Il Mondiale F1 non è ancora cominciato ma la Ferrari ha ottenuto la sua prima vittoria. Non ancora sul piano sportivo, certo, ma nella delicatissima partita politica per l’approvazione definitiva dei regolamenti tecnici per le power unit 2026. Tra gli argomenti più dibattuti c’era infatti il conferimento ai rivali della Red Bull dello status di nuovo motorista, che avrebbe garantito al team di Milton Keynes e alla struttura internaRed Bull Powertrainstutta una serie di vantaggi nello sviluppo e nella gestione del propulsore del futuro. Una situazione a cui la Ferrari si era opposta e che, secondo il retroscena riportato da Luigi Perna nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, si è risolta in favore del Cavallino.

LA CORDATA ANTI-RED BULL Il quotidiano sportivo spiega infatti come la Ferrari abbia guidato una sorta di “cordata” di rivali della scuderia campione del mondo in carica – composta anche da Mercedes e Audi – atta a impedire che Red Bull potesse figurare come nuovo costruttore. I motivi per opporsi, in effetti, non erano pretestuosi: pur se formalmente in pista con una power unit autoprodotta a Milton Keynes tramite Red Bull Powertrains, il team guidato da Christian Horner utilizza di fatto il motore Honda,di cui ha acquistato i diritti di proprietà intellettuale dopo la scelta del colosso giapponese di abbandonare la F1alla fine del 2021. Secondo la Ferrari e gli altri team che si sono opposti, Red Bull Powertrains non avrebbe dunque diritto a figurare come motorista debuttante nel 2026, potendo sfruttare come base di partenza la power unit di Sakura.

L’ARRIVO DI FORD Al fine del riconoscimento dello stato di “newcomer” sarebbe stato considerato invece inutile l’accordo con la Ford,annunciato nel corso della presentazione-evento della livrea della RB19di scena lo scorso venerdì 3 febbraio a New York: la natura della collaborazione è infatti principalmente commerciale, con l’Ovale blu che parteciperà allo sviluppo della sola parte ibrida del motore Red Bull Powertrains per il 2026. Lo status di nuovo costruttore, con tutti i relativi vantaggi competitivi, sarà dunque attribuito soltanto ad Audi.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



