Pubblicato il 12/08/20

MINACCE CONCRETE A Silverstone, Toto Wolff ha espresso tutto il malcontento Mercedes verso il nuovo Patto della Concordia, l'accordo commerciale che lega i team alla F1 e che deve essere sottoscritto entro oggi. Il team campione del mondo in carica ha chiaramente minacciato di abbandonare il Circus nel 2021, prima stagione in cui entreranno in vigore gli accordi, ritenendosi ''la vera vittima'' delle nuove condizioni del Patto. Non si tratta di una semplice boutade per cercare di richiamare l'attenzione, ma di una vera e propria dichiarazione d'intenti che potrebbe realizzarsi a breve, ma non il prossimo anno.

DISCORSI SOLO RIMANDATI La Mercedes è intenzionata a impegnarsi a gareggiare solo nel 2021, forte di un regolamento tecnico ancora congelato che le concederà probabilmente di dominare anche il prossimo campionato. Verranno così accettate le condizioni che Liberty Media, proprietaria della F1, ha tassativamente richiesto di sottoscrivere entro oggi, escludendo nuovi rinvii. Dalla Germania, rimbalzano indiscrezioni secondo le quali Daimler, proprietaria della Mercedes, rinvierà di un anno la decisione definitiva, anche a causa dell'attuale crisi economica innescata dalla pandemia di Coronavirus. Nel nuovo Patto della Concordia è presente una clausola d'uscita che permetterebbe l'addio anticipato.

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40 ANNI DI PATTI Il Patto della Concordia, che prende il nome da Place de la Concorde a Parigi dove ha sede la FIA, è stato creato nel 1981 per cercare di mediare nella continua lotta di potere tra grandi costruttori e piccoli team indipendenti. Da allora, è diventato il metodo principale per sancire in un documento legale le regole che la Federazione utilizza per governare la F1, nonché i rapporti finanziari tra le squadra e il promoter del campionato. Ogni rinnovo coincide solitamente con un'importante serie di modifiche anche sul fronte tecnico, così l'entrata in vigore di un nuovo Patto corrisponde solitamente con l'inizio di una nuova era. Sarebbe dovuto essere così anche questa volta, ma la particolare situazione venutasi a creare per via della pandemia di Covid-19 ha rinviato di un anno la parallela rivoluzione tecnica. Il nuovo accordo avrà validità quinquennale.


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