Autore:
Simone Valtieri

UOMO E COMPUTER "Un lavoratore instancabile, un computer ante litteram, un maniaco della precisione, che lasciava fuori l’emozione dalle sue valutazioni e sapeva mettere sempre a fuoco ciò che davvero contava. Ma allo stesso tempo un uomo che è stato capace di cedere alla follia, che ha osato percorrere un viaggio 'all’inferno e ritorno', come intitolò la sua autobiografia, che è stato in grado di trovare la forza di risalire in macchina a sei settimane da uno spaventoso incidente dal quale si salvò per miracolo. Questo e molto di più è stato Andreas Nikolaus Lauda, da tutti conosciuto come Niki, scomparso nella notte a 70 anni." Con queste bellissime parole la Scuderia Ferrari saluta sul suo sito internet ufficiale il campione austriaco Niki Lauda scomparso la notte scorsa, un pilota che con la rossa di Maranello ha corso 57 gran premi vincendone 15, con 23 pole, 12 giri veloci, 32 podi e, soprattutto, due titoli mondiali.

PILOTA FANTASTICO E fu con la Ferrari che nel 1976 Niki Lauda chiuse la sua prima vita e risorse dalle ceneri della sua monoposto infiammata nell'inferno del Nurburgring, tornando in pista a velocità siderale per continuare a competere con il suo rivale storico James Hunt. Quel mondiale lo perse con il gran rifiuto del Fuji, ma trionfò senza rivali in quello successivo, portando da lì in avanti per sempre sul suo corpo i segni di quel brutto incidente. Era il secondo titolo con la rossa, il primo era arrivato nel 1975. "Quella di oggi è una giornata molto triste per me che Lauda l’ho visto correre ma anche per tutti gli appassionati della Ferrari e della Formula 1" - ha spiegato Piero Ferrari, figlio del Drake e attuale vicepresidente della casa di Maranello "Niki ci lascia dopo aver sofferto tanto, e questo mi addolora. Ha vinto molto con la Ferrari, lo ha fatto anche con altri team, ma è sempre rimasto un amico. È stato un pilota fantastico, un imprenditore capace e una persona straordinaria. Mi mancherà”.

CAVALIERE SENZA PAURA “I miei ricordi di Lauda sulla Ferrari fanno parte dell’infanzia" – ha spieagto invece l'attuale Team Principal della Scuderia, Mattia Binotto – "Quando da bambino vedevo lui e Regazzoni vincere con il Cavallino Rampante sulle piste di tutto il mondo. Avevo meno di dieci anni e nel mio immaginario era un cavaliere senza paura. Una volta in Formula 1, il mio rapporto con Niki è sempre stato di stima reciproca. Credo che grazie alla sua bravura e al suo indubbio carisma abbia contribuito a far conoscere e amare nel mondo il nostro magnifico sport. Ricordo con affetto quella volta in cui mi disse che con il mio approccio svizzero sarei stato la persona adatta a mettere ordine nell’italianissima Ferrari… Dopotutto Niki era così, una persona schietta e diretta con la quale non sempre si era d’accordo ma cui non si poteva non voler bene".


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