Pubblicato il 16/09/20

NOVITA' APPREZZATA Com'era prevedibile, il circuito del Mugello ha entusiasmato i piloti della F1. Le impegnative curve da percorrere ad altissima velocità, le vie di fuga in ghiaia che non perdonano il minimo errore e le possibilità di sorpasso che alla fine sono risultate maggiori rispetto alle previsioni della vigilia hanno permesso di promuovere a pieni voti l'esperienza del GP Toscana, il primo gran premio della storia disputato sul tracciato toscano. Un appuntamento eccezionale entrato in calendario per far fronte all'emergenza legata alla pandemia di Covid-19, la quale ha costretto alla cancellazione della maggior parte dei gran premi fuori dall'Europa.

VOGLIA DI TORNARE Il successo del Mugello non mette a rischio la permanenza in calendario della sede naturale del GP Italia, ossia Monza, anche se gli stessi piloti sarebbero ben felici di correre due volte nel nostro paese. Charles Leclerc ha commentato: ''Mi piacerebbe vedere questa pista nel normale calendario. Ad essere sinceri, all'inizio ero un po' scettico, ma dopo la gara è diventato chiaro che c'erano stati molti sorpassi. In questo senso, la pista è sorprendentemente buona''. Daniel Ricciardo ha aggiunto: ''Penso che tutti avessero paura che potesse trattarsi di un circuito non adatto per la gara, ma non è stato affatto noioso. È stato uno dei gran premi più emozionanti dell'anno. Direi che molti piloti vorrebbero tornarci, ma amiamo anche Monza e quindi non vorrei che fosse a scapito di questa. Sarebbe fantastico se potessimo avere entrambi''.

F1 GP Toscana 2020, Mugello: Atmosfera del circuito

LA QUESTIONE ECONOMICA Le possibilità di avere un bis di quanto visto quest'anno sono però molto poche. Liberty Media deve guardare alle casse della F1 e avere in calendario circuiti che pagano ricche tasse di iscrizione fa sicuramente comodo, anche a scapito di tracciati più spettacolari come appunto il Mugello. La situazione straordinaria di quest'anno ha permesso, paradossalmente, di favorire tradizione e qualità a discapito dell'aspetto economico, permettendo così l'inserimento di appuntamenti come il Mugello, il Nurburgring o Portimao che hanno potuto godere di trattamenti finanziari molto favorevoli.

VIVA LA GHIAIA Il rammarico per la mancata riconferma del Mugello sarà doppio perché, oltre che essere molto impegnativo e spettacolare, il tracciato toscano è anche tra i pochi al mondo che ancora presenta vie di fuga totalmente in ghiaia. Un aspetto che ha riportato la F1 a un livello di maggior spettacolarità, come ben rappresenta l'immagine di George Russell che in qualifica tiene giù il piede in una nuvola di polvere alla Casanova-Savelli. Non succede quasi mai di leggere comunicati del direttore di gara della F1, Michael Masi, recitare che ''i limiti della pista non saranno monitorati poiché il limite di definizione di ciascuna zona è rappresentato dalla trappola di ghiaia'', come avvenuto invece nello scorso weekend. Carlos Sainz, che recentemente ha criticato l'eccessivo ricorso all'asfalto che ha reso meno una sfida il mitico tracciato di Spa, ritiene che l'esperienza del GP Toscana possa convincere i vertici della F1 a tornare un po' al passato: ''Penso sia stato fantastico rivedere le trappole di ghiaia. Probabilmente darà alla FIA un po' di fiducia sul fatto che questo tipo di vie di fuga funzionino per proteggere dalle violazioni dei limiti della pista e da tutti quei problemi che abbiamo in altre piste''.

Il direttore di gara della F1, Michael Masi

MASI RAFFREDDA GLI ENTUSIAMI Sull'argomento, è lo stesso Masi a spiegare come non sia così semplice un ritorno al passato: ''Non possiamo averle ovunque. Non è una misura unica, come ho detto più volte, dobbiamo trovare soluzioni appropriate con i proprietari di ciascun circuito. Continueremo a lavorare su questo, ne abbiamo già discusso con i piloti. È un po' troppo da chiedere. Non è la soluzione ovunque, mettiamola così''. Su alcuni circuiti, la contrarietà alla ghiaia è legata alle sessioni di guida private, che rappresentano una voce importante al capitolo ''entrate'' sui conti degli autodromi: avere vie di fuga in ghiaia può portare a più danni per i favoltosi clienti impegnati a girare in pista con vetture di grande valore economico. Sebastian Vettel, uno dei direttori del sindacato dei piloti, ha suggerito un possibile compromesso: inserire una striscia di ghiaia tra la pista e il resto della via di fuga. Staremo a vedere.


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