NEL SOLCO DEL PADRE L'esordio in F1 di Mick Schumacher è ovviamente atteso con grande trepidazione, in particolare dai tifosi Ferrari che non hanno certamente dimenticato l'epoca d'oro del Cavallino Rampante contrassegnata dai successi di suo padre Michael. Fin da quando ha deciso di gareggiare con il cognome del padre, dopo gli esordi con quello della madre, il 21enne ha deciso di non nascondere la pesantissima eredità. Lo si nota anche da dettagli come la grafica del casco, con svariati rimandi a quella del sette volte campione del mondo, e ora anche dall'abbreviazione che ha scelto per lo schermo dei tempi.
LEGAME EMOTIVO Mick ha scelto infatti di venire indicato con MSC, la stessa sigla che veniva usata per il padre. Ai tempi, la decisione era stata presa per distinguere Michael da Ralf, visto che entrambi i fratelli Schumacher gareggiavano in F1. Il pilota della Haas, invece, fino allo scorso anno in F2 aveva gareggiato con l'abbreviazione SCH. Ed è stato proprio il tedesco a chiedere di cambiare, come lui stesso ha rivelato al termine dei test invernali in Bahrain: ''Volevo 'MSC'. È un legame emotivo che ho con esso. Penso che sia molto carino per tutti guardare le schermate dei tempi e vedere 'MSC' sugli schermi. Ci sono degli aspetti positivi''.
MSC
— Formula 1 (@F1) March 15, 2021
Three letters that mean the world to @SchumacherMick#F1Testingpic.twitter.com/1vEAu4ruYJ
ENTUSIASMO PREZIOSO Di sicuro, in questa stagione d'esordio non vedremo MSC occupare sovente le posizioni nobili della classifica, dato che la Haas è una seria candidata al ruolo di Cenerentola della stagione 2021 di F1. Considerando il carico emotivo che sta accompagnando la carriera del giovane Schumacher, però, bene ha fatto Mick a optare per questa scelta, preziosa per lui ed emozionante per tanti appassionati. Un'avventura in F1 che è partita con grande entusiasmo: ''È molto divertente guidare una macchina di F1 - ha commentato Schumacher al termine dei test - È incredibile quanto sia veloce. Essere in grado di spingere così forte e fare affidamento sul posteriore, sentendo la tenuta che aumenta con i cambiamenti di setup. Ci sono molti strumenti che puoi usare per migliorare istantaneamente la guida in pista. Questo è abbastanza positivo per me che provengo dalla F2, dove praticamente non avevi nulla da cambiare''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la partecipazione a Reazione a catena, programma di Rai 1 dove la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, che si narra sia nascosta in un baule sepolto nel Nordest d'Italia. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



