari dei team di Formula 3 Guido Forti e Ferdinando Ravarotto ci hanno detto che questa politica inizia già nelle categorie junior''.
METTERSI IN PROPRIO La F1 negli ultimi anni ha avuto diversi piloti russi al via, da Vitaly Petrov a Daniil Kvyat fino appunto a Mazepin. I rapporti con la Russia sono buoni, come conferma la presenza fissa in calendario della gara di Sochi, a cui spesso presenzia il presidente Vladimir Putin. Secondo Kozankov, però, gli investitori russi dovrebbero cambiare strategia: ''Puoi anche comprare una squadra, ma cosa hai intenzione di farne? La F1 non è necessaria: dobbiamo sviluppare un nostro campionato''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



